formazione e territorio

L’obiettivo principale del settore è quello di rivolgersi alle fasce giovanili del territorio al fine di ottenere un’idea dello spazio teatrale come spazio di consumo culturale e di formazione, laboratorio di nuova conoscenza e possibile contaminazione con i rispettivi linguaggi espressivi. Si tratta di offrire opportunità di crescita tramite l’inserimento in attività creative -performative a giovani cittadini, agendo anche in una ottica di prevenzione.

Le proposte che questo settore può offrire sono:

–         visite a teatro

–         performance dei laboratori scolastici

–         collaborazioni progettuali con le scuole (partnership, festival, progetti speciali)

–         collaborazioni di diversa natura (concorsi, stage, apprendistato pratico)

–         rapporto con la consulta dei minori al fine di sviluppare strategie ed azioni teatrali (spettacoli/laboratori/eventi) per affrontare e prevenire le situazioni di disagio emergenti (bullismo, abbandono scolastico ecc…)

Saranno privilegiate le scuole a rischio di dispersione scolastica grazie alla collaborazione con l’ufficio scuola del territorio. Le sinergie istituzionali garantiscono l’ottimizzazione dei costi e delle risorse.
Saranno implementate le politiche di creazione e sostegno ai giovani gruppi teatrali, con interventi mirati (cicli di incontri con formatori e pedagoghi di consolidato valore, scambio di buone pratiche, utilizzo gratuito degli spazi).

 Formazione

Il progetto di formazione e autoformazione si inserisce nell’obiettivo più vasto di utilizzare le potenzialità comunicative del teatro per creare una convergenza reale tra le politiche sociali e quelle culturali, favorendo la partecipazione di tutti i cittadini ai processi e alle dinamiche culturali, con particolare attenzione alle fasce giovanili e alle fasce sociali più disagiate e storicamente escluse.

L’idea che si delinea è quella di un “teatro territoriale”, che riconosca la dimensione simbolica, intesa come strumento per la costruzione di un’identità personale e collettiva, come bisogno primario dell’individuo e della società.

In tale prospettiva non intendiamo prescindere da una stretta collaborazione tra associazionismo e istituzioni, scuola e privato sociale per far sì che l’azione si radichi nel tessuto sociale favorendone la crescita e non si ponga, invece, come esperienza avulsa dalla realtà e fine a se stessa.

Il teatro come luogo fisico diviene sede di:

1.      Archivio

L’archivio vuole diventare un contenitore ideale e multimediale della realtà socio-culturale di osti aggiornato a eventi ed iniziative.

–         materiale cartaceo di vario genere

–         creazione di un “quaderno territoriale” che dia voce alle realtà socio-artistiche del territorio

–         raccolta dei diari dei laboratori

–         materiale fotografico originale e di repertorio

–         attivazione di un laboratorio fotografico di documentazione della città

–        Mediateca

–        Videoteca

2.      Messa in rete

Un sito internate e liste di discussione on line che favoriscano la nascita di una rete di contatti nazionali e internazionali per lo sviluppo di progetti europei e allo stesso tempo garantiscano un’immediata visibilità e promozione alle attività del teatro.

3.      Laboratori, corsi e seminari

Il laboratorio dello spettatore parte dalla necessità di formare un pubblico consapevole e attento che abbia gli strumenti per fruire delle attività del teatro. I partecipanti verranno messi in condizione di entrare in contatto, con scadenza periodica, con le diverse fasi di allestimento di uno spettacolo, con alcuni momenti di lavoro di un laboratorio, con la vita quotidiana di gestione e promozione di tutte le attività teatrali. Inoltre si possono pensare forme già collaudate come la partecipazione a dibattiti con i realizzatori degli spettacoli e prove aperte con tavola rotonda.

 4.      Laboratorio di formazione di operatori culturali

Prevedono un percorso formativo concepito e realizzato, all’interno delle attività della struttura, in collaborazione con agenti della socializzazione come: corpo docenti delle scuole: operatori ASL, cooperative sociali, associazioni culturali, comitati di quartiere, singoli cittadini, ecc., impegnati nell’organizzazione di manifestazioni culturali. L’obiettivo di tali attività è quello di “disperdere” nel territorio  capacità creative e organizzative che ripropongano al proprio interno processi di apprendimento e trasmissione del momento performativo.

Laboratorio per insegnanti tesi alla gestione di un’esperienza teatrale come ampliamento delle capacità espressive e alla realizzazione di eventi – spettacoli.

Laboratori per diverse fasce d’età ( bambini, adulti, anziani) volti allo sviluppo delle singole peculiarità espressive in rapporto con l’altro da sé e con lo spazio, che sviluppino un’attenzione all’ascolto e che favoriscano il rapporto con i gruppo.

Laboratorio di scenografia, illuminotecnica, fonica.

Laboratorio di musica.

5.      Seminari:

In collaborazione con docenti universitari, artisti internazionali, professionisti dei vari settori, artigiani, si pensa a seminari, incontri, conferenze, rassegne a tema.

Laboratori sull’attore, danza, teatro, di ritmica e percussioni, laboratori e corsi di musica e musicoterapica, eventi- spettacolo.

* Lezioni – spettacolo

* Lezioni -concerto

* Baratti

* Dibattiti

* Letture drammatizzate

* Prove aperte

* Incontri con i realizzatori dell’evento serale

* Visita e descrizione di scenografia e tecniche di realizzazione

* Partecipazione all’allestimento di scenografie

* Sperimentazioni all’insegna della contaminazione tra varie forme e    c contenuti espressivi

* Interscambio culturale

* Rassegna di produzione straniere e relativo laboratorio per comprenderne tecniche ed intenti.

La produzione dell’evento spettacolare non è che un momento dell’agire teatrale e dunque oltre a richiedere tempi, spazi e modalità non burocratici, cessa di essere il luogo centrale dell’ interesse e del lavoro per lasciare spazio a tutto ciò che si “produce” prima e dietro il teatro.

Il momento spettacolare permette d’altra parte di instaurare un confronto necessario con il territorio e di verificare una convivenza quotidiana e non unica.

Grande spazio sarà inoltre riservato alla produzione di eventi di scambio e incontro a livello teorico, seminariale, performativo tra gruppi di teatro ma anche tra gruppi che provengono da esperienze culturali e artistiche non teatrali e gruppi di teatro, nonché tra tutte quelle realtà che operano nel sociale e che prefigurano la possibilità di verificare il proprio percorso all’interno odi un teatro come momento di rottura dell’incomunicabilità tra i vari frammenti del sociale.

In questo senso produzione assume la valenza emersione di un sommerso e minoritario, non solo nel senso di dare visibilità a un circuito alternativo, ma anche nella prospettiva di produrre forme nuove, non codificate (un incentivo particolare dovrebbe essere dato alla produzione di nuova drammaturgia), che riferiscano lo specifico del teatro all’interno di contesti altri che possano portare luce inattesa laddove non si riproducono che stanche convenzione.

La produzione è un fatto essenzialmente economico ma primariamente culturale.

 

 

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