Il contesto

Potenzialità:

Le città sono in piena trasformazione urbanistica e sociale. Nuovi investimenti pubblici e privati ne rafforzeranno l’immagine turistica grazie anche ai decentramenti amministrativi. Ma in una città complessa e densamente abitata è di fondamentale rilevanza l’investimento culturale da parte del settore pubblico e privato, a sostenere quei processi di riqualificazione che in questi anni sono apparsi evidenti, frutto di una nuova sensibilità istituzionale e di settori radicati sul territorio. Oggi le periferie fanno parlare di sé anche per essere città laboratorio in cui nascono nuovi teatri, parchi pubblici, luoghi di sperimentazione sociale ed artistica. La cultura è una delle chiavi dello sviluppo dei quartieri, di una riqualificazione delle periferie, un motore per la società civile, in grado di mobilitare idee e far emergere energie e risorse anche latenti della comunità. La cultura è però anche motore economico che sa attirare flussi di capitali ed interessi turistici con ricadute importanti sull’indotto che si crea intorno al teatro. L’immagine dei quartieri ghetto e del quartiere dormitorio lascia il passo ad una potenziale città nuova, policentrica e multi vocale, che a partire dal coinvolgimento attivo delle realtà locali reinventa un modello di sviluppo sostenibile e partecipato anche nel settore socio-culturale.

Problematiche: la recessione economica ha colpito tutte le fasce sociali e ha aggredito in particolare le fasce economicamente più deboli della società. La crisi sociale di questi anni, accentuata dalla crisi economica, ha moltiplicato fenomeni di devianza e marginalità sociale, producendo un’ondata di violenza, soprattutto giovanile, dai molteplici volti (incremento dell’uso della cocaina, comportamenti violenti, aggressioni fisiche a sfondo omofobo, razzista, sessista). La debolezza delle politiche giovanili (servizi e spazi di pubblica fruizione) accentua il fenomeno della dispersione, venendo a mancare luoghi e persone in grado di fornire il necessario supporto allo sviluppo delle capacità espressive dei giovani e alla domanda di aggregazione e socializzazione positiva. Il definanziamento della scuola pubblica, unitamente al blocco sul piano locale di servizi essenziali sul territorio rappresentano fattori critici che contrastano negativamente le necessità formative e la richiesta di consumo culturale della cittadinanza.

 

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