Accademia Nazionale di Danza | Dal Mare viaggio approdo e ricerca

5-aprilemercoledì 5 aprile ore 17 | danza
Accademia Nazionale di Danza presenta
DAL MARE
viaggio approdo e ricerca
a cura di Enrica Palmieri
con Yu Haoping, Tan Lun Yu, Li Shuangua, Sun Wei
ingresso gratuito

Presentazione e restituzione della ricerca effettuata dagli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza per le tesi del loro percorso specialistico del biennio compositivo della Scuola di Coreografia dell’AND.

Presentazione e restituzione della ricerca effettuata dagli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza per le tesi del loro percorso specialistico del biennio compositivo della Scuola di Coreografia dell’AND. Viaggio, ricerca e approdo nello spazio compreso tra il mare e la stazione Lido Centro nel territorio del Municipio Roma X.

È inziato a novembre 2011 il Progetto Turandot nell’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Frutto di un accordo bilaterale tra il Governo italiano e la Cina, si tratta di un progetto che riguarda l’alta formazione artistica e che con il nome di Marco Polo interessa anche le Università. Un processo che vede studenti cinesi apprendere la lingua italiana insieme ai suoi diversi saperi. Gli artisti in scena sono i primi studenti oggi diplomati che hanno arricchito la loro formazione nelle accademie della Cina con una nuova esperienza maturata in quattro anni all’interno dell’Accademia Nazionale di Danza nella Scuola di Coreografia.
Enrica Palmieri Coordinatore della scuola di Coreografia – Accademia Nazionale di Danza

Accademia Nazionale di Danza
Voluta da Jia Ruskaja, l’Accademia nasce nel 1940 con una esplicita vocazione alla formazione nell’ambito dell’interpretazione, della coreografia e della didattica completata da un corredo di materie teoriche finalizzate a tale scopo. Luogo da sempre di incontro di artisti di fama internazionale dei diversi continenti (Sakharoff, Lichine, Jooss, Massine, Kniaseff, Cullberg, Cébron, Evo, McGregor, Borriello, Danielsen, Siard, Noel, Coulibaly) con la riforma del 1999, l’AND entra a far parte del comparto AFAM del MIUR con l’offerta di corsi di Diploma di Primo e Secondo livello con il rilascio di titoli equipollenti alle lauree universitarie. La sua strutturazione in quattro Scuole (Danza Classica, Danza Contemporanea, Coreografia e Didattica) facilita l’organizzazione dei corsi secondo gli obbiettivi e le finalità previste dalle stesse. La disciplina della composizione della danza, da sempre presente nei piani di studio dell’AND, trova oggi nella Scuola di Coreografia la sua valorizzazione più piena con l’introduzione in questo ambito degli approfondimenti metodologici, lo studio delle Nuove Tendenze e la sua applicazione nel campo delle nuove tecnologie. L’AND, inserita da anni nei programmi di scambi Erasmus, offre opportunità di mobilità ai propri studenti così come ospitalità al suo interno a studenti e docenti di Istituzioni europee dello stesso grado. Con il progetto Europeo MeditANDi si pone come ponte tra istituzioni operative nell’ambito coreutico dei tre continenti (Europa, Africa, Asia) per uno scambio didattico e di ricerca fluido e creativo quale la realtà artistica contemporanea richiede.

http://www.accademianazionaledanza.it/

Afghanistan, 15 anni dopo

04-clownin-kabulBISmartedì 4 aprile ore 10 | cinema – incontro
Ridere per vivere | Homo Ridens presentano
AFGHANISTAN, 15 ANNI DOPO
riflessioni su pace e guerra
e proiezione di Clownin’ Kabul (docufilm)
introduce Leonardo Spina
ingresso gratuito

A 15 anni dall’inizio della guerra afghana, il film rappresenta ancora un buon punto di partenza per riflettere: l’impatto dei clown dottori in quella realtà difficile raccontato con un linguaggio crudo e poetico assieme.

Nei 56 minuti di documentario sono riportate interviste a Patch Adams, Gino Strada, Alberto Cairo, nonché le trasferte del gruppo fuori da Kabul, nel Bamian e nel Panshir. Il film documenta la missione, dalla festosa partenza romana, all’impatto con la realtà degli ospedali afgani, agli interventi presso le strutture di Emergency, della Croce Rossa Internazionale, di Terres des Hommes. Con un linguaggio crudo e poetico assieme, le immagini restituiscono le forti emozioni prodotte dall’impatto dei clown in una realtà difficile come quella dell’Afghanistan. I colori dei clown contrastano violentemente con le atmosfere monocrome del paese asiatico, ma, paradossalmente, ne rappresentano il complemento necessario. I volti e le voci dei piccoli afgani, delle loro madri e dei loro parenti offrono allo spettatore emozioni e materiale di riflessione straordinario. Risulta evidente la contraddizione insanabile tra il desiderio di pace e gioia delle persone comuni e gli strascichi della guerra, le ferite, le mutilazioni, le mine, il degrado umano.
La leggerezza del clown viene compresa, accettata e condivisa con gioia non solo dai bambini e ne risulta esaltata questa figura solo apparentemente comica, dotata, in realtà della giusta umanità per proporre una nuova forma di “diplomazia”: emissari di pace, gioia, speranza.

CLOWNIN’ KABUL
regia Enzo Balestrieri e Stefano Moser
da un’idea di Serena Roveta e Stefano Moser
musiche di Nicola Piovani e Pasquale Filastò
creative producer: Stefano Rolla
supervisione artistica: Ettore Scola
con I Clown Dottori di ! Ridere per Vivere !, Patch Adams ed i Clown Dottori del Gesundheit Institute, Clown One, Fondazione Garavaglia Dottor Sorriso.
prodotto da Film Unit ’80, Star cinematografica, Telepiù; con la partecipazione di Cinecittà Holding, Federazione !Ridere per Vivere!
organizzazione generale della missione a cura della Federazione Ridere per Vivere
documentario presentato fuori concorso alla 59° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Balletto di Siena “The great Pas de deux”

02-aprile-balletto-di-sienadomenica 2 aprile ore 18 | danza
Balletto di Siena presenta
THE GREAT PAS DE DEUX
riallestimento coreografico Marco Batti
musiche di P.I. Tchaikovsky, A. Adam, D.Auber, L.Minkus, R.Drigo, C.Pugni
costumi Jasha Atelier

I grandi passi a due estratti da Don Quixote e La Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci, Il Corsaro e altri balletti del Repertorio classico. Quadri di puro balletto, da secoli indelebili nella memoria del pubblico.

Il Balletto di Siena nasce con l’obiettivo di permettere a giovani danzatori di collaborare direttamente con professionisti già affermati del mondo coreutico. Tale progetto nasce dalla consapevolezza della presenza di un gap, un vuoto, tra la formazione vera e propria e l’inserimento all’interno del mondo del lavoro. La singolarità di questo nuovo progetto sta nel proposito di inserire giovani danzatori di età compresa tra i 18 e 25 anni in una compagnia stabile in cui hanno la possibilità di lavorare con professionisti affermati nel settore e coreografi di fama internazionale.

Già danzatore per Eglevsky Ballet di New York e Motus Danza, fondatore e Direttore Artistico del Balletto di Siena e del Centro di Formazione Professionale delle Arti coreutiche a.s.d. Ateneo della Danza, il M° Marco Batti, inizia la propria formazione in Italia consolidandola in seguito all’estero presso l’Accademia Vaganova di S. Pietroburgo e presso la Jacqueline Kennedy Onassis School (scuola dell’American Ballet Theatre). Negli anni si avvale di importanti riconoscimenti sia nell’ambito coreografico che in quello didattico e nel 2013 viene nominato ABT® Affiliate Teacher, Primary trough Level Seventh & Partnering dell’ABT NTC©. Nel 2010 Coreografa e interpreta con Silvia Grassellini, “Solo per Due”, selezionato e premiatodurante la Biennale di Venezia. Nel 2012 viene nominato Miglior Coreografo durante il Concorso Internazionale Expression; il 23 Gennaio 2015 viene nominato Coreografo dell’anno durante il Galà DanzaTalenti a Genova

http://www.ballettodisiena.it/

THE GLOBE GIRLS le ragazze del Globe

01-globe-girlssabato 1 aprile ore 21 | teatro – proposte dal territorio
Attori e Company | Arte in Parte presenta
THE GLOBE GIRLS
le ragazze del Globe
di Mauro Corsini
regia Donatella Zapelloni
con Laura Casamenti, Diana Casarini, Sara Miele, Jessica Pacioni, Marina Perini

Una commedia che ritaglia gli originali profili shakespeariani e che nel divertimento dei dialoghi, affronta in maniera leggera, le tematiche del mondo femminile di tutte le epoche.

A quattrocento anni dalla sua morte, l’autore, in questo suo testo inedito, ha voluto ricordare Shakespeare non attraverso le sue opere, ma attraverso alcuni dei suoi personaggi femminili. Desdemona, Giulietta, Ofelia, Cordelia, Lady Macbeth, si ritrovano nella medesima scena a raccontarsi in un confronto vivace e brillante, alternando momenti tra epoche vissute e l’attualità. Una commedia che ritaglia gli originali profili shakespeariani e che nel divertimento dei dialoghi, affronta in maniera leggera, le tematiche del mondo femminile di tutte le epoche. Cinque attrici ed una regista, uno spettacolo in ‘rosa’ che dà il giusto risalto alle donne dei classici, spesso offuscate dai grandi protagonisti maschili.

Ostia| Daniele Romani

01-Ostia_-illustrazione-Danda sabato 1 a venerdì 21 aprile | mostra
OstiaLove presenta
OSTIA
attraverso i suoi luoghi simbolo
opere grafiche di Daniele Romani
ingresso gratuito

Il Kursaal, il Pappagalllo, Le Poste, l’Ex Colonia: profili e geometrie che da fondali del quotidiano diventano icone, protagoniste della scena.

Il Kursaal, il Pappagalllo, Le Poste, l’Ex Colonia; non sono solo luoghi, ma alcune delle icone che definiscono un territorio e una città in particolare: Ostia Lido. Daniele Romani, componente dello staff di architetti che ha realizzato l’evento “1916 Ostia 2016 – Cento anni di Roma sul mare”, torna a raccontare il territorio con lo studio delle simbologie: una mostra dove i profili, i luoghi e le architetture diventano delle icone protagoniste della scena.

Daniele Romani. Nato e cresciuto nella Valle dell’Inferno, borgata popolare a nord ovest di Roma. Dalla finestra della camera osservava il cupolone e il simbolo del quartiere: la fornace “Veschi”. Oggi vive a Ostia e da architetto quarantenne è di nuovo alla ricerca dei simboli del territorio. Nel 2016 ha fatto parte dello staff di architetti che ha realizzato l’evento “1916 Ostia 2016 – Cento anni di Roma sul mare”.

www.ostialove.it
www.facebook.com/ostialove1

You Tube: Ostia Love
Instagram: ostialove
Twitter: Ostia_love

Cosentino/Castello in “Trattato di Economia”

25-TRATTATO-CI-ECONOMIAsabato 25 marzo ore 21 | teatro – danza
Roberto Castello e Andrea Cosentino presentano
TRATTATO DI ECONOMIA
coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza
progetto, drammaturgia, regia Roberto Castello e Andrea Cosentino
interpreti Roberto Castello, Andrea Cosentino
assistente Alessandra Moretti
direzione tecnica Luca Telleschi
videopartecipazione straordinaria Attilio Scarpellini
realizzazione oggetti di scena Paolo Morelli
produzione ALDES – in collaborazione con Sardegna Teatro
con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
un ringraziamento a Giorgio Angelo Lazzarini

Un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà.

Trattato di Economia è l’incontro fra due artisti diversi per generazione, ambito, formazione e percorso artistico, che per caso un giorno hanno scoperto di covare lo stesso desiderio: realizzare uno spettacolo sulla scienza che vuole liberare l’umanità dalla schiavitù del bisogno. Dopo oltre un anno di letture, incontri, dubbi, entusiasmi e crisi il progetto prende una forma nella quale economia, arte e morale si aggrovigliano con esiti paradossali. Il risultato è un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà. Porsi ai margini del contratto per renderne palesi i paradossi inventando situazioni limite e domande inappropriate è il modo per riprendere possesso, almeno simbolicamente, di ciò che non si capisce e non si controlla annientandolo con una risata liberatoria.

ALDES è un’associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione. I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere. Gli autori ALDES sono: il suo fondatore e direttore artistico Roberto Castello (Premio UBU speciale nel 1985 per ‘Il Cortile’ e nel 2003 UBU miglior spettacolo della stagione sez. teatro-danza con ‘Il migliore dei mondi possibili’), Stefano Questorio danzatore storico dal 1998 e coreografo (Premio Otello Sarzi – Nuove realtà del teatro 2007 e Premio miglior interprete, rassegna Loro del Reno 2007), Irene Russolillo (Premio Equilibrio 2014 e Premio MasDanza19 come miglior interprete, premio Outlet 2014, candidata 2014 al Premio Virginia Reiter) danzatrice/interprete in ALDES dal 2010, Caterina Basso e Giselda Ranieri, ambedue in ALDES in vesti di danzatrici dal 2007 e 2010 (la Basso co-autrice di alcuni progetti con A. Senatore) e con Aline Nari già interprete in ALDES in anni passati, che insieme a Davide Frangioni da anni curano progetti in cui fondono ricerca artistica e desiderio di incontrare pubblici e contesti diversi; dal 2016 collaboreranno inoltre: la danzatrice/coreografa Francesca Zaccaria (le sue ultime coreografie sono state presentate in Francia e in Germania), già interprete per R. Castello, e l’artista/performer Giacomo Verde, con il quale ALDES collabora dal ’98 su vari progetti. Alcune manifestazioni ed eventi curati: Strade Contemporanee (’97/’99), Rizoma (2005/2007), Tempi di Reazione – happenings multidisciplinari di improvvisazione (2008/2009/2010), Maratona Viola (2009), Reporters (2009), Maratona Cahen (2010), le stagioni del progetto SPAM! (2008>2014 www.spamweb.it/it/programmazioni), Ring festival (2014 www.ringfestival.it), Scena e doppia scena – STUDIO AZZURRO e il teatro (2014). A partire dal 2008 ALDES cura il progetto SPAM! rete per le arti contemporanee nella provincia di Lucca, realizzato nell’ambito del ‘Patto Riassetto Sistema Teatrale della Toscana’ e dal 2013 è ufficialmente Residenza Coreografica nel quadro della legge toscana per la cultura. ALDES è sostenuta da Mibact – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo.

Roberto Castello
È probabilmente da ritenersi il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia. Studia danza a Torino e a New York. Nei primi anni ’80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”. La sua attività di coreografo inizia nel 1983. Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi, compagnia per la quale co-coreografa e danza ne “Il Cortile” (1985) – segnalazione speciale al Premio Ubu, e in tutte le produzioni collettive successive. Intraprende una carriera da solista nel 91 con “Enciclopedia” e firmando diverse coreografie per la Compagnia di Balletto del Teatro Regio di Torino. Nel 1993 fonda Aldes con cui conduce sperimentazioni tra danza, arti visive e nuove tecnologie e realizza numerose produzioni teatrali e non, tra cui il provocatorio “Siamo qui solo per i soldi” (1994-‘95), “Biosculture” (1998), installazione multimediale modulare per spazi espositivi,” Il fuoco, l’acqua, l’ombra” (1998), spettacolo-installazione in collaborazione con Studio Azzurro, “Le avventure del Signor Quixana” (1999/2000 – Premio Danza & Danza) in collaborazione con Paolo Atzori, oltre a diverse coproduzioni internazionali. Nel 2002 inizia il progetto pluriennale in dieci parti “Il migliore dei mondi possibili” (Premio UBU 2003, miglior spettacolo sezione teatro-danza), giunto attualmente al suo nono capitolo. Nell’ottobre 2011 crea Carne Trita – concerto per voce e danza, che debutta al Teatro Cà Foscari di Venezia. Nel 2010 cura le coreografie per “Vieni via con me” di Rai 3, di con Fazio e Saviano. Nel 2013 partecipa, con i danzatori di ALDES e in qualità di coreografo, alla realizzazione di due film-installazioni a firma di Peter Greenaway, “The Towers” a Lucca e “The Dance of Death” a Basilea. Nel 2014 cura, oltre alle stagioni di SPAM!, la prima edizione di Ring festival, il primo festival nella città di Lucca sulle arti performative / danza / arte, con uno sguardo europeo sulla danza (agosto ’14 – www.ringfestival.it). Nel 2015 è invitato a curare le coreografie per il festival La Notte della Taranta (Salento), debutta in collaborazione con la compagnia con “In girum imus nocte (et consumimur igni)”, radicale lavoro coreografico sull’inesauribile insorgere dei desideri, debutta con “Trattato di economia”, coreocabaret sulla dimensione economica dell’esistenza, in duo con l’attore Andrea Cosentino ed è chiamato come coreografo ospite dall’accademia Zukt di Francoforte. E’ promotore e curatore di varie manifestazioni (Strade Contemporanee – ’97/’99, Rizoma – ’05/’07, Tempi di Reazione – happenings multidisciplinari di improvvisazione, rassegne di videoarte e incontri letterari, Reporters – 2008/2009/2010…), cura la direzione artistica del festival Short Formats (2009) al Teatro Dell’Arte e alla Triennale di Milano e, nel 2008, dà vita a SPAM! rete per le arti contemporanee, centro di produzione coreografica con sede in Toscana che organizza residenze artistiche, workshop, stagioni multidisciplinari e attività didattiche. (http://www.spamweb.it/it/programmazioni). Interessato da sempre al valore educativo dell’arte, si è sempre impegnato attraverso laboratori e seminari, a divulgare e a fare conoscere la pratica coreutica contemporanea, fino ad attivare, dal 2005, il Corso di coreografia digitale presso l’Accademia di Belle Arti Brera 2 di Milano, dove è stato docente fino al 2015.

Andrea Cosentino
Da giovanissimo frequenta una scuola di prosa, ma si indirizza ben presto verso il teatro di ricerca, frequentando – tra gli altri – anche un laboratorio con Dario Fo presso la Libera Università di Alcatraz di Gubbio. Sempre durante l’apprendistato, si trasferisce a Parigi, dove segue l’insegnamento di “teatro gestuale” di Philippe Gaulier della scuola mimica e clownesca di Jacques Lecoq: si tratta di un insegnamento fondamentale per i suoi futuri lavori, in cui il racconto (l’esposizione verbale di una storia) si accompagna infatti a una certa espressività pantomimica. È autore e attore di vari spettacoli a-solo tra cui si ricorda La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce’ (1998), Antò le Momò (2000), L’Asino albino (2004) e Angelica (2005). Questi ultimi due spettacoli sono stati recentemente pubblicati a stampa da Editoria&Spettacolo. Nel corso della sua carriera ha anche lavorato – in veste di attore – con diverse compagnie: il Drammateatro, il Lanciavicchio, Ruotalibera di Roma e le Compagnie dei registi Massimiliano Civica, Luca Ricci (CapoTrave) e Roberto Castello (Aldes). Si è laureato all’università di Roma con una tesi sui “maggi” e sulle improvvisazioni in ottava rima della campagna toscana, poi confluita nel volume La scena dell’osceno, Odradek edizioni, 1998. Nell’estate 2007 ha presentato Antò le Momò. Avanspettacolo della crudeltà: una pièce, secondo la poetica dell’autore-attore, fondata su di un bailamme caotico tra comico e tragico, con parodie di Artaud e di vecchie contadine, delle fiction televisive e della cretineria contemporanea (la strage di Erba). Nei suoi monologhi il comico ed il tragico si fondono, con l’intento di scandagliare le verità più amare ed inconfessabili della società e della vita umana. Mette in scena un campionario parodico di stereotipi sociali dell’”Italietta” contemporanea, ma la sua satira non si limita alla facile caricatura, arricchendosi secondo alcuni di intenti metafisici, filosofici ed esistenziali tanto che alcuni dei personaggi che evoca finiscono per acquisire una dimensione poetica inaspettata ed inconsapevole. Si è soliti ascrivere la sua produzione al teatro di narrazione: Cosentino apparterrebbe dunque alla cosiddetta “seconda generazione” della narrazione, insieme con Ascanio Celestini, Giulio Cavalli, Davide Enia, Mario Perrotta. Tuttavia Cosentino arricchisce e fonde il narrare scenico con una performatività derivata dal cabaret televisivo (non a caso ha anche partecipato alla trasmissione TV di Italia 1 Ciro presenta Visitor). In questo, il suo lavoro sembra piuttosto accostarsi a quella “non-scuola romana” cui alcuni hanno ascritto anche Daniele Timpano ed autori-attori eclettici come il pugliese Oscar De Summa. Negli ultimi anni ha iniziato un lavoro sperimentale di ricerca sul rapporto fra televisione e cultura popolare attraverso il format Telemomò. Tale ipotesi di fake televisivo è l’elemento costitutivo dell’ultima fase del percorso artistico di Cosentino, iniziata con Antò le momò e giunta a piena maturità con La festa del Paparacchio. Quest’ultima ha costituito una interessante innovazione di linguaggio andandosi a costruire come una festa popolare a tutti gli effetti, portata in diversi paesi e piccoli comuni italiani e realizzata seguendo gli schemi dei collegamenti televisivi che quotidianamente vanno a riscoprire gli aspetti folclorici della “provincia italiana”. La particolarità della Festa del Paparacchio è tuttavia il fatto che le tradizioni esposte di fronte agli stessi paesani siano tutte smaccatamente fasulle e prodotte in un’ottica di uso e consumo di un ipotetico collegamento televisivo. In questo senso Cosentino crea una partecipazione meta-identitaria fra un paese che esiste e che partecipa alla festa e un paese che non esiste ma che è la rappresentazione televisiva di quello stesso luogo reale in cui l’evento si svolge. Per la realizzazione di questo evento Cosentino ha collaborato con altri artisti visivi, teatranti e musicisti tra cui Gian Maria Tosatti e Gaspare Balsamo.

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Orfeo ed Euridice

19-ORFEO-E-EURIDICEdomenica 19 marzo ore 18 | teatro
Eco di Fondo | Teatro Presente presenta
ORFEO ED EURIDICE
testo e regia César Brie
con Giacomo Ferraù e Giulia Viana
costumi Anna Cavaliere
musiche Pietro Traldi
disegno luci Sergio Taddei
tecnico Giuliano Almerighi
produzione Teatro Presente / Eco di fondo

A fine spettacolo incontro/dibattito sul tema del fine vita
a cura di Mina Welby co-presidente Associazione Luca Coscioni

Orfeo con la sola forza del suo canto prova a strappare la sposa Euridice dal regno dei morti. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l’accanimento terapeutico e l’eutanasia.

Senza offrire risposte, lo spettacolo interroga lo spettatore sulla forza e la grandezza del sentimento d’amore.
César Brie

E se lei ritornasse?
E se lei si svegliasse un giorno?
E se un mattino aprisse gli occhi?
E’ il tuo canto che la tiene in vita?
Lasciarla andare significa ucciderla?
O è lasciar andare la tua di speranza?
Lasciarla andare significa ucciderla?
O è il canto di amore più straziante?
Il gesto più puro, l’amore che si afferma nella perdita?
Orfeo è rauco. Euridice è sorda.

Orfeo con la sola forza del suo canto prova a strappare la sposa Euridice dal regno dei morti. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l’accanimento terapeutico e l’eutanasia.

Eco di fondo nasce a Milano nel 2009 da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, attori diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007. Nel 2008 migliorano le loro competenze artistiche e organizzative attraverso il progetto Fetus di Aia Taumastica. Tra i loro primi spettacoli insieme: Te Remoto e Il più bel giorno della mia vita. Collaborano per la ripresa del monologo Le rotaie della memoria, vincitore Premio A.N.P.I. Cultura 2008 Ovest Ticino. Nel 2010 la compagnia vince il bando Schegge / Cerchio di Gesso con lo spettacolo Bestie (debutterà nel 2012 con il titolo I Candidi) e il bando Presenze.2 / Teatro Filodrammatici di Milano. Giacomo Ferraù si aggiudica il Primo premio nazionale e internazionale di regia Fantasio Piccoli 2010 con una versione di Sogno di una notte di mezza estate. Lo spettacolo, nella sua forma integrale, debutta nel 2014 con il titolo Sogni. Nel 2012 la compagnia allarga la sua attenzione al teatro ragazzi con lo spettacolo Nato ieri, Finalista Premio Scenario infanzia 2012, che debutta al Festival Segnali 2013. Prosegue questa attività con O.Z. storia di un’emigrazione, spettacolo sostenuto nell’ambito del progetto Next, laboratorio delle idee – 2014, patrocinato da Amnesty International Italia e EveryOne Group, che debutta al Festival Segnali 2015. Nel 2014 nasce Orfeo ed Euridice, scritto e diretto da César Brie, in scena Giacomo Ferraù e Giulia Viana, produzione Teatro Presente/Eco di fondo, premio selezione Inbox 2014. Nel 2014 la compagnia vince il “Premio Pradella” indetto dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano per “La sensibilità di confrontarsi con il contemporaneo e di svolgere una continuativa ricerca su temi etico sociali”. Nel 2015 vengono selezionati nuovamente da Next, laboratorio delle idee – 2015 con lo spettacolo La Sirenetta (in co-produzione con Campo Teatrale), regia Giacomo Ferraù, con la collaborazione registica di Arturo Cirillo, riscuotendo uno dei migliori punteggi tra le giovani compagnie. La Sirenetta è patrocinato da Amnesty International Italiae EveryOne Group. Con lo spettacolo La Sirenetta, nel 2016 vengono selezionati per la terza volta da Next, laboratorio delle idee – 2016/17 nella nuova sezione dedicata alla distribuzione delle giovani compagnie, quindi saranno ospitati da: Piccolo Teatro di Milano, Teatro di Roma, e dai Circuiti del Teatro Pubblico Pugliese e di Piemonte dal Vivo.

http://www.ecodifondo.it/
https://www.facebook.com/Eco-di-Fondo-184459754938284/?ref=hl

Come si illustra un libro| laboratorio

17-COME-SI-ILLUSTRA-UN-LIBRvenerdì 17 marzo ore 16/19 | laboratorio
COME SI ILLUSTRA UN LIBRO
a cura di Rita Petruccioli
costo laboratorio: 10 euro

Workshop di illustrazione con una parte teorica sul lavoro dell’illustratore per libri e una parte pratica in cui, a partire da un testo, si lavorerà insieme su bozzetti, proposte e ‘definitivi’.

livello intermedio (dai 16 anni in su)
max 20 iscritti

Rita Petruccioli è nata a Roma nel 1982. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma e all’ENSAD di Parigi e ha esposto in Italia, Francia, Germania e Corea. Come illustratrice il suo lavoro trova applicazione in libri, magazine, textile design e advertising. Ha collaborato con: Mondadori, Ladybird/Penguin, Auzou, Il Castoro, Editori Laterza, Bao Publishing, La Nuova Frontiera Junior, TIM, ENI e Nestlè. Con l’etichetta indipendente Inuit ha pubblicato il libro d’artista Tacita Silva e tiene workshop di illustrazione e stampa Risograph per bambini e adulti. Attualmente sta lavorando al suo primo graphic novel.

http://www.ritapetruccioli.net
http://corto-on-line.blogspot.it/
https://www.behance.net/RitaPetruccioli

Il gatto con gli stivali

16-GATTO-CON-GLI-STIVALIgiovedì 16 marzo ore 9.30 e 11.30 | teatro ragazzi
Teatro Verde presenta
IL GATTO CON GLI STIVALI
di Roberto Marafante
regia Emanuela La Torre
con Giovanni Bussi e Andrea Calabretta
dai 3 ai 10 anni

Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani. Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro.

Può un semplice gatto, con l’astuzia ed un paio di stivali diventare ricco e famoso?
Può un semplice gatto, con il coraggio e un paio di stivali, sconfiggere un potente orco?
Può un semplice gatto, con la fantasia e il solito paio di stivali, fare innamorare una principessa di un povero mugnaio?
Certo, che può!
Ma l’astuzia, il coraggio, la fantasia (e il paio di stivali) nulla possono senza l’aiuto dei bambini del pubblico.
Il Gatto con gli Stivali è la favola delle apparenze.
Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani. Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… come a teatro. E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti. Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante. Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette.

La Compagnia Teatro Verde – n.o.b. nasce 35 anni fa dalla già nota Opera dei Burattini fondata nel 1947 da Maria Signorelli, artista di fama internazionale specializzata in Teatro di Figura e di animazione e in particolare sulla tecnica e l’arte dei burattini. Dopo aver girato tutto il mondo ed essere tra le Compagnie più prestigiose a livello nazionale e internazionale, nel 1986 trova la sede stabile al Teatro Verde che si trova a Roma, a trastevere, dove ogni anno, da ottobre a maggio, ha luogo la Rassegna Nazionale “Oltre la Scena” – Premio Maria Signorelli – Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica Italiana. Il Teatro Verde, da 30 anni, è il Teatro dei Ragazzi di Roma, ed è un punto di riferimento importantissimo per le scuole, le famiglie, le realtà e le istituzioni di Roma e Provincia (circa 50.000 presenze l’anno). Gli spettacoli della Compagnia, replicati in tutta Italia e all’estero, si distinguono per l’uso della tecnica mista, in cui teatro d’attore e teatro di animazione si fondono. Spettacoli dove attori e burattini si “rubano la scena” in una prova di bravura per entrambi. Un luogo fantastico dove convivono ritmi dixieland e la Traviata, la tarantella e le melodie brechtiane, in perfetta armonia. La direzione artistica è di Veronica Olmi. Oltre alla Rassegna presso il Teatro, vengono realizzati e promossi eventi, iniziative culturali, pubblicazioni, filmati, mostre, laboratori, stage di ricerca e formazione con importanti realtà pubbliche e private. Tra queste, ricordiamo solo le principali e le più recenti: Borsa di Studio del Teatro Verde collegata al Premio Maria Signorelli ( dal 2002), Verba Voglio – la biblioteca del Teatro Verde (dal 2003); Magie & Segreti – laboratorio manuale/creativo permanente (dal 1986); Festival Nazionale di Teatro Ragazzi Lucciole E Lanterne – Premio Rodari per il Teatro (Villa Pamphili, Casa dei Teatri, dal 2004 al 2013); Rassegna Internazionale di Teatro di Figura Figure Animate (Roma, Villa Borghese S.Toti Globe Theatre -2006); Rassegna di arte varia – Arte Di Carta (Roma, Villa Pamphili, Arco dei 4 venti 2005-2006); Rassegna di arte varia – Ai 4 venti, 4 eventi , alle 4 e venti (Roma, Villa Pamphili, Arco dei 4 venti 2008); “150 la gallina canta” – rassegna di arta varia (Roma, Villa Pamphili, Arco dei 4 venti 2011); Verba Voglio – rassegna di arte varia (Roma, Villa Pamphili, Arco dei 4 venti 2013); “Il Teatro fatto dai Ragazzi” nelle scuole di Roma (2008-2013); “Tu fai la differenza” nelle scuole del I Municipio in collaborazione con l’Ama (2007); Bottega Teatrale, laboratorio teatrale integrato (2006-2014) e “ Pane e Favole” (dal 2008); “Polvere di stelle” laboratorio teatrale espressivo per bambini e ragazzi 4 ai 14 anni (dal 2002); collana editoriale “Favole a Teatro” ed. Lapis; Programmazione e gestione Teatro Scuderie Villino Pamphilj–Teatri in Comune di Roma 2013-2017. Una particolare attenzione è sempre stata fatta alla divulgazione della lettura, soprattutto tramite la lettura ad alta voce e la lettura animata. Dal 2006 è attiva “Verba Voglio – la biblioteca del Teatro Verde”, una selezione di libri per l’infanzia, tra classici e novità, arricchita anche delle donazioni dei frequentatori del teatro. Negli ultimi 10 anni, ogni sabato e domenica da ottobre a maggio, prima dello spettacolo teatrale rivolto alle famiglie, in attesa di entrare in sala, gli attori del teatro verde prestano la loro voce leggendo una selezione di libri tratta dalla nostra biblioteca Verba Voglio. In occasione del Festival Nazionale di Teatro Ragazzi “Lucciole e Lanterne – premio Rodari”, giunto nel 2015 alla XII edizione, organizzato dal Teatro Verde, è sempre previsto l’attività “A Voce Alta” un momento quotidiano di letture e piccole drammatizzazioni (nell’ultima edizione a partire da una monografia su Gianni Rodari). In occasione del progetto “Pesi Massimi”, vincitore del bando indetto nel 2015 dal Comune di Roma, rivolto ai municipi, è stato ideato e realizzato un progetto di lettura teatralizzata dal titolo “Mitico. Le imprese sportive tra fiabe, mito e realtà”, in collaborazione con la casa editrice Sinnos, in cui si affronta il tema dello sport in senso culturale e antropologico a partire dalla lettura di alcuni libri (ad esempio: “Pesi Massimi”; “Novelle fatte a macchina”, “Zuppa di sasso” e tanti altri.). Il progetto è stato realizzato in alcune scuole elementari del Municipio XII, ed è tuttora in repertorio. Dal 2000 collabora con la libreria di Bologna “”Giannino Stoppani”, per cui ha organizzato corsi di formazione sulla lettura ad alta voce e drammatizzazione. Dal 2000 collabora con la casa editrice “Lapis”, con cui ha pubblicato la collana di audio libri “Favole a Teatro”, con testi tratti dagli spettacoli del Teatro Verde (“I cavalieri della favola gioconda”; “Il pifferaio di Hamelin”; La bella addormentata”; “Cenerentola”; “Scope, stregoni e magiche pozioni”). Ha realizzato una serie di spettacoli interattivi, basati sulla lettura dei libri ad alta voce, dal nome CircoNferenze, che trattano di vari temi a partire dalla letteratura dell’infanzia (temi quali: il riciclo, l’arte e i colori, il cibo e l’alimentazione, la multiculturalità, il gusto di leggere). Con questi spettacoli ha girato numerose librerie e fiere in tutta Italia, tra cui Roma (Castel Sant’ Angelo, Nuova Libreria Olimpico, libreria A.V.E: libreria Mel Giannino Stoppani, numerosissime scuole pubbliche e private), Bologna, Ancona, Jesi, Pistoia, Rimini, Val Badia… Nel 2013, in occasione di un progetto del Comune di Roma, realizza lo spettacolo basato su letture ad alta voce “Sulla cima dell’Olimpo”, con Armando Traverso, all’interno del teatro di Palazzo Althemps. Lo spettacolo è stato replicato nella programmazione del Teatro Scuderie Villino Cosini, nelle stagioni 2013-14-15 cura, per conto dell’Associazione Il Flauto Magico, corsi di lettura ad alta voce e animazione con i libri, nell’ambito di corsi professionali rivolti agli operatori dell’infanzia. Il Teatro Verde è riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È compagnia di tradizione di rilevanza nazionale. Teatro Verde è membro UNIMA (Union Internationale de la Marionnette); è membro UTOPIA (Unione italiana teatri per l’infanzia e l’adolescenza); è membro di ASSITEJ (International Association of Theaters for Children and Young People).

www.teatroverde.it
www.teatroscuderievillinocorsini.it
www.unimaitalia.net
https://www.facebook.com/pages/Teatro-Verde/110373031272

Attori & Company in Xanax

10-XANAXvenerdì 10 e sabato 11 marzo ore 21
domenica 12 ore 18 | teatro – proposte dal territorio
Mario Antinolfi | Attori & Company presenta
XANAX
di Angelo Longoni
regia Marco Cavallaro
con Fulvia Lorenzetti e Mario Antinolfi
scenografia Mina Perniola
foto Valerio Faccini
ufficio Stampa Daria Delfino
direzione artistica e produzione Mario Antinolfi

Una commedia agrodolce divertente e ricca di spunti di riflessione. In scena due personaggi attualissimi, esistenziali con le loro solitudini, angosce e le speranze per un futuro migliore.

Laura e Daniele lavorano in una casa editrice. Si conoscono di vista, più che altro per la mensa comune. Due professionisti discreti, discretamente frustrati. Un venerdì sera, entrambi s’attardano in ufficio e si ritrovano insieme in ascensore. Che si blocca. Consci ben presto che fino a lunedì mattina nessuno li verrà a cercare, i due si ritrovano a convivere in quattro metri quadrati. I telefonini? Non c’è campo. I parenti? Serpenti: nessuno si premura di cercarli. Insomma, sopravvivere semplice non è, complici il caldo, le ansie, la fame, la sete, i bisogni corporali. L’ascensore bloccato poi, è qui un pretesto per la condivisione dell’emergenza: tra Laura e Daniele s’instaura una situazione esasperata, in cui cadono le difese, in cui si annullano i reciproci mondi. Nell’ansia, i due si avvicinano, si confidano, si lasciano andare. Si consolano e si disperano, si aiutano e si detestano. Laura e Daniele, che condividono gli stessi rapporti familiari in crisi, ma anche gli stessi farmaci per trovare sollievo dai mali del secolo…. Stress, ansia e/o panico (da qui il titolo “Xanax”). Laura e Daniele, che trovano il Prozac “euforizzante”, che battagliano sull’ultima compressa di Maalox, che reagiscono all’ansia dell’ascensore allo stesso modo, seppur in tempi diversi. Laura e Daniele, uniti da un mal comune, diversi solo nel dosaggio.

“Xanax”, atto unico di Angelo Longoni, è un divertente testo drammaturgico che vede scontrarsi e intrecciarsi le solitudini, le angosce esistenziali e le timorose speranze per un futuro migliore di due personaggi assolutamente attuali, nei quali gli spettatori non faranno certo fatica ad immedesimarsi con naturalezza.

Daniele (Mario Antinolfi ) è un giornalista apparentemente sicuro di sé, ammirato e dinamico, in procinto di dare alle stampe il suo primo libro che racchiuderà le più interessanti interviste da lui sinora realizzate; al di là della patina superficiale di professionista realizzato e lanciato verso una luminosa carriera, si nasconde però un bruciante coacervo di insoddisfazioni: il giornalismo scandalistico di cui si occupa suscita ormai in lui totale repulsione e la sua vita familiare sta precipitando inesorabilmente allo scatafascio tra l’appannarsi del sentimento che lo lega a sua moglie e il dolore per la torbida relazione sessuale che quest’ultima porta avanti da oltre un anno proprio con Magliani, il suo acerrimo nemico di sempre anche in campo lavorativo, colui per il quale le case editrici si azzuffano nel tentativo di pubblicare un romanzo dopo l’altro, immancabilmente accolto da un successo trionfale.

Laura (Fulvia Lorenzetti) è invece una seducente e devota mogliettina, nonché impeccabile madre di famiglia, alle prese con il pressante impegno richiesto dall’ufficio stampa in cui lavora e con le innumerevoli responsabilità della vita familiare. Anche nel suo caso le apparenze, da lei scrupolosamente e caparbiamente preservate, descriverebbero un affresco esistenziale idillico, ma la realtà è sostanzialmente antitetica: l’amore per il compagno – gentile e premuroso, la tipica persona a cui mai nella vita si vorrebbe recare il benché minimo dispiacere – è nel suo cuore svanito da tempo e i legami affettivi si stanno tramutando inesorabilmente in cordoni asfissianti che la soffocano, portandola per nottate intere a fissare il soffitto incapace tanto di accogliere il sonno quanto di prendere una difficile ma inevitabile decisione che le consenta di sottrarsi a questa gabbia senza prospettive. Cosa accomuna questi due personaggi? Il lavorare nello stesso edificio, frequentemente fino a tarda sera. E una dipendenza, unica ancora di salvezza e rifugio dalle loro tribolazioni, quella da medicinali di ogni sorta che possano alleviare sintomi che non sono altro se non l’immediato riflesso delle infinite nevrosi che affollano la loro psiche: Xanax per placare le soverchianti crisi di panico, Prozac per conferire positività ed energia alle giornate, Malox per lenire il dolore che attanaglia alla bocca dello stomaco. Un venerdì sera, trattenutisi fino a tardi in ufficio, si incontrano estenuati nell’ascensore e da questo istante ha inizio un’avventura imprevista: l’ascensore rimane bloccato e del tutto vani si riveleranno i tentativi di attirare l’attenzione del guardiano del palazzo, l’unico rimasto al suo interno che potrebbe soccorrerli; la loro attesa si protrarrà per l’intero week-end, tra attimi di terrore incontrollato, le difficoltà “tecniche” della convivenza forzata di due pseudo-sconosciuti in pochi metri quadrati, la possibilità di confrontare le loro travagliate esperienze esistenziali e magari la scoperta l’uno nell’altro di una comprensione ed un sostegno preziosi ed irrinunciabili.
Il testo drammaturgico di Angelo Longoni, a dieci anni dalla sua composizione, conserva intatta la propria attualità e l’originalità dell’interazione dialogica tra i due personaggi, che consente di indagare sin nei meandri più reconditi della loro intricata psicologia. Una commedia agrodolce divertente e ricca di spunti di riflessione.

Fulvia Lorenzetti
Teatro
“Pseodolus” di Plauto; regia Walter Manfrè, “Crimini del Cuore” di B.Henley; regia Marco Mattolini, “Il matrimonio può attendere” di D.Ruiz; regia Nicola Pistoia, “Mai più fedele” (Lunarte Festival); regia Pino Carbone e Luigi Morra; “L’apparenza inganna” di Francis Veber; regia Tullio Solenghi; “Roma buciarda” di M.Scaletta e A.Fornari; regia Giovanni De Feudis; “Italiani si nasce e noi lo nacquimo” di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli; regia Marcello Cotugno; “Roma se nasce” di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime; regia Marco Mattolini; “Risorgimento” di Roberto Lerici; regia Carlo Emilio Lerici; ”Se mi lasci non vale” di D.Ruiz; regia Ruiz-Nunzi; “Casina” di Plauto; regia Silvio Giordani; “Ivano” di Pablo e Pedro; regia Antonio Giuliani; “Parola di donna” di Gianluca Ansanelli; regia Marco Simeoli; “Le spose di federico II” di Pippo Franco e Maria G. Pagnotta; regia Pippo Franco; “Pinocchio” regia Pino Cormani; “Tutto il sesso in 90 minuti” regia I Picari; “La tempesta” di W. Shakespeare; regia Walter Manfrè; “Come un cane sulla tuscolana” da P.P. Pasolini; regia Claudio Boccaccini; “Don Giovanni” di Moliere; regia Lando Buzzanca; “Il ritratto di Dorian Gray-il musical” di O.Wilde; regia Tato Russo; “Donne di ripicche” di A. Quadrelli; regia Marcello Conte; “Ground & Ground” di M.Conte; regia Marcello Conte; “Gli Uccelli” di Aristofane; regia Maurizio Annesi; “Elekttrike” di Giuseppe Manfridi; regia Alberto Di Stasio; “Notre Dame de Paris” regia Pino Cormani; “Il mercante di Venezia” di W. Shakespeare; regia Giorgio Albertazzi; “Salomè e il suo profeta” di Mario Moretti; regia Mario Moretti; “Il grande atlante del successo” di e con Gianni Ippoliti; “Marx: ci ritorni in mente bello come sei” regia di Antonio Venturi(Festival di Todi);“Prove per un recital” regia Gigi Proietti; “Il colpo della strega” regia Fabio Crisafi; “La partitella” di Giuseppe Manfridi; regia Piero Maccarinelli; “Rocce contro il vento” di Lino Pannofino (In collaborazione con A.N.L.A.I.D.S.); “Miles Gloriosus” di Plauto; regia Salvatore Di Mattia; “Per amore e per diletto” di Ettore Petrolini; regia Gigi Proietti; “L’angelo della signora” regia Marco Maltauro; “A me gli occhi bis” di e con Gigi Proietti; “La partitella” di Giuseppe Manfridi; regia Ennio Coltorti;“L’opera del mendicante” di J. Gay; regia Gigi Proietti; “Leggero Leggero” di e con Gigi Proietti; “Festival delle Ville Tuscolane” diretto da Pamela Villoresi; “Lauda Evangelorum” regia Virgilio Zernitz; “A.A.A. Musical Offresi” commedia musicale; regia Marignoli Barecchia
Cinema
“EX” regia di Fausto Brizzi; “Il Pentito” cortometraggio di Marcello Conte; “Give me the case” Cortometraggio di Andrea Maccarini; “Maddalena” Cortometraggio (Sky cinema) regia di Stefano Salvatori; “C’era un cinese in coma” regia di Carlo Verdone; “Gli angeli di borsellino-scorta QS21” regia di Rocco Cesareo; “Il segreto del giaguaro” regia di Antonello Fassari; “Rosso di sera” Cortometraggio di Claudio Carafoli; “Giorni Dispari” regia di Dominique Tambasco;“La prima volta” regia di Massimo Martella; “La vita per un’altra volta” regia di Domenico Astuti; “Padrona del suo destino” regia di Marshall Herskovitz; “Bestie” Cortometraggio di Fabio Segatori; “Ulcera” Cortometraggio di Mario De Candia; “Ciak si gira” (Cinecittà);“Le donne non vogliono più” regia di Pino Quartullo
Televisione
“Una pallottola nel cuore” regia di Luca Manfredi; “L’ultimo Papa Re” regia di Luca Manfredi; “Moana” regia di Alfredo Peyretti; “Trotsky e Duccio” regia di Marcello Conte; “Don Giovanni” di Moliere regia di Giovanni Ribet. Per “ Palcoscenico” (RAI 2);“Matilde” regia di Luca Manfredi; “La Squadra 3” regia di Alfredo Peyretti; “Distretto di Polizia 2” regia di Antonello Grimaldi; “Un Medico in Famiglia” regia di Anna Di Francisca; “Le ragioni del cuore” regia di Luca Manfredi; “Hotel Otello” regia di Scucchi e Biagini; “Sarabanda” regia di Giuliana Baroncelli; “Macao” regia gi G. Boncompagni; “Tutti gli uomini sono uguali” regia di Alessandro Capone; “L’avvocato Porta” regia Franco Giraldi; “La Partitella” regia di Piero Maccarinelli. Per “Palcoscenico” (RAI 2) “Oscar della Radio” – RAI 1

Mario Antinolfi
Regista, attore e direttore artistico della compagnia teatrale “Attori & Company”; organizzatore e produttore di spettacoli teatrali, manifestazioni e rassegne teatrali. Con la sua compagna allestisce, produce ed interpreta, tra gli altri, i seguenti spettacoli: “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, Regia ed interpretazione di Mario Antinolfi,; “Andy e Norman” di Neil Simon, Regia di Marco Cavallaro; “Il mistero del calzino bucato” di Marzo Zadra; “Mia famiglia” di Eduardo De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Daddy blues” di Bruno Chaphelle e Martyne Visciano, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “La parola ai giurati ” di Reginald Rose, Regia di Claudio Boccaccini; “Toccata e fuga” di D. Benfield, Regia di Massimo Cardinali; “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “La fortuna con la effe maiuscola” di E. De Filippo, A. Curcio, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Non e’ vero ma ci credo” di P. De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Napoli Milionaria” di E. De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Non sparate sul postino” di D. Benfield, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Premiata Pasticceria Bellavista” di Vincenzo Salemme, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Sabato, domenica e lunedi” di E. De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi “Niente sesso siamo inglesi” di Marriot e Foot, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Rumors” di N. Simon, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Miseria e Nobilta’” di E. Scarpetta, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “’O Scarfalietto” di E. Scarpetta, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Le Voci di dentro” di E. De Filippo, Regia di Claudio Morici; “Niente sesso siamo inglesi” di Marriott e Foot, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Uomo e Galantuomo” di E. De Filippo interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Spirito allegro” di N. Coward, Regia di D. Zapelloni; “Le Pillole d’Ercole” di C.M. Hennequin, Regia di Sergio Doria; “Hotel del libero scambio” di G. Feydeau, Regia di Sergio Doria; “Miseria e Nobiltà” di E. Scarpetta, Regia di A. Dell’Aquila; “Tre pecore viziose” di E. Scarpetta, Regia di G. Pontillo; “La dama di Chez Maxim” di G. Feydeau, Regia di G. Pontillo; “ La Vera Storia di Faust e Margherita” , di Castellacci e Baragli, adattamento del “ Fast” di Goethe, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi, “Nu’ Ministro in mezzo ai guai” di E. Scarpetta, Regia di G. Pontillo; “ Il Vicolo” di Raffaele Viviani, Regia di Mario Antinolfi;”Toledo ‘e notte” di Raffaele Viviani, Regia di Mario Antinolfi. Parallelamente all’attività teatrale è anche organizzatore di eventi, manifestazioni e rassegne tra cui le tre edizioni “Ostia in scena”, svoltesi tra il 2002 e il 2004 al Teatro Nino Manfredi di Ostia.

Marco Cavallaro. Diplomato all’Accademia d’arte Drammatica “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile di Catania, nel 2008 è Vincitore nazionale del “Premio Charlot” come miglior spettacolo comico esordiente dell’anno per “Pericolo di coppia”, mentre nel 2010 si aggiudica il premio come Miglior Testo al Festival “4° Oscar del comico”. Tra le sue più recenti esperienze teatrali: “Una Splendida Vacanza” di Ester Cantoni, regia Ester Cantoni; “Sesso contro amore di Marco Cavallaro, regia Marco Cavallaro; “That’s amore” di Marco Cavallaro; “L’occasione” di Marco Cavallaro; “Orecchiette & cime di rapa!” di e regia Nico Maretti; “Clandestini” di Gianni Clementi, regia Vanessa Gasbarri; “L’isola degli schiavi” di Pierre Marivaux, regia Ester Cantoni; “La parola ai giurati” di Reginald Rose, regia Claudio Boccaccini; “Vacanze rumene” di Cavallaro-Gaetani-Generosi, regia Marco Cavallaro; “Il rompiballe” di Francis Veber, regia Claudio Boccaccini; “Love” di Marco Cavallaro, regia Alberto Santos; “Il giro de mondo in 80 giorni Musical” di Verde/Paulicelli, regia Gianluca Ramazzotti. Partecipa inoltre alla fiction televisiva “Il commissario Montalbano” e alla sitcom “Piloti” ed al cinema recita in “Un marito per due” per la regia di Claudio Insegno.

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