Teatro del Lido

La nostra storia

“ Occupato l’ex teatro della Vittorio Emanuele; gli occupanti intenzionati a non uscire, chiedono che la struttura, attualmente utilizzata come magazzino, venga restituita alla cittadinanza” (Il Giornale di Ostia, 17 gennaio 1997)

In questo modo uno dei giornali dell’ allora XIIIª Circoscrizione annunciava la notizia dell’occupazione, avvenuta la notte del 9 Gennaio 1997, del teatro dell’ex colonia Vittorio Emanuele III, un’imponente complesso architettonico sorto ad Ostia nel 1916 da un progetto dell’ architetto Marcello Piacentini.

Il 18 Gennaio 1997 ci fu un incontro tra i rappresentanti delle associazioni culturali del litorale romano (gli occupanti) e le varie realtà sociali e politiche del territorio. L’assemblea di autogestione auspicava un futuro di struttura teatrale a tutti gli effetti per l’imponente edificio e proprio per illustrare con chiarezza finalità e progetti che erano alla base dell’iniziativa di protesta, convocò una conferenza stampa.

Il progetto presentato dagli occupanti era sostanzialmente riassumibile in questi punti:

  • Un teatro pubblico slegato dalle logiche di mercato e pensato come un luogo laboratorio economicamente accessibile a tutti, teso verso la partecipazione diretta della cittadinanza dal momento progettuale all’evento spettacolare, aperto a tutte le discipline teatrali e culturali (teatro, musica, danza, letteratura, video-proiezioni, convegni, mostre, seminari, laboratori, ecc.)
  • Un teatro pubblico pensato come luogo aperto alla cittadinanza dalla mattina alla sera e come strumento essenziale per l’abbattimento di ogni logica di esclusione ed emarginazione.
  • Un teatro pubblico concepito come spazio polivalente e non “all’italiana” per favorire la ricerca spaziale.
  • Un teatro pubblico autogestito, intendendo autogestione come diritto inalienabile di chiunque prenda parte alle attività del teatro di indirizzare, stabilire e gestire le attività di un centro di cultura che nel territorio ha le sue radici. Autogestione quindi strumento per far sì che i cittadini possano essere realmente protagonisti dei propri percorsi di accrescimento culturale. In questo senso le linee programmatiche devono essere prese in sede assembleare in modo che questo spazio di cultura e socialità  appartenga al quartiere in maniera diretta.

A partire da quel momento il Teatro del Lido occupato ha iniziato le sue attività spettacolari e laboratori ali ospitando artisti provenienti da tutto il territorio e da tutta Italia, e ottenendo un ottimo riscontro di presenze da parte del pubblico di Ostia.

Dopo due anni di autogestione fu costituita un’ Associazione di Associazioni chiamata “Le Sirene” che comprendeva 24 associazioni culturali del Municipio XIII e che aveva come scopo quello di realizzare un modello dinamico di teatro territoriale aperto alle istanze sociali e al mondo della scuola, favorendo la partecipazione dei cittadini ai processi e alle dinamiche culturali con particolare attenzione alle fasce sociali più disagiate e storicamente escluse.

Nasce in questo modo il primo esperimento di teatro di cintura in Italia

L’allora Assessore alla Cultura del Comune di Roma Gianni Borgna rilasciò queste dichiarazioni al Giornale di Ostia “La programmazione e la pianificazione artistica del Teatro dovrà, quindi, scaturire dalla continua dialettica tra l’Associazione Le Sirene ed il Comune di Roma e Municipio XIII ed avrà come fine ultimo la crescita del Teatro e la sua affermazione anche a livello nazionale ed internazionale con la contemporanea qualificazione professionale degli operatori locali e l’elevazione sociale del territorio”.Viene così sperimentato, dal 2003 al 2008, un nuovo modello gestionale di teatro pubblico ad Ostia.

In sintesi la proprietà del teatro era del demanio e l’ Ente gestore per la parte economica e amministrativa era l’Azienda Palaexpo. Assieme a questi rappresentanti dell’ Ente Pubblico, il nuovo Teatro si avvaleva del contributo delle idee, di capacità progettuale e di produzione artistica dell’associazionismo aggregato del territorio rappresentato dall’ Associazione “Le Sirene”. La programmazione e la pianificazione artistica del Teatro nasceva, quindi, dalla continua dialettica tra l’associazionismo di base rappresentato dall’Associazione Le Sirene ed il Comune di Roma – XIII Municipio ed aveva come fine ultimo la crescita del Teatro e la sua affermazione anche a livello nazionale ed internazionale con la contemporanea qualificazione professionale degli operatori locali.

Per cinque anni il Teatro del Lido ha avuto uno staff  formato da 8 lavoratori provenienti principalmente dal Municipio XIII e una commissione di programmazione costituita dal Comune di Roma Assessorato alle politiche Culturali, dal Direttore dipartimento cultura, dal Servizio gestione spazi culturali Municipio Roma XIII, dal Presidente Azienda Speciale Palaexpo, dall’ Associazione di Associazioni Le Sirene e dall’ Azienda Palaexpo. Il Teatro del Lido di Ostia  ha visto avvicendarsi sulle tavole del palcoscenico artisti di fama nazionale e internazionale come Emma Dante, Ascanio Celestini, Roberto Herlitzka, Aterballetto, Jordi Savall, Avion Travel, Gotan Project, Marco Paolini, Moni Ovadia, Sosta Palmizi, Kismet Teatro di Bari, Officina Zoè, Josè Sinisterra, Claudia Contin, Cloris Brosca, Raffaello Sanzio Societas, Misha Van Hoeck, Giorgio Rossi, Michele Monetta, Frygies Funtek, Paolo Hendel, Angela Finocchiaro, Michele Abbondanza, Beatrice Libonati, Maria Rosaria Omaggio, Paola Pitagora, Teatro dell’Archivolto, Teatro dei Bottoni, Marco Baliani, ecc.

  • Grazie all’Associazione di Associazioni “Le Sirene” sono nate rassegne a ingresso gratuito come:
  •  “Pier Paolo Pasolini. Una vita futura”: rassegna che coinvolge artisti, i più diversi, nell’immediatezza di un breve intervento che attiva, mette in moto pensieri e forme dedicate al poeta di Casarsa; frammenti poetici, azioni danzate, performances, immagini che omaggiano Pasolini in occasione della ricorrenza del suo atroce assassinio all’Idroscalo di Ostia nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975.
  • Così fan tutti”: manifestazione che nasce dalla necessità di dare visibilità ad un territorio ricco di processi creativi ed in particolar modo a scuole materne, elementari, medie, superiori e centri d’aggregazione come centri di riabilitazione ed assistenza ai disabili, centri anziani, che fanno dei progetti artistici un momento importante della loro vita associativa. Una rassegna che lega il Teatro ad una domanda di partecipazione della società civile e delle sue Istituzioni, e che guarda ad una idea di cultura diffusa e partecipata come veicolo di sviluppo socio-culturale del territorio.
  • “Il Premio Zanni”: I destinatari del progetto sono stati gli insegnanti e gli alunni delle scuole dell’obbligo del litorale romano impegnati nella conduzione e realizzazione di laboratori teatrali scolastici. Uno dei principi sui quali si è basata fin dall’inizio la rassegna, il cui scopo non è mai stato soltanto quello di insegnare a ragazzi e bambini a stare sul palcoscenico, è di consentire all’utenza di fruire dell’ambiente teatrale come attori, ma anche di costituire un pubblico futuro. Lo Zanni è un luogo di partecipazione per i genitori e di gioia per i bambini, dove si crea un vero e proprio scambio, in cui ogni “bambino attore” diviene poi spettatore di altri ”bimbi attori” all’interno del medesimo spazio teatrale.
  • Dialog Festival”: Nell’ambito delle iniziative volte a favorire l’integrazione delle diverse comunità immigrate nella città di Roma, il Dialog Festival, sull’esempio di altre esperienze europee (soprattutto l’omologo festival berlinese), ha immaginato e realizzato per la prima volta di dare uno spazio di visibilità e una possibilità di rappresentazione ai concittadini stranieri.
  • “Tra teatro e letteratura”: incontri con i maggiori esponenti della letteratura italiana contemporanea come Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Erri De Luca, Valerio Magrelli, Piergiorgio Odifreddi, Oliviero Beha, Edoardo Sanguineti, ecc.

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