Le Cardamomò in VIVE LA VIE

06-aprile-cardamomo-vive-la-643x321venerdì 6 aprile ore 21 | musica
Le Cardamomò in
VIVE LA VIE
ideazione e regia Antonia Harper, Marta Vitalini, Gioia Di Biagio, Ivan Radicioni
interpreti Antonia Harper voce e violino, Marta Vitalini organetto e percussioni, Gioia Di Biagio organetto e glockenspiel, Ivan Radicioni tromba, flicorno, chitarra
video Gioia Di Biagio
audio Filippo Lilli

“Esiste un uccello che da solo si rinnova e si riproduce: gli Assiri li chiamano Fenice; non vive nè di frutti nè di erbe, ma di lacrime d’incenso e di succo di cardamomo

In uno spazio animato da videoproiezioni e scenografie in movimento, quattro ‘musicisti performer’ ricreano storie e sogni attraverso musiche originali, effetti video, coreografie e racconti.

Lo spettacolo Vive la Vie è un viaggio metaforico in un luogo immaginario al confine tra la vita e la morte, uno spazio metafisico in cui, attraverso il desiderio, gli esseri possono sognare, morire e rinascere ogni giorno. Questo luogo è popolato da bizzarri personaggi, tutti animati da un forte desiderio che li muove verso qualcosa e che li porterà a trasformarsi: l’uccellino e la rosa, il vecchio e la Luna, il gatto nero, la bambina che non vuole crescere, il musicista e la sua sposa, la Lena… Al centro di queste storie c’è proprio l’uccellino che da grande diventa Fenice, simbolo per eccellenza della morte e della rinascita, del desiderio che arde fino a bruciare ma che può riportare in vita.
Vive la Vie è una miscellanea di fiabe, immagini e musiche che evocano il desiderio in tutte le sue forme: l’amore, l’anelare a qualcosa, l’eros, l’utopia, la voglia di restare bambini, la forza prorompente degli elementi naturali, la passione come motore primo della vita. In uno spazio visionario animato da video-proiezioni e scenografie mutevoli, quattro performer musicisti ricreano dal vivo queste storie attraverso musiche originali, effetti video, coreografie e racconti. Vive la Vie si ispira a diversi immaginari figurativi, letterari e musicali: dall’arte rinascimentale a la fiesta de los muertos messicana, da Shakespeare a Le Mille e una notte, dal folk americano ai canti popolari. Immaginari che evocano un tema caro ad artisti e poeti di ogni epoca: la brevità e caducità della vita che ci spinge a desiderarla e a celebrarla ogni giorno come in una grande festa: Vive la Vie!

Le Cardamomò sono un eclettico quartetto di musicisti: voce lirica, violino, organetti, percussioni, fiati e chitarra. Propongono un repertorio ricercato e retrò di chansons francesi, pezzi onirici, balli balcanici, tanghi e canzoni di altri tempi. Nascono nel 2010 come progetto puramente musicale, per poi unire ben presto alle loro performance video-proiezioni, teatro delle ombre e racconti. Si esibiscono in numerosi festival di teatro e musica e in locali rinomati in Europa tra cui il Platoon Kunsthalle di Berlino e la Casa del Jazz di Roma. Nel 2012 pubblicano il loro primo album “Cardamomò”. Nel 2013 musicano i racconti di Concita De Gregorio nello spettacolo “Manchi solo tu” in scena al Teatro Valle. Il videoclip “Valse de Meduse” (2012), ispirato al teatro delle ombre cinesi e realizzato con la motion graphic, si aggiudica premi e nomination in festival di film e animazione in Italia e all’estero. Lo spettacolo multimediale “Valse de Meduse Show” debutta nel 2014 a Parigi al “Théatre de verre” a Parigi e va in scena in diverse location tra cui l’Ara Pacis a Roma. Parallelamente esce l’album colonna sonora “Valse de meduse” (2014).
Nel 2015 Le Cardamomò partono per un Tour nel sud degli Stati Uniti e si esibiscono all’Hitweek Festival di Miami. Nel 2016 vengono invitati a suonare alle mostre del pittore fauve Henri Landier a Parigi. Nel 2017 si esibiscono all’ O.Z.O.R.A festival in Ungheria. Nello stesso anno vengono chiamati a sostenere la Maratona Telethon e si esibiscono in diretta su Raiuno. Recentemente hanno prodotto un nuovo spettacolo multimediale, “Vive la Vie”. Dal concept del nuovo spettacolo è nato anche un album omonimo che uscirà a marzo 2018 per l’etichetta indipendente Bassa Fedeltà. Le Cardamomò sono: Antonia Harper, voce e violino; Marta Vitalini, organetto e percussioni; Gioia D Biagio, organetto e glockenspiel; Ivan Radicioni, tromba, flicorno e chitarra.

IL TEATRO
TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
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IMPROVISIONI

01-mostra-improvisioni-643x321da venerdì 6 a domenica 22 aprile | mostra
IMPROVISIONI
opere e curatela di Olga Hendel
ingresso gratuito

Improvisoni, gioco di parole tra prevedere e improvvisare, è il titolo della personale di Olga Hendel. Sculture e installazioni ‘site specific’ per Il Teatro del Lido

Improvisoni, un gioco di parole tra prevedere e l’improvvisare, è la mostra personale della giovane artista Olga Hendel che per Il Teatro del Lido di Ostia sperimenta con lo spazio e le sue forme, ridefinendo i limiti funzionali dell’architettura nella quale sono posti i suoi lavori. La sua ricerca si sviluppa ‘in situ’ e utilizza sculture e installazioni come veicolo per aprire connessioni immaginarie con il mondo delle percezioni. Collocandosi tra street art e surrealismo, Olga approfondisce l’idea di creatività e gioco, tornando a esplorare la più antica funzione dell’arte: quella di stimolare l’immaginazione.

Olga Hendel è nata a Palermo nel 1992. Dopo aver conseguito gli studi a Londra frequentando il Camberwell college of Arts London si trasferisce a Roma e fonda Studio Arco, un laboratorio artistico condiviso e spazio espositivo. Tra le varie mostre di cui Olga ha fatto parte a Londra ricordiamo la Gx Gallery, ATP Gallery, Cafè Gallery e la Crows Nest Gallery. A Roma ha la sua prima mostra personale alla galleria La Porta Blu. Parallelamente al suo lavoro artistico Olga coordina e gestisce laboratori creativi per bambini e adulti con IdeanticonArts e dal 2016 con Sekme Lab da lei fondato nel 2016, con cui riesce ad attuare un progetto di beneficenza in una scuola per bambini sordi e ciechi in Sri Lanka.

http://olgahendel.wix.com/olgahendel

ARYA SAXOPHONE QUARTET

nuova-833x321domenica 25 marzo ore 18 | musica
ARYA SAXOPHONE QUARTET
interpreti Stefano Nanni sax soprano, Simone Vecciarelli sax alto, Marcos Palombo sax tenore, Matteo Di Prospero sax baritono
Mario De Meo clarinetto
a cura di M° G. Cangialosi

L’Arya saxophone quartet, quartetto di sassofoni nato all’interno del Conservatorio O. Respighi di Latina, assieme al clarinetto di Mario De Meo, per una imperdibile serata di grande musica.

PROGRAMMA

J.B.Singelée (1812-1875) Premier quatuor
G. Pierné (1863-1987) Introduction et variation sur une ronde populaire
J. Rivier (1896-1937) Grave et presto
J. Francaix (1912-1997) Petit quatuor
P. D’Rivera (1948) Wapango per clarinetto e quartetto di sax (elaborazione di D. Caporaso)
A. Ciesla (1967) Klezmer Suite, per clarinetto e quartetto di sax

L’Arya saxophone quartet nasce nel Gennaio del 2017 nella classe del M° Daniele Caporaso del Conservatorio di musica “O. Respighi” di Latina. Formato da Stefano Nanni, Simone Vecciarelli, Marcos Palombo e Matteo Di Prospero ha al suo attivo concerti per importanti istituzioni italiane quali MIUR Ministero Della Pubblica Istruzione e TAR di Latina. Nel dicembre 2017 nasce la collaborazione con Claude Delangle, sassofonista di fama mondiale e docente del Conservatorio Superiore di Parigi, per l’incisione e l’esecuzione in prima assoluta del quintetto “Now’s The Sax” di Fausto Sebastiani. Nel gennaio 2018 il gruppo si esibisce nella Sala della Conciliazione del Palazzo del Laterano di Roma, in collaborazione con l’AFAM e Città del Vaticano. L’Arya saxophone quartet è vincitore inoltre di importanti concorsi di musica da camera come il Concorso Nazionale “Giulio Rospigliosi”di Lamporecchio e il Concorso Internazionale “Melos” di Roma.

Mario de Meo
Studia clarinetto al Conservatorio di Latina “O. Respighi’’ diplomandosi sotto la guida del maestro Francesco Belli, con il massimo dei voti e la lode. Ha partecipato alle numerose stagioni dei “Concerti di Primavera” organizzate dal Conservatorio di Latina collaborando con la “Libera orchestra’’, l’ “Ensemble di fiati”, la “Orchestra sinfonica del conservatorio O. Respighi”, suonando pagine importanti del repertorio Classico, Romantico , Moderno e Contemporaneo. E’ membro stabile del quartetto di clarinetti “Lepic”. con il quale ha tenuto numerosi concerti riscuotendo sempre enorme consenso da parte del pubblico e della critica. Collabora stabilmente con gli attori Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey, Antonia Renzella, Edoardo Siravo e Massimo Wertmueller. Recentemente ha inciso la colonna sonora del documentario “Leonesse”, regia di Roberto Zazzara, prodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, musiche di Francesco Ruggiero. Collabora assiduamente con la “Latina lirica”, la “Orchestra di fiati città di Ferentino” (con la quale partecipa nel 2009 al concorso internazionale per orchestre di fiati a Kergrade, Olanda, classificandosi al 2° posto nella categoria superiore e nell’agosto 2013, classificandosi al 1° posto), la “Orchestra da camera città di Fondi, la “Banda Musicale Gioacchino Rossini” di Latina e lo “Shinig Quartet”. Dal 2010 insegna clarinetto nelle scuole medie a indirizzo musicale.

Lucrezia Lante della Rovere in IO SONO MISIA

23-marzo-io-sono-misia-642x321venerdì 23 marzo ore 21 | teatro
Pierfrancesco Pisani | Progetto Goldstein
Lucrezia Lante della Rovere in
IO SONO MISIA
l’ape regina dei geni
di Vittorio Cielo
liberamente ispirato alle memorie di Misia Sert, dalle confidenze, ricordi, messaggi, lettere, di
Proust, Stravinsky, Diaghilev, Nijinsky, Debussy, Tolouse Lautrec, Picasso, Ravel, Cocteau
regia Francesco Zecca
scene Gianluca Amodio
costumi Alessandro Lai
luci Pasquale Mari
musiche Diego Buongiorno
tecnici audio luci Luca Giovagnoli, Lorenzo D’Anna
regista assistente Arcangelo Iannace
produzione Pierfrancesco Pisani, Progetto Goldstein
coproduzione Fondazione Devlata, DoppioSogno

Si ringrazia la Compagnia Stabile del Molise, Claudio Cianfoni, Carlo e Marina Ripa di Meana, Livia e Vincenzo Malagò, Giovanni Malagò e Gianluca Pignatelli, Picasso, Proust, Chanel, Ravel, Debussy, Stravinsky, Toulouse Lautrec, Cocteau, Nijinsky e i loro segreti, svelati dalla regina di Parigi.

Lucrezia Lante della Rovere porta in scena il ritratto vivido e fascinoso di Misia Sert, musa ispiratrice di grandi artisti, l’ape regina delle avanguardie del primo Novecento.

Liberamente ispirato dalle memorie di Misia Sert, Io sono Misia racconta la storia e la personalità di una delle donne più influenti del secolo, sempre in piena luce, e allo stesso tempo, misteriosamente, in ombra. Così, nel cuore di Parigi, capitale di cultura tra ’800 e ’900, si dispiega il fascino e il potere imperscrutabile di questa donna unica e straordinaria che sapeva guardare lontano: levatrice dell’arte e amica influente e definitiva di importanti protagonisti della Belle Époque parigina, tra cui Stravinsky, Diaghilev, Nijinsky, Debussy, Tolouse Lautrec, Picasso, Ravel, Cocteau e molti altri. “Io non partorisco. Io faccio partorire. Gli uomini hanno bisogno di una sfinge per partorire la bellezza, per diventare artisti. Dicono che il mio talento sia saper annusare il talento… Dove tutti vedono un nano, io vedo un Toulouse-Lautrec. Sono una cercatrice di geni… Una cercatrice di meraviglie umane. Detesto suonare perché amo la musica. Ho imparato sulle ginocchia di Liszt, vecchio, con i capelli lunghi a bacchetta bianchi, come un salice ghiacciato, la faccia a verruche come la corteccia di un albero. Con i miei occhi color malva, ho visto ora dopo ora inevitabilmente Pablo Ruiz trasformarsi nel mostro-toro Picasso, Debussy sui miei divani sognare il sesso del fauno, Cocteau fare la corte agli attori come in Marocco, Stravinsky incendiarsi nella Sagra di Primavera, Ravel ricamare musica a dispetto di Satie, il carnefice di ballerini Diaghilev farsi domatore di Nijinsky, fino a far impazzire il dio della danza. E Proust, scrivere ogni cosa, ogni parola di tutti, fino a mettermi nella seconda riga della prima pagina della Recherche… Nelle università la chiamano “cultura” … io la chiamavo averli a cena da me, a casa…” Dopo il successo di Malamore, Premio Flaiano, Lucrezia Lante della Rovere continua a dare vita a profili di donne straordinarie che hanno costruito la cultura del ’900. Con la sensibile regia di Francesco Zecca e un testo inedito del poeta Vittorio Cielo, rivela al pubblico italiano l’incredibile personalità di Misia Sert, straordinaria mecenate alla quale dobbiamo la scoperta, fra gli altri, di Cocò Chanel. Misia Sert, il cui salotto parigino era frequentato da Picasso, Paul Morand, Debussy, fu ritratta da Renoir e da Toulouse Lautrec, ispirò Jean Cocteau per il personaggio della principessa nel romanzo Thomas l’imposteur e fu definita da Proust “un monumento di storia, collocata nell’asse del gusto francese come l’obelisco di Luxor nell’asse degli Champs Elysées”.

Lucrezia Lante della Rovere
Debutta sul grande schermo nel 1986 con il film di Mario Monicelli “Speriamo che sia femmina”. Nel 1988, dopo il film tv “Quando ancora non c’erano i Beatles”, viene diretta da Pupi Avati in “Storia di ragazzi e di ragazze”. Negli anni ‘90, recita con Vanessa Redgrave in “Diceria dell’untore” e con Philippe Noiret in “Zuppa di pesce”. Sarà poi diretta per il cinema da Pino Quartullo in “Quando eravamo repressi” e in “Le donne non vogliono più” e in tv da Mauro Bolognini nella miniserie “Casa Ricordi”. Seguono i film tv “Uno di noi”, “Les amants de rivière rouge”, “Trenta righe per un delitto” e “Cronaca nera”. Nel 2000 è “La carbonara”, diretta da Luigi Magni. Partecipa al programma Rai Uno “Tutti gli zeri del mondo” e recita nelle serie tv “Il lato oscuro”, “Orgoglio” e “Attenti a quei tre”. Nel 2005 gira, per la regia di Gianpaolo Tescari, “Gli occhi dell’altro” con il quale vince il Taormina Film Festival. Viene introdotta al teatro da Luca Barbareschi con il quale lavorerà per molti anni, oltre che con Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Duccio Camerini, Luca Ronconi, Emanuela Giordano. Nel 2007 è la protagonista della fiction Rai “Donna detective”. Nel 2008 vince il premio come migliore attrice protagonista al Roma Fiction Fest con “Ovunque tu sia” di Ambrogio Lo Giudice che la dirigerà anche in “Una musica silenziosa”. È nel cast di “Quantum of Solace” e nel film “Viola di Mare” diretto da Donatella Maiorca. Nel 2011 recita in “Tutti pazzi per amore 3”. Nel 2012 vince il Premio Flaiano come miglior interprete femminile con il suo spettacolo teatrale “Malamore”, dal testo di Concita De Gregorio, regia di Francesco Zecca; partecipa al talent show di Rai Uno Ballando con le stelle, e in teatro recita in “John Gabriel Borkman” di Ibsen. Nel 2013 è in scena con “Come tu mi vuoi” per la regia di Francesco Zecca, libero adattamento di Masolino d’Amico della commedia di Pirandello. Nel 2015 torna in tv ne “La Dama velata” diretta da Carmine Elia.

Francesco Zecca
Nel 2001 si diploma come attore presso Il Centro Internazionale la Cometa di Roma dove incontra grandi artisti e maestri che grande influenza hanno esercitato sulla sua professione: N. Karpov, per il quale è stato attore e assistente, F. Albanese, D. Mamadou, A. Woodhouse, passando per J. Stanzak della Compagnia di Pina Bausch.
 Negli anni si destreggia tra cinema (Un altro Pianeta di S. Tummolini, film che ha partecipato alla 65° Mostra del Cinema di Venezia; L’appuntamento originario, regia G. Isernia; Vite a Pompei, regia C. Smith; Una talpa al bioparco, regia F. Ottaviani; protagonista in La famiglia, Endless the series e Hamlet in Project di L. Mininno) e televisione (co-protagonista in Il Commissario Nardone, regia F. Costa; Baciato dal sole, regia A. Grimaldi; Ris 4; La vita che corre; Zeus; Testimone Inconsapevole). Ma è il teatro il luogo ideale dove continua a lavorare, con Ottavia Piccolo nello spettacolo Processo a Dio di S. Massini, regia S. Fantoni, con Emma Dante ne La muta di Portici e Carmen, Massimiliano Bruno in Nessuno, Pierpaolo Sepe in Maser e Non avere paura mai, Roberta Nicolai in L’Orlando Furioso, Terre e Il Castello, Fabiana Iacozzilli in Rapacità, Hamlet Circus e La Trilogia dell’Attesa. E ancora è il teatro il luogo in cui debutta ben presto come autore e regista: durante lo spettacolo Scoppio di amore e guerra, scritto e diretto da D. Camerini, in cui nel 2005 è attore e assistente alla regia, Francesco Zecca incontra Lucrezia Lante della Rovere con la quale inizia un lungo e intenso percorso di autore e regista. La dirige nel loro adattamento di Malamore di Concita De Gregorio e ancora, recitando con lei, nello spettacolo Come Tu Mi Vuoi di L. Pirandello. Dirige inoltre Pamela Villoresi e Claudio Casadio nel testo di M. Carlotto Il mondo non mi deve nulla.

Born to lose

16-marzo-born-to-lose-642x321da venerdì 16 marzo a venerdì 30 marzo | mostra
Territorio Narrante presenta
BORN TO LOSE (Coconino ed.)
opere di Nicoz Balboa
ingresso gratuito

In mostra, le tavole originali di Born to lose, appunti di vita, piccole grandi storie quotidiane di un’artista che racconta con spontaneità e humour l’avventura di diventare se stessi.

Lavorare meno, bloggare meno, passare meno tempo su facebook e al telefono, spendere meno. E ancora: trovare un nuovo amore, tenero e attento, disegnare ancora di più (l’unico “più” permesso), andare a letto presto, fare la doccia ogni giorno, diventare lesbica e cominciare a portare scarpe da “donna”. Inizia con una lista di buoni propositi Born to lose, il sorprendente diario grafico di Nicoz Balboa, fumettista e tatuatrice, giovane mamma alla ricerca del suo posto nel mondo. Appunti di vita, piccole grandi storie quotidiane di un’artista che racconta con spontaneità e humour l’avventura di diventare se stessi.

Nicoz Balboa è nata a Roma e vive in Francia dal 2001. I suoi fumetti autobiografici appaiono dal ’96 prima nelle sue fanzine autoprodotte e fotocopiate, poi nel suo blog a fumetti. Partecipa a diverse antologie e lavora come illustratrice e pittrice, partecipando a mostre collettive e con personali a Parigi, Berlino e New York. Realizza il suo primo tatuaggio nel ’99 ma ci mette un bel po’ a capire che può farlo davvero. Da anni tiene con passione un diario grafico giornaliero dal titolo MOMeskine che ha dato vita a questo libro a fumetti, “Born to Lose”.

https://nicozbalboa.wordpress.com/
https://nicozgoeswest.wordpress.com/

Ostia Indomabile Lab

09-marzogoga-mason-labBIS-642x321giovedì 8 marzo ore 16/22 | laboratorio
OSTIA INDOMABILE LAB
a cura di Goga Mason e Alessandro Fiorin Damiani
laboratorio gratuito

Laboratorio di animazione selvaggia, curato dall’artista visiva Goga Mason e dal musicista Alessandro Fiorin Damiani, per muoversi liberi e audaci nel campo della stop motion.

Goga Mason
Animatrice e visual artist, ha frequentato diverse scuole prestigiose ma le cose più preziose le ha imparate a Mosca con il maestro Yura Boguslavsky. Ama la luce, le immagini in movimento e l’improvvisazione dal vivo. Da anni collabora con DENSO, che genera per lei suoni, voci e ritmo.

Alessandro Fiorin Damiani
Melonauta, Musicoterapeuta e Tarologo, co-fondatore di DENSO. Da vent’anni opera nell’ambito della salute mentale.

www.d-e-n-s-o.org/
vimeo.com/gogamason
http://gogagif.tumblr.com/
www.facebook.com/federica.g.mason

IL TEATRO
TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
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Via delle Sirene, 22 | 00121 Ostia (Roma)

Bambi Kramer

9-marzo-bambi-kramer-642x321venerdì 9 marzo ore 18 | incontro
Fortepressa ed. presenta
BAMBI KRAMER
incontro con l’autrice
interviene Valerio Bindi
ingresso gratuito

Un incontro per scoprire le opere di Bambi Kramer Grow, Ragdolls Parade (Fortepressa ed.) e Krəsh (Einaudi Stile Libero) e la graphic novel di Juliette Bensimon Marchina, La Caïda e Coyota (Forteperessa ed).

Incontro con Bambi Kramer per parlare delle sue produzioni “Grow” e ”Ragdolls Parade”, produzioni di Fortepressa, e della sua partecipazione all’antologia di Stile Libero Einaudi con “Krəsh”. Sarà presentato anche La Caïda e Coyota, graphic novel di Juliette Bensimon Marchina (Fortepressa 2017).

Bambi Kramer usa la sua arte per inviarci istantanee dall’universo parallelo che ella realmente abita: un desolato paesaggio post-Bosch che forme di vita mutanti iniziano a ripopolare come dopo una tempesta” (Néstor Martìnez Célis).

Bambi Kramer (Roma 1981) è famosa per i suoi lunghissimi rotoli disegnati, che vengono esposti e tagliati al metro nel corso delle sue mostre. Ha esordito nel 2011 e suoi lavori sono stati pubblicati in molte fanzine e antologie europee e italiane (tra gli altri: Illustrati, Linus, Internazionale). Ha pubblicato: Trude Rabbit (2012), Ragdolls parade (2014) per Fortepressa. É presente in Metakatz (2013) e nel volume 3DC – Le Dernier Cri en 3D (2011). Dal 2016 cura il progetto GROW. Dal 2011 partecipa a Crack! e nel 2014 ne ha disegnato il manifesto. Suoi anche i manifesti per il festival indipendente di Napoli UE’ underground.

CRACK! Fumetti Dirompenti
Si chiama CRACK! Fumetti Dirompenti, il festival indipendente di fumetto e arte disegnata e stampata, ospitato e prodotto interamente dal Forte Prenestino di Roma, CRACK! è una kermesse dall’anima totalmente orientata al networking. CRACK! non è una vetrina o una estensione del mercato dell’arte, per conoscerlo va vissuto. E a viverlo sono autori, editori, collettivi e centri di produzione culturale di tutto il pianeta che si scambiano metodi, narrazioni e immagini. CRACK! accoglie ogni anno 10.000 persone che attraversano il Forte e i suoi sotterranei alla ricerca di uno sguardo sulla contemporaneità. È nell’anima di CRACK! che nasce un marchio editoriale fantasma, Fortepressa, la stamperia pirata del Forteprenestino. Una produzione che sfugge la distribuzione e il rapporto obbligato con il prezzo. Tutto quello che Fortepressa produce è in tiratura limitatissima e non distribuita in nessun altro modo che nei banchetti dei molti festival della rete indipendente dell’autoproduzione. Sono già all’attivo una decina di titoli, tutte produzioni multilingua, che attraversano l’Europa e le produzioni artistiche ai suoi confini. Un progetto interamente in regime di creative commons, opere aperte alla diffusione e riproduzione e contro il copyright e senza prezzo di copertina: ogni libro viene offerto al lettore chiedendo di sostenere La Bagarre Onlus, l’associazione che è il motore di CRACK! e di Fortepressa.

www.bambikramer.ink
www.bambikramer.wordpress.com

BOOKS


http://crack.forteprenestino.net/

Ostia Indomabile

oi-live-642x321venerdì 9 marzo ore 21 | musica – arti visive
OSTIA INDOMABILE
LIVE microscopico
interpreti Alessandro Fiorin Damiani sintetizzatore modulare, Goga Mason microscopio USB
ingresso 5 €

Un viaggio microscopico dentro Ostia, eseguito dal vivo sul palco.

Goga Mason
Animatrice e visual artist, ha frequentato diverse scuole prestigiose ma le cose più preziose le ha imparate a Mosca con il maestro Yura Boguslavsky. Ama la luce, le immagini in movimento e l’improvvisazione dal vivo. Da anni collabora con DENSO, che genera per lei suoni, voci e ritmo.

Alessandro Fiorin Damiani
Melonauta, Musicoterapeuta e Tarologo, co-fondatore di DENSO. Da vent’anni opera nell’ambito della salute mentale.
DENSO è un sentimento che dal ’99 si muove tra disagio e meraviglia.

www.d-e-n-s-o.org/
vimeo.com/gogamason
http://gogagif.tumblr.com/
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Jazz meets flamenco| Daniele Bonaviri e Giuseppe Continenza

10-marzo-duo-bonaviri-conti-642x321sabato 10 marzo ore 21 | musica
Giuseppe Continenza & Daniele Bonaviri Duo
JAZZ MEETS FLAMENCO
con Giuseppe Continenza, Daniele Bonaviri chitarre

Una formazione nata dall’incontro di due musicisti che amano creare atmosfere e tessiture musicali senza barriere di generi, che fondono sapientemente Jazz, Flamenco, Blues e Classica.

Giuseppe Continenza
Giuseppe Continenza, secondo il parere di molti big del jazz, è uno dei migliori chitarristi jazz europei, possiede un talento ed una preparazione che gli hanno consentito di farsi apprezzare a livello internazionale; vanta prestigiose collaborazioni al fianco di Joe Diorio, Gary Willis, Michael Baker, Jimmy Bruno, Martin Taylor, Gene Bertoncini, Gary Willis e altri ancora. Fin dal 2000 collabora stabilmente con Biréli Lagrène esibendosi nei Festival Jazz e teatri più prestigiosi. La prestigiosa rivista musicale statunitense Just Jazz Guitar gli ha dedicato la copertina di agosto 2015. Diplomato a pieni voti presso il Musicians Institute di Hollywood, dopo l’esperienza americana torna in Italia e fonda a Pescara l’European Musicians Institute (E.M.I.), considerata una tra le più avanzate scuole di musica del panorama europeo. Docente di Chitarra Jazz presso il Conservatorio D’Annunzio di Pescara. Musicista, docente, critico musicale, è uno tra i pochi europei ad essere presente nell’enciclopedia americana Jazz Guitarist. Dopo “Journey”, il suo nuovo album “Seven Steps to Heaven”, con Dominique Di Piazza (il bassista di John McLaughlin), Vic Juris e Pietro Iodice, è stato al 4° posto fra i top ten best seller jazz album su iTunes per diverse settimane; “semplicemente il più bell’album di jazz ascoltato in questi ultimi anni…”, come ha scritto la rivista statunitense Just Jazz Guitar Magazine. Prossima uscita un cd dedicato alla musica di Jobim con Gene Bertoncini, Dominique Di Piazza e Pietro Iodice e un nuovo tour in duo e quartetto con Biréli Lagrène, Gary Willis & Michael Baker.

Daniele Bonaviri
È uno dei più grandi chitarristi di flamenco italiani. Inizia gli studi di chitarra classica nel 1983 sotto la guida del Maestro Mario Gangi e li prosegue diplomandosi al Conservatorio “Santa Cecilia” a Roma nel 1990 a pieni voti. Contemporaneamente s’interessa allo studio di chitarra Jazz e Flamenco. Studia improvvisazione Jazz con Umberto Fiorentino. Studia in Spagna con Parrilla de Jerez e si mette in contatto con alcuni dei più famosi chitarristi di Flamenco (Gerardo Nunez, Canizares, El Viejin.). Nel 1993, in duo con il chitarrista Bruno Pedros, si esibisce a Sevilla nel locale “La Carboneria” e al “Caffè Teatro Mont Passier”. Compone, inoltre, dei brani originali fondendo vari generi musicali. Registra come solista per diversi artisti: Gino Vannelli, Luciano Pavarotti, Vittorio Grigolo, Tony Renis, Massimo Ranieri, Garou, Ana Belen, Romano Musumarra, Alessandro Safina, Niky Nicolai, Jeanne Mas. Cura la parte musicale di spettacoli dedicati alle opere di Garcia Lorca con Cosimo Cinieri, Valeria Moriconi e Giorgio Albertazzi. Lavora nel Flamenco con numerosi artisti spagnoli come: Juan Ortega, Irma Perez, Joaquin Ruiz, La Presy, Ana Romero, Manuel Santiago, Josè Ruiz, El Lebri, Kelian Jimenez, Elena Santonja, Josè Carrillo, Cara Oscura, Josè Toral, El Pico, Salvador Monje, Felipe Mato, Josè Salguero, Charo Martin, Ramon Ruiz. Nel 1993-1994 gruppo spalla a Vicente Amigo (Torino, Roma, Firenze). Nel 2000 gruppo spalla a Manolo Sanlucar (Anfiteatro di Gubbio). Tra il 1997 e il 1998 realizza, con il ballerino Paolo Alfiero, lo spettacolo “AnemaHonda” (rivisitazione di alcuni successi della canzone Napoletana attraverso lo stile musicale del Flamenco) curandone orchestrazione e arrangiamenti. Nel 1999, gruppo spalla a Michael Brecker a Sant’Annarresi Jazz (Ca). Si esibisce come chitarrista solista nella Pop Opera Band di Alessandro Safina (1999-2001 Amsterdam, L’Olympia di Parigi, Teatro Greco di Taormina). Nel 2001 si è recato negli U.S.A per incidere sul disco “Canto” di Gino Vannelli. Nel 2002, a Copenaghen, partecipa alla realizzazione di uno speciale televisivo promozionale con Gino Vannelli. Nel 2003 registra nell’ultimo album di Luciano Pavarotti “Ti adoro”. In tournée con Pino Daniele nel 2004 e 2007. Collabora nella realizzazione della parte musicale del musical “Datemi 3 Caravelle” con Alessandro Preziosi – musiche di Stefano Di Battista. Registra le chitarre per la colonna sonora di “Manuale d’Amore 2” composta dal maestro Paolo Buonvino. Partecipa come chitarrista solista al “57° Festival di San Remo” al fianco della cantante Leda Battisti (“Senza me ti pentirai”). Coproduce, compone e arrangia con Valerio Calisse per il disco del tenore Vittorio Grigolo di prossima uscita. Il lavoro è stato mixato a Los Angeles da Humberto Gatica. È inoltre stato chiamato da Pino Daniele ad arrangiare e registrare due canzoni sul suo CD “Ricomincio da 30”. E’ direttore musicale e solista della compagnia “Flamenco Lunares”, di Carmen Meloni e fondatore del “Rapsodia Flamenca” project.

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CollettivO CineticO 10 miniballetti

11-marzo-10-miniballetti-642x321domenica 11 marzo ore 18 | danza
CollettivO CineticO
10 MINIBALLETTI
regia, coreografia, danza Francesca Pennini
drammaturgia e disegno luci Angelo Pedroni, Francesca Pennini
tecnica Angelo Pedroni
assistenza operativa Carmine Parise
musiche di J.S. Bach, B. Britten, Cher, G. Frescobaldi, G. Ligeti, H. Purcell, F. Romitelli, J. Strauss
co-produzione CollettivO CineticO, Le Vie dei Festival, Danae Festival
residenze artistiche Teatro Comunale di Ferrara, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Civitanova Casa della Danza, TIR Danza

Selezione Aerowaves 2016. Premio Danza & Danza 2015 come migliore coreografa e interprete emergente, nomination UBU 2015 miglior performer Under 35, Premio Hystrio Iceberg 2016, Premio ANCT Associazione Nazionale Critici di Teatro 2016

Un’antologia di danze in bilico tra geometria e turbinio, dove l’elemento aereo é paradigma di riflessione sui confini del controllo.

Correnti e bufere, ventilatori e droni, uccelli e grand-jeté diventano allegorie sul
legame tra coreografia e danza in un’indagine che rimbalza tra la ripetibilità del gesto e l’improvvisazione, tra la scrittura e l’interpretazione. A fare da spartito un quaderno delle scuole elementari su cui Francesca Pennini annotava decine di coreografie mai eseguite. Una macchina del tempo per un’impossibile archeologia che si declina sulla scena in una serie di possibilità strampalate. Il corpo viene messo alla prova prendendo in prestito i principi della termodinamica, passando dalla plasticità ginnica alla dinamica più vaporosa ed effimera. Tra contorsioni e sforzi asfittici si innesca uno scambio respiratorio che mescola i volumi tra corpo e spazio, tra scena e pubblico in una geografia mobile, sospesa e decisa, fluttuante e depositata.
CollettivO CineticO nasce nel 2007 ed è diretto della coreografa Francesca Pennini in collaborazione con il dramaturg Angelo Pedroni ed oltre 50 artisti provenienti da discipline diverse. La ricerca del collettivo indaga la natura dell’evento performativo con formati al contempo ludici e rigorosi che si muovono negli interstizi tra danza, teatro e arti visive. Uno dei caratteri salienti è l’ideazione di metodi di composizione e organizzazione del movimento in grado di incontrare corpi estremamente differenziati e dispositivi che discutono il rapporto con lo spettatore e la visione. CollettivO CineticO è compagnia residente del Teatro Comunale di Ferrara e ha prodotto 37 creazioni ricevendo numerosi premi tra cui: Jurislav Korenić Award Best Young Theatre Director; Premio Rete Critica 2014 come miglior artista 2014; Premio Danza & Danza 2015 a Francesca Pennini come miglior coreografa e interprete, nomination premi UBU miglior performer under 35; Premio Hystrio Iceberg 2016; Premio MESS al BE Festival di Birmingham 2016; Premio Nazionale dei Critici di Teatro per il Teatro Danza 2016. Dal 2013 la compagnia è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal 2015 dalla Regione Emilia-Romagna e dal 2016 è “international artist” del network APAP – advancing performing arts project, presentati da Centrale Fies / Festival Drodesera. I lavori sono stati presentati in: Austria, Belgio, Bosnia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Taiwan e via live streaming negli USA e in Corea.

http://www.collettivocinetico.it