linee strutturali

Composizione dell’ Associazione di associazioni

La costituzione dell’Associazione di associazioni avviene attraverso avviso pubblico da parte del Comune di riferimento (o Municipio).

L’ Associazione opera nell’ambito del III° Settore nell’ erogazione di servizi alla persona sotto la forma della produzione della cultura, dell’arte e della socialità solidale. L’organismo di direzione e di coordinamento delle risorse culturali, artistiche e sociali dell’ Associazione è il Comitato Artistico, composto da 5 membri settoriali, eletti dall’ assemblea dei soci.

Il Comitato Artistico si avvale della collaborazione di un responsabile tecnico e di un esperto di comunicazione e stampa.

I settori del Comitato Artistico sono: Teatro, Musica, Danza, Formazione e Territorio e arti visive.

Sede dellì’ Associazione  di associazioni 

L’  Associazione avrà la sua sede legale ed operativa all’interno dei locali del Teatro di riferimento.

L’individuazione della sede operativa all’interno del Teatro garantirà una serie di necessità: presenza nello spazio teatrale della realtà che insieme all’ente gestore, si occuperà di programmare le attività del teatro; possibilità di avere una sede fissa e istituzionale per le riunioni dei tavoli di progettazione e programmazione; possibilità di avere la sede dell’archivio dell’associazione, comprendente l’archivio delle proposte di spettacolo e laboratoriali, mediateca /videoteca degli spettacoli /  laboratori / eventi effettuati in Teatro; possibilità di usufruire delle infrastrutture presenti nel teatro per effettuare il quotidiano lavoro di programmazione e organizzazione.

Tavoli di progettazione e programmazione

La metodologia di lavoro per settori (teatro, danza, musica, arti visive e territorio e formazione) intende favorire il lavoro di gruppo e un adeguato approfondimento delle progettualità delle diverse discipline artistiche ed una dinamica interrelazione con il territorio.

Si tratta di favorire una prospettiva ‘di rete’:

  1. uscire fuori per andare verso quei settori della popolazione storicamente esclusi o estranei ai circuiti ufficiali della cultura;
  2. diffondere esperienze e pratiche culturali, creare reti di collegamento e network sociali e artistici;
  3. agire nell’ottica della prevenzione e della promozione di opportunità e risorse

I Tavoli sono cinque: teatro, musica, danza, arti visive, formazione e territorio.

I tavoli si avvalgono del contributo attivo di tutte le sensibilità e le intelligenze interessate a un lavoro di e in rete, in una logica inclusiva e partecipativa ci co-working.
I tavoli di progettazione e programmazione sono strutturati in due dimensioni:
una, assembleare e dialogica, in cui si raccolgono proposte, analisi, suggerimenti, istanze formulate dal basso; un’altra di sintesi, tramite un lavoro più ristretto e di gruppo coordinato dal responsabile del tavolo, al fine di elaborare, per i singoli settori, gli eventi, i laboratori e più in generale la vita culturale all’ interno del teatro e nella città per stimolare una dialettica viva con il territorio.

Le figure professionali che coordinano i tavoli (gruppi di lavoro) devono possedere le seguenti caratteristiche: conoscenza del territorio; consolidata esperienza nell’ambito dell’organizzazione teatrale; comprovata formazione nell’ambito dei settori di competenza.

Compito ulteriore dei tavoli di progettazione nonché del direttivo è il lavoro di fund raising presso enti locali, sopralocali ed europei per l’attuazione di programmi specifici (per es. programma Cultura 2007-2013, Grundtwig, Gioventù in azione, ecc)
L’idea portante su cui s’improntano le scelte artistiche, è quella di una collegialità delle decisioni che nega e sublima al contempo la vecchia impostazione di un direttore artistico unico. Strutturalmente il Consorzio si  avvale di strumenti di lavoro in cui prevale il senso di un percorso condiviso con il territorio, piuttosto che il capriccio di estetiche lontane dal vissuto di un pubblico che si configura come alieno dal teatro, quando non ostile.

La figura dell’ “operatore di rete”

L’ operatore di rete che lavora all’interno del teatro ricopre un ruolo sperimentale ed innovativo. Principalmente si occupa di politiche sociali, artistiche e culturali, è una figura trasversale che tende a facilitare il rapporto tra teatro e territorio. Il suo lavoro si dispiega in vari settori: per primo troviamo quello della promozione. Compito dell’operatore di rete è quello di invitare a teatro non solo i referenti del territorio ma anche cittadini comuni. L’obiettivo è di trovare nuove fette di pubblico che possano essere interessate alla programmazione del teatro. In modo particolare lo si fa con le scuole del territorio, la cosiddetta “promozione teatro ragazzi”. Gli inviti vanno dalle scuole materne alle superiori, con lo scopo di non far vedere loro semplicemente uno spettacolo teatrale ma di coinvolgerli direttamente nel meccanismo e nel funzionamento di un teatro vero e proprio, anche con visite speciali all’interno della struttura pubblica stessa.

Un altro settore importante di cui si occupa l’operatore di rete è quello della progettazione: lavora in rete con le scuole, le associazioni culturali, le compagnie giovanili, i centri per anziani e le cooperative sociali, con le quali pianifica le azioni delle attività socio-culturali che ruotano intorno al teatro e che possono formare, nel tempo, il nuovo pubblico. Uno degli obiettivi dell’operatore di rete è quello di mettere la struttura pubblica del teatro a disposizione  delle idee dei cittadini, raccogliendole e sviluppandone in progetti.

Fondamentale per mettere in atto tutto ciò è la ricerca dei fondi. Ci sono finanziamenti pubblici degli enti come la Regione che vengono messi a bando  per la cultura. L’operatore di rete si occupa di cercare i bandi e di progettarli assieme ad altri attori sociali del territorio. L’operatore di rete lavora per promuovere scambi internazionali di buone pratiche tra i teatri delle periferie europee di città come Parigi, Berlino, Barcellona e Roma.

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