SABATO 19 NOVEMBRE H21*musica* Band OTISKURI in CONCERTO

Il “Laboratorio Otiskuri”, diretto dal maestro Emilio De Santis, è la prosecuzione di un’esperienza nata nel 2002, all’interno de XV municipio di Roma, volta a contrastare la dispersione scolastica e i frequenti fenomeni di intolleranza nei confronti dei minori rom presenti nella scuola media “Fratelli Cervi”.

Durante il triennio 2002-2005, l’esperienza ha visto confluire al suo interno ragazzi italiani residenti nel Municipio (Corviale, Trullo e Casetta Mattei), e giovani ragazzi rom residenti neL campo nomadi allestito dal Comune di Roma a via Candoni. Da qui il nome del “Laboratorio Otiskuri”, che in lingua Romanes significa “tracce, impronte”, come le impronte, i segni di un’umanità che si unisce nelle note armoniose della musica.

Col tempo, il “Laboratorio Otiskuri” è stato accolto all’interno delle iniziative artistiche e culturali promosse dal XV Municipio e realizzate dall’Arciragazzi – Comitato di Roma, nel Centro di aggregazione giovanile del Trullo. Nato all’insegna dell’intercultura e dell’accoglienza, il Laboratorio inizia rielaborando in chiave orchestrale brani appartenenti alle più disparate tradizioni musicali, soprattutto mediterranee, balcaniche, klezmer e sudamericane, senza tralasciare contaminazioni jazz manouche, muovendosi con molta libertà interpretativa e in maniera volutamente non filologica, come testimoniano le atmosfere del suo album, dal titolo “In cerca di te” (2007).

Attualmente, il Laboratorio ospita al suo interno 12 musicisti dai 16 ai 32 anni, provenienti da diverse esperienze musicali e con diversi gradi di competenza, costituendo così una vera e propria orchestra. Nello scorso anno, il Laboratorio ha compiuto un salto di qualità, che si è concretizzato con la composizione di brani originali, sempre ispirati alle tradizioni sopracitate, dando prova di una più compiuta autonomia stilistica, nonché originalità compositiva, che ha portato alla realizzazione dell’ultimo album, dal titolo “Girandole” (2008).

Ingresso a sottoscrizione (consigliato 8€ intero 5€ ridotto)

www.associazionetdl.it

teatro.lido.ostia@gmail.com

VENERDì 18 NOVEMBRE H21 * teatro* NAUFRAGARMèDOLCE in PANE E OLIO

12 novembre 2011
18:00

Naufragarmèdolce in “Pane e Olio”

di Chiara Casarico

con:

Chiara Casarico

Giovanna Conforto

Rita Superbi


http://www.ilnaufragarmedolce.it/

 

Pane e Olio” è uno spettacolo di racconti e suggestioni. Attraverso un intersecarsi di volti, luoghi e situazioni, si giunge alla condivisione del cibo più semplice della nostra tradizione: pane, olio, origano e sale. Il tutto condito dal racconto di storie vere, storie vissute, legate al cibo, al lavoro, alle condizioni di vita tanto diverse da parte a parte del pianeta terra, con una particolare “tirata d’orecchie” sugli OGM. Una bella mescolanza di stili e di linguaggi; un susseguirsi di scene a ritmo sostenuto con continui passaggi dal Comico al Drammatico.

Tre attrici di provenienza diversa: la Facoltà di Lettere e il Circo a Vapore, l’Accademia d’Arte Drammatica e Teatro di Ricerca, l’Abraxa teatro e le Percussioni giapponesi, reinterpretano questo spettacolo creato dal Naufragarmedolce alla fine del 2001 in collaborazione con l’Associazione Equoconsumo per il Comune di Roma (Assessorato alle Politiche per la Periferia, per lo Sviluppo locale, il Lavoro) in occasione della “Festa dell’Altra Economia”.

Ingresso a sottoscrizione (consigliato 8€ intero, 5€ ridotto)

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SABATO 12 NOVEMBRE H21 Capsa International in IL DONO DI HITLER Terezin 1941-45

Le ass.ni culturali Capsa Interntional e Capsa Service presentano sabato 12 novembre alle 21 al Teatro del Lido di Ostia lo spettacolo teatrale “Il dono di Hitler” Terezin 1941-45

Un testo di Daria Veronese
Regia: Marco Brogi
Con: Manuela Barbato, Marco Brogi, Mattia Mariani, Elena Misiti, Silvia Nati
Musiche: Marco Brogi eseguite da Luana Ricci (flauto), Lorenzo Turcarelli (pianoforte)
Costumi: Alessandra Tommasi
Scene: Manuela Barbato
Direzione tecnica e assistente regia: Massimo Sugoni

Il ghetto boemo di Terezin – inaugurato alla fine del 1941 e attivo fino alla liberazione, nel maggio 1945 – era una sorta di parcheggio e di serbatoio di smistamento per i prigionieri, in attesa di essere instradati verso altri campi.
I nazisti vi rinchiusero principalmente bambini e artisti ebrei provenienti dai rastrellamenti all’Est.
Tra gli internati di Terezin vi furono infatti circa 15mila bambini, tra cui alcuni neonati. La maggioranza era costituita da figli di ebrei cechi, portati a Terezin insieme ai genitori. Un grande numero di essi morì ad Auschwitz. Dopo la guerra i sopravvissuti non toccavano il centinaio e nessuno al di sotto dei quattordici anni. Pomposamente chiamato dai nazisti “Il dono di Hitler”, Terezin è stato un microcosmo a sé durante l’ultima guerra: vi si svolgevano infatti, pur se tra mille difficoltà, miseria, fame, malattie e continue deportazioni verso i campi vicini, attività artistiche, di musica e di teatro, sovente di assoluto livello, compreso un memorabile requiem di Verdi, allestito e replicato dagli internati 16 volte alla presenza di Eichmann e di altri gerarchi.
Di questo Requiem e del suo laborioso e drammatico allestimento, parla lo spettacolo. Seguendo le vicende umane, attraverso le prove, del direttore Rafael Schachter, dei solisti, degli orchestrali e del coro, fino al tragico epilogo.

Ingresso a sottoscrizione (consigliata 8€ intero 5€ ridotto)

DOMENICA 13 NOVEMBRE h18 * Le Sghirlies * in “LE TROTE BLU”

Domenica 13 ore 18:00 * teatro * Le Sghirlies in “Le trote Blu”

Produzione: Teatro Instabile Di Aosta e La Settimana Dop0
Scritto e interpretato da Emanuela Belmonte e Valentina Musolino
Regia: Emanuele Avallone e Marco Chenevier

Installazione musicale con valigetta e boccetta di profumo.

Un duo di sciantose presenta il suo repertorio di canzoni italiane dagli anni ’30 agli anni ’50. I brani sono eseguiti a cappella o accompagnati da un ensemble ritmico composto da pettine, boccetta di profumo e tacco a spillo.
Il repertorio comprende le canzoni più conosciute come “Maramao perché sei morto” del Trio Lescano o stupendi “pezzi da museo” quali “Mi ami Memy a Miami?” di Odoardo Spadaro. “Può nascere un po’ di jazz spruzzandosi del profumo” disse la Venere Nera al Bal Tabarin di Parigi nel 1923…
Sulle tracce delle loro colleghe dei café-chantant d’inizio secolo, le Sgirlies sfoderano tutto il loro fascino di donne fatali, raccontano di paparazzi e viveurs, si scatenano in improvvisazioni vocali e sfide mozzafiato di sventolamento di sciarpetta…
Ma mentre una casca sull’altra inciampando nella cappelliera da viaggio, la roboante ovazione del pubblico non si placa…

Ingresso a sottoscrizione (consigliato 8€ intero 5€ ridotto)

Teatro del Lido
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VENERDI’ 11 NOVEMBRE H21 SOCIAL COMEDY CLUB

IL SOCIAL COMEDY CLUB è reparto psichiarico autogestito,
in cui i buffi pazienti disturbati conducono esperimenti su come curare le nevrosi altrui con vaccini a base di Teatro e terapie invasive che diffondono agenti Comici nell’organismo.
Il loro scopo è iniettarvi nelle vene arte e divertimento al fine di sovrasviluppare in voi la difesa immunitaria contro l’appiattimento, facendovi provare serate benefiche a base di Teatro, Musica, Standup Comedy, StreetArt, Poesia e Letteratura e vari effetti placebo.
Al Social Comedy Club si ride, si ride, ma soprattutto si ride.
Perché la Cultura fa bene, e la Comicità è la migliore Medicina Alternativa.

Se non si fosse capito,
il TEMA della serata è: MEDICINA e SANITA’!

SOTTOSCRIZIONE LIBERA (CONSIGLIATA 5€) (ma cmq libera.) (anche se 5€ è il minimo) (però fate voi) (ma che vi costano 5€) (al vostro buon cuore) (5€)

Inizio h21.00
TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
via Delle Sirene 22

DOMENICA 6 NOVEMBRE * Schegge di Cotone in LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POP”

Domenica 6 novembre alle 18:00 Schegge di Cotone presenta lo spettacolo “La sovranità appartiene al POP”

Di Emanuele di Giacomo
Con Elisa Capo ed Ottavia Leoni
Regia Emanuele di Giacomo

Una presentatrice stoica e una valletta superficiale, il cui unico obiettivo è finire lo spettacolo in tempo per poter presenziare a una serata in discoteca. Le due showgirl cercano di mettere in piedi un improbabile show a tema che fa il verso alla celebre trasmissione televisiva “Affari tuoi”. Il tema della puntata è la Costituzione della Repubblica Italiana. La scarsità dei fondi a disposizione, la mancanza dello staff, l’inadeguatezza della valletta renderanno quest’impresa tutt’altro che semplice. Ogni pacco e ogni concorrente, scelto tra il pubblico, partono da un diverso articolo e danno il via a un susseguirsi di situazioni comiche e surreali. Uno spettacolo di teatro civile che riporta al centro della riflessione l’essere comunità e il bisogno di ritrovare un insieme di regole comuni per stare insieme e per pensare a un futuro.

Quanto sappiamo della nostra Costituzione? Conosciamo tutti (forse) il primo articolo; e poi? Magari in questi anni siete stati troppo impegnati ad imparare le parole dell’inno nazionale e non avete avuto tempo anche per questo. Così abbiamo deciso di occuparcene noi. E per destabilizzare troppo le vostre abitudini quotidiano abbiamo deciso di trasformarla in uno show televisivo. Non sia mai che qualcuno debba rinunciare alla dose quotidiana di tv per andare a teatro! Non è il nostro obiettivo!
Il nostro obiettivo è di raccontare e possibilmente riflettere insieme al pubblico su alcuni degli articoli fondamentali della Costituzione. Che cosa significano? Non in astratto, per quello basta aprire un libro o cercare su wikipedia. Che cosa significano in concreto, nella vita di tutti i giorni? Siamo sicuri che l’articolo 3 ci parli dell’uguaglianza? E questi pezzi di Costituzione di cui parlano i giornali, li stiamo veramente perdendo? Forse ci serve un defibrillatore, come in ogni serie TV che si rispetti. Ecco, forse è questo il nostro vero obiettivo: defibrillare la Costituzione, riportarla in vita e farla diventare argomento di discussione quotidiana.
Ma ve li immaginate due vecchietti al bar che parlano delle conseguenze della mancata applicazione dell’articolo 4 nella vita di tutti i giorni? Forse siamo pazzi, ma proprio perché ce li immaginiamo, abbiamo deciso di mettere su questo spettacolo.

Sottoscrizione libera e consigliata di 8 € per gli studenti 5€

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SABATO 5 NOVEMBRE * Marinella Manicardi in “CORPI IMPURI” H21

“…Questa è una conferenza buffa, 
buffa perché non sono una scienziata né una filosofa, 
quindi non potendo, o non volendo, teorizzare 
preferisco raccontare 
e da attrice vi racconterò
dell’argomento che ho scelto: le mestruazioni. 
Direte – Ma come ti è venuto in mente di parlare di mestruazioni?
perché volevo parlare del sacro, 
da atea, da attrice, volevo poter parlare del sacro. 
Che cosa c’entra con le mestruazioni?!
C’entra. C’entra…”

«Uno spettacolo lieve su un fenomeno naturale e censurato. Come mai le protagoniste di romanzi, pièce teatrali, film o telenovelas non hanno mai “le loro cose”? Mia madre non faceva la conserva “in quei giorni”, diceva che il pomodoro inacidiva, e se non eri “a posto lì” non potevi neanche fare la comunione. E perché la pubblicità degli assorbenti mostra sempre un liquido azzurro. Azzurro?! Possiamo descrivere e rappresentare il sangue delle ferite, delle trasfusioni, del cuore di Gesù, di Biancaneve, mangiare carne “al sangue”, ma “quel disturbo” rimane un tabù, anche nelle parole. Non si rappresenta e non si dice. Gli esempi sono rarissimi. Perché? Non ci sono nemmeno barzellette. O quasi».

Marinella Manicardi:

Attrice e regista. Laurea in Storia del teatro a Bologna, città dove vive e debutta diretta da Luigi Gozzi, suo compagno di arte e di vita, con lui ha condiviso la direzione artistica del Teatro delle Moline. Ha fatto teatro, molta radio, laboratori e seminari, interventi in riviste e libri. La sua attività è stata recensita costantemente dalla stampa nazionale e in saggi sull’arte dell’attore. Gli ultimi spettacoli sono stati prodotti dall’Arena del Sole, teatro stabile di Bologna.

SOTTOSCRIZIONE (LIBERA MA CONSIGLIATA) – 8 EURO!!!

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Artehusa in “Esercizi di stile” di Raymond Queneau

Domenica 30 ottobre ore 18:00
ESERCIZI DI STILE
di Raymond Queneau


regia Maurizio Casté
con: Beatrice Burgo – Maria Rita Mauron – iAntonio Oppedisano

” Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia è ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, permutando l’ordine delle lettere alfabetiche….

Un effetto comico travolgente, che si è già prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio, che può essere usato, come già avvenuto, per fini didattici.”

(Umberto Eco)

Questa la presentazione di Umberto Eco della sua magistrale traduzione dell’ormai classico “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. Giustamente il celeberrimo traduttore pone qui l’accento sulle possibilità dialettiche del testo; qui, infatti, il linguaggio si configura come spia e rivelatore del carattere o dell’attitudine psicologica, del mestiere, della condizione sociale o del grado di istruzione, delle nevrosi e delle mille piccole e grandi idiosincrasie dei personaggi che lo parlano.

La “verità”, seppur di un fatto così insignificante come quello del racconto, si frantuma così in una serie di visioni, di punti di vista: essa non appare più una e granitica, ma molteplice e condizionata dai pregiudizi politici e sociali, da automatismi e luoghi comuni derivanti da sistemi educativi, culturali e/o sub-culturali.

Nel testo del maestro francese il linguaggio riflette tutto questo come un prisma magico, senza perdere mai l’ironia, la freschezza, l’umorismo, il divertimento e la leggerezza propri degli scrittori del secolo appena trascorso.

Il nostro spettacolo teatrale resta fedele al testo letterario e realizza questa divertentissima sperimentazione sull’uso del linguaggio attraverso i vari personaggi che via via racconteranno, canteranno, declameranno dal loro “punto di vista” lo stesso episodio di vita quotidiana, con un effetto comico travolgente; inoltre una fedeltà, la nostra, ancor più allo spirito che alla lettera, che ci ha spinto ad emulare il grande maestro francese, a giocare con le sue regole, usando anche linguaggi che egli non ha utilizzato o non poteva conoscere, di qui gli “esercizi” “rap”, “televisivo”, “sportivo”….

Per ogni “esercizio” lo spettatore dovrà capire da solo la regola che lo governa, ammirando sia il gioco di bravura degli attori che le regole grammaticali e le figure retoriche nascoste, un piccolo gioco “enigmistico” che non mancherà di divertire, attrarre, far pensare, coinvolgere tutti nell’intelligente gioco del teatro.

SABATO 29 OTTOBRE – LE NUOVE FRONTIERE DELLA SATIRA

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LE NUOVE FRONTIERE DELLA SATIRA

“THE HOLY BILE” VS “SPINOZA”

Presentazione del libro “The Holy Bile-scritti e fumetti per masochisti dissidenti”, by Scaricabile
e “Spinoza -un libro serissimo”, by Spinoza.it

Dieci anni fa un famoso “editto bulgaro” di un certo primo ministro “impose” l’allontanamento dalla televisione di un comico e due giornalisti, puntando l’attenzione mediatica sul caso della libertà di stampa e soprattutto della libertà di satira in Italia.
Sono stati tempi bui per la satira, ma per fortuna sono passati;
Dopo dieci anni le cose sono cambiate, c’è molta più libertà di satira.
Molta.
Troppa.

Ieri la satira era una comicità per pochi, molti se ne tenevano lontani perché “terreno delicato” che necessitava di preparazione e spirito.
Oggi il marchio della satira è ovunque, anche nei posti più impensati e improbabili,
è diffuso quanto la Barbie senza essere altrettanto osceno.

Come mai questo cambiamento? Siamo diventati all’improvviso un paese libero?
Abbiamo costruito finalmente una morale in cui c’è la vera possibilità di esprimersi liberamente?
A guardarsi intorno, non sembrerebbe.

Allora, forse questa satira ha qualcosa che non va?
Forse questa libertà non è poi così libera? 
Forse le cose non stanno veramente così?

…esatto, non ci stanno.

Intervengono Daniele Fabbri (autore), Gaspare Bitetto (autore) e Mario Natangelo (vignettista)
Modera Laura Mauti

a seguire
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“DUBBIA MORALITA'”
StandUp Comedy VM18 anni 
di e con Daniele Fabbri

Di fronte ad una forte crisi dei valori morali come quella che viviamo oggi, abbiamo un dovere fondamentale: alimentarla!
Sicuri di essere migliori di chi giudichiamo? Sicuri di non essere come lui? Sicuri che non rinunceremmo ai nostri principi in cambio di diecimila euro?

DUBBIA MORALITA‘ è la chiave di lettura del nuovo spettacolo di Daniele Fabbri, una attenta analisi della vita quotidiana da un punto di vista sbagliato, e perciò più ragionevole!

Se si parla di sesso è per provocare.
Se si parla di famiglia, amore, rapporti sociali e intimità, in realtà è per parlare di sesso.
Purché se ne parli, con l’intento di portare le idee giuste alla conclusione sbagliata, e riderne fuori dall’approvazione.

DUBBIA MORALITA‘ non esiste per avere ragione ma per ritrovarsi nel torto.
La ragione è dell’ipocrita, la realtà è del mediocre.
Chi è il cattivo tra i due?

“THE HOLY BILE” VS “SPINOZA” h18 INGRESSO GRATUITO

“DUBBIA MORALITA'” H21 INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE (consigliata 6€)

VEN 28 OTTOBRE “Canta…autore – Raccolta differenziata”

“CANTA…AUTORE – RACCOLTA DIFFERENZIATA” h 21. La musica è stata spazzata via, cestinata e ammucchiata in discariche, dove troviamo musicisti e i loro strumenti “rifiutati”, che saranno per noi testimoni della disfatta, e al contempo condottieri nella fase della presa di coscienza e riappropriazione della musica.
Chitarra: Mirco Giolitto
Voce: Monia Steri
Voce e chitarra: Andrea Gentili
Poesie: Nicolò Sorriga
Attore: Gioele Rotini
Attrice: Ambra Viglione

Ingresso a Sottoscrizione (consigliata 8€).