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Compagnia ZiBa>La tana

la-tanagiovedì 27 e venerdì 28 aprile ore 21 | teatro
Compagnia ZiBa
LA TANA
drammaturgia Laura Belli, Lorenzo Torracchi, Marco Cupellari
regia Marco Cupellari
interpreti Laura Belli, Lorenzo Torracchi
disegno luci e scene Compagnia ZiBa
produzione Compagnia Ziba
con il sostegno di Teatro Il Moderno di Agliana , Centro Culturale La Gualchiera di Montemurlo, Choessi Teather di Lichtensteig,Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe di Udine, Scenaperta di Legnano, Associazione Amici di Anna di Milano

Un’allegoria grottesca e tragicomica di un atteggiamento dilagante: l’ignavia da salotto e lo spegnimento della coscienza che ci porta a pensare che ciò che succede al di fuori del nostro salotto, della nostra tana, non ci riguardi.

Morire è tremendo, ma l’idea di morire senza aver vissuto è insopportabile”. Erich Fromm

Entrare nella Tana è immergersi in un mondo altro e familiare allo stesso tempo; due esseri si sono scavati il loro nido, comodo e chiuso, vi si sono accoccolati e rotolati e, un indefinito tempo dopo, lo spettatore li trova lì, cristallizzati, un po’ ammuffiti. Attraverso lo strato di muffa e terra, riesce ancora a intravedere gli esseri umani che furono, quasi familiari appunto, ma ormai diventati altro: due grotteschi personaggi, che, come topi, vivono nella loro tana: ballano, mangiano, giocano, dormono, guardano peppa pig. E fuori? Cosa succede? É un fuori visto, parlato, raccontato, ma non più vissuto. É sempre lì, presente nella sua assenza; dalla finestra ne arrivano gli echi: una festa di paese, piovono rane, si instaura una dittatura, qualcuno si sposa, il parlamento salta in aria. Il fuori bussa, domanda, ma loro non sanno o non vogliono rispondere. La domanda, però, resta, bussa, anche da dentro, e, per non sentirla, bisogna fare; qualcosa, qualunque cosa. Ignorarla, tamponarla anche a costo di…

La Tana vuole essere un’allegoria grottesca e tragicomica di un atteggiamento dilagante: l’inazione, l’ignavia da
salotto, l’indifferenza indifferenziata e lo spegnimento della coscienza in favore di una serenità narcotizzata, uno
strano individualismo che ci porta a pensare che ciò che succede al di fuori del nostro salotto, della nostra tana,
non ci riguardi. Può un essere umano galleggiare alla superficie della propria vita senza immergersi in profondità o
senza emergere e respirare il mondo.

Premio Inventaria 2016 – Selezione Cassino Off 2016
Menzione Speciale Premio Museo Cervi 2015
Premio Incroci Teatrali 2015
Premio del pubblico alla Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2014
Premio Giovani Realtà 2014 Giuria Docenti Accademia Nico Pepe

Se devi dire una bugia … dilla grossa

07-se-devi-dire-una-bugiavenerdì 7 e sabato 8 aprile ore 20.30
domenica 9 aprile ore 18 | teatro – proposte dal territorio
Ass. Cult. Nuova Osa
SE DEVI DIRE UNA BUGIA… DILLA GROSSA
di Ray Cooney
regia Armando Calderoni

Uno spettacolo che, con ironia, mette in luce vizi e ipocrisie di cui spesso è intrisa la vita quotidiana .

Una divertente commedia in due atti, dal ritmo incalzante e ricca di intrecci, equivoci e colpi di scena.
Un albergo di lusso, porte che si aprono e si chiudono, personaggi che entrano ed escono per una vicenda ricca di situazioni paradossali. Uno spettacolo che con ironia mette in luce i vizi e le ipocrisie di cui spesso è intrisa la vita quotidiana .

THE GLOBE GIRLS le ragazze del Globe

01-globe-girlssabato 1 aprile ore 21 | teatro – proposte dal territorio
Attori e Company | Arte in Parte presenta
THE GLOBE GIRLS
le ragazze del Globe
di Mauro Corsini
regia Donatella Zapelloni
con Laura Casamenti, Diana Casarini, Sara Miele, Jessica Pacioni, Marina Perini

Una commedia che ritaglia gli originali profili shakespeariani e che nel divertimento dei dialoghi, affronta in maniera leggera, le tematiche del mondo femminile di tutte le epoche.

A quattrocento anni dalla sua morte, l’autore, in questo suo testo inedito, ha voluto ricordare Shakespeare non attraverso le sue opere, ma attraverso alcuni dei suoi personaggi femminili. Desdemona, Giulietta, Ofelia, Cordelia, Lady Macbeth, si ritrovano nella medesima scena a raccontarsi in un confronto vivace e brillante, alternando momenti tra epoche vissute e l’attualità. Una commedia che ritaglia gli originali profili shakespeariani e che nel divertimento dei dialoghi, affronta in maniera leggera, le tematiche del mondo femminile di tutte le epoche. Cinque attrici ed una regista, uno spettacolo in ‘rosa’ che dà il giusto risalto alle donne dei classici, spesso offuscate dai grandi protagonisti maschili.

Cosentino/Castello in “Trattato di Economia”

25-TRATTATO-CI-ECONOMIAsabato 25 marzo ore 21 | teatro – danza
Roberto Castello e Andrea Cosentino presentano
TRATTATO DI ECONOMIA
coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza
progetto, drammaturgia, regia Roberto Castello e Andrea Cosentino
interpreti Roberto Castello, Andrea Cosentino
assistente Alessandra Moretti
direzione tecnica Luca Telleschi
videopartecipazione straordinaria Attilio Scarpellini
realizzazione oggetti di scena Paolo Morelli
produzione ALDES – in collaborazione con Sardegna Teatro
con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
un ringraziamento a Giorgio Angelo Lazzarini

Un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà.

Trattato di Economia è l’incontro fra due artisti diversi per generazione, ambito, formazione e percorso artistico, che per caso un giorno hanno scoperto di covare lo stesso desiderio: realizzare uno spettacolo sulla scienza che vuole liberare l’umanità dalla schiavitù del bisogno. Dopo oltre un anno di letture, incontri, dubbi, entusiasmi e crisi il progetto prende una forma nella quale economia, arte e morale si aggrovigliano con esiti paradossali. Il risultato è un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà. Porsi ai margini del contratto per renderne palesi i paradossi inventando situazioni limite e domande inappropriate è il modo per riprendere possesso, almeno simbolicamente, di ciò che non si capisce e non si controlla annientandolo con una risata liberatoria.

ALDES è un’associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione. I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere. Gli autori ALDES sono: il suo fondatore e direttore artistico Roberto Castello (Premio UBU speciale nel 1985 per ‘Il Cortile’ e nel 2003 UBU miglior spettacolo della stagione sez. teatro-danza con ‘Il migliore dei mondi possibili’), Stefano Questorio danzatore storico dal 1998 e coreografo (Premio Otello Sarzi – Nuove realtà del teatro 2007 e Premio miglior interprete, rassegna Loro del Reno 2007), Irene Russolillo (Premio Equilibrio 2014 e Premio MasDanza19 come miglior interprete, premio Outlet 2014, candidata 2014 al Premio Virginia Reiter) danzatrice/interprete in ALDES dal 2010, Caterina Basso e Giselda Ranieri, ambedue in ALDES in vesti di danzatrici dal 2007 e 2010 (la Basso co-autrice di alcuni progetti con A. Senatore) e con Aline Nari già interprete in ALDES in anni passati, che insieme a Davide Frangioni da anni curano progetti in cui fondono ricerca artistica e desiderio di incontrare pubblici e contesti diversi; dal 2016 collaboreranno inoltre: la danzatrice/coreografa Francesca Zaccaria (le sue ultime coreografie sono state presentate in Francia e in Germania), già interprete per R. Castello, e l’artista/performer Giacomo Verde, con il quale ALDES collabora dal ’98 su vari progetti. Alcune manifestazioni ed eventi curati: Strade Contemporanee (’97/’99), Rizoma (2005/2007), Tempi di Reazione – happenings multidisciplinari di improvvisazione (2008/2009/2010), Maratona Viola (2009), Reporters (2009), Maratona Cahen (2010), le stagioni del progetto SPAM! (2008>2014 www.spamweb.it/it/programmazioni), Ring festival (2014 www.ringfestival.it), Scena e doppia scena – STUDIO AZZURRO e il teatro (2014). A partire dal 2008 ALDES cura il progetto SPAM! rete per le arti contemporanee nella provincia di Lucca, realizzato nell’ambito del ‘Patto Riassetto Sistema Teatrale della Toscana’ e dal 2013 è ufficialmente Residenza Coreografica nel quadro della legge toscana per la cultura. ALDES è sostenuta da Mibact – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo.

Roberto Castello
È probabilmente da ritenersi il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia. Studia danza a Torino e a New York. Nei primi anni ’80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”. La sua attività di coreografo inizia nel 1983. Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi, compagnia per la quale co-coreografa e danza ne “Il Cortile” (1985) – segnalazione speciale al Premio Ubu, e in tutte le produzioni collettive successive. Intraprende una carriera da solista nel 91 con “Enciclopedia” e firmando diverse coreografie per la Compagnia di Balletto del Teatro Regio di Torino. Nel 1993 fonda Aldes con cui conduce sperimentazioni tra danza, arti visive e nuove tecnologie e realizza numerose produzioni teatrali e non, tra cui il provocatorio “Siamo qui solo per i soldi” (1994-‘95), “Biosculture” (1998), installazione multimediale modulare per spazi espositivi,” Il fuoco, l’acqua, l’ombra” (1998), spettacolo-installazione in collaborazione con Studio Azzurro, “Le avventure del Signor Quixana” (1999/2000 – Premio Danza & Danza) in collaborazione con Paolo Atzori, oltre a diverse coproduzioni internazionali. Nel 2002 inizia il progetto pluriennale in dieci parti “Il migliore dei mondi possibili” (Premio UBU 2003, miglior spettacolo sezione teatro-danza), giunto attualmente al suo nono capitolo. Nell’ottobre 2011 crea Carne Trita – concerto per voce e danza, che debutta al Teatro Cà Foscari di Venezia. Nel 2010 cura le coreografie per “Vieni via con me” di Rai 3, di con Fazio e Saviano. Nel 2013 partecipa, con i danzatori di ALDES e in qualità di coreografo, alla realizzazione di due film-installazioni a firma di Peter Greenaway, “The Towers” a Lucca e “The Dance of Death” a Basilea. Nel 2014 cura, oltre alle stagioni di SPAM!, la prima edizione di Ring festival, il primo festival nella città di Lucca sulle arti performative / danza / arte, con uno sguardo europeo sulla danza (agosto ’14 – www.ringfestival.it). Nel 2015 è invitato a curare le coreografie per il festival La Notte della Taranta (Salento), debutta in collaborazione con la compagnia con “In girum imus nocte (et consumimur igni)”, radicale lavoro coreografico sull’inesauribile insorgere dei desideri, debutta con “Trattato di economia”, coreocabaret sulla dimensione economica dell’esistenza, in duo con l’attore Andrea Cosentino ed è chiamato come coreografo ospite dall’accademia Zukt di Francoforte. E’ promotore e curatore di varie manifestazioni (Strade Contemporanee – ’97/’99, Rizoma – ’05/’07, Tempi di Reazione – happenings multidisciplinari di improvvisazione, rassegne di videoarte e incontri letterari, Reporters – 2008/2009/2010…), cura la direzione artistica del festival Short Formats (2009) al Teatro Dell’Arte e alla Triennale di Milano e, nel 2008, dà vita a SPAM! rete per le arti contemporanee, centro di produzione coreografica con sede in Toscana che organizza residenze artistiche, workshop, stagioni multidisciplinari e attività didattiche. (http://www.spamweb.it/it/programmazioni). Interessato da sempre al valore educativo dell’arte, si è sempre impegnato attraverso laboratori e seminari, a divulgare e a fare conoscere la pratica coreutica contemporanea, fino ad attivare, dal 2005, il Corso di coreografia digitale presso l’Accademia di Belle Arti Brera 2 di Milano, dove è stato docente fino al 2015.

Andrea Cosentino
Da giovanissimo frequenta una scuola di prosa, ma si indirizza ben presto verso il teatro di ricerca, frequentando – tra gli altri – anche un laboratorio con Dario Fo presso la Libera Università di Alcatraz di Gubbio. Sempre durante l’apprendistato, si trasferisce a Parigi, dove segue l’insegnamento di “teatro gestuale” di Philippe Gaulier della scuola mimica e clownesca di Jacques Lecoq: si tratta di un insegnamento fondamentale per i suoi futuri lavori, in cui il racconto (l’esposizione verbale di una storia) si accompagna infatti a una certa espressività pantomimica. È autore e attore di vari spettacoli a-solo tra cui si ricorda La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce’ (1998), Antò le Momò (2000), L’Asino albino (2004) e Angelica (2005). Questi ultimi due spettacoli sono stati recentemente pubblicati a stampa da Editoria&Spettacolo. Nel corso della sua carriera ha anche lavorato – in veste di attore – con diverse compagnie: il Drammateatro, il Lanciavicchio, Ruotalibera di Roma e le Compagnie dei registi Massimiliano Civica, Luca Ricci (CapoTrave) e Roberto Castello (Aldes). Si è laureato all’università di Roma con una tesi sui “maggi” e sulle improvvisazioni in ottava rima della campagna toscana, poi confluita nel volume La scena dell’osceno, Odradek edizioni, 1998. Nell’estate 2007 ha presentato Antò le Momò. Avanspettacolo della crudeltà: una pièce, secondo la poetica dell’autore-attore, fondata su di un bailamme caotico tra comico e tragico, con parodie di Artaud e di vecchie contadine, delle fiction televisive e della cretineria contemporanea (la strage di Erba). Nei suoi monologhi il comico ed il tragico si fondono, con l’intento di scandagliare le verità più amare ed inconfessabili della società e della vita umana. Mette in scena un campionario parodico di stereotipi sociali dell’”Italietta” contemporanea, ma la sua satira non si limita alla facile caricatura, arricchendosi secondo alcuni di intenti metafisici, filosofici ed esistenziali tanto che alcuni dei personaggi che evoca finiscono per acquisire una dimensione poetica inaspettata ed inconsapevole. Si è soliti ascrivere la sua produzione al teatro di narrazione: Cosentino apparterrebbe dunque alla cosiddetta “seconda generazione” della narrazione, insieme con Ascanio Celestini, Giulio Cavalli, Davide Enia, Mario Perrotta. Tuttavia Cosentino arricchisce e fonde il narrare scenico con una performatività derivata dal cabaret televisivo (non a caso ha anche partecipato alla trasmissione TV di Italia 1 Ciro presenta Visitor). In questo, il suo lavoro sembra piuttosto accostarsi a quella “non-scuola romana” cui alcuni hanno ascritto anche Daniele Timpano ed autori-attori eclettici come il pugliese Oscar De Summa. Negli ultimi anni ha iniziato un lavoro sperimentale di ricerca sul rapporto fra televisione e cultura popolare attraverso il format Telemomò. Tale ipotesi di fake televisivo è l’elemento costitutivo dell’ultima fase del percorso artistico di Cosentino, iniziata con Antò le momò e giunta a piena maturità con La festa del Paparacchio. Quest’ultima ha costituito una interessante innovazione di linguaggio andandosi a costruire come una festa popolare a tutti gli effetti, portata in diversi paesi e piccoli comuni italiani e realizzata seguendo gli schemi dei collegamenti televisivi che quotidianamente vanno a riscoprire gli aspetti folclorici della “provincia italiana”. La particolarità della Festa del Paparacchio è tuttavia il fatto che le tradizioni esposte di fronte agli stessi paesani siano tutte smaccatamente fasulle e prodotte in un’ottica di uso e consumo di un ipotetico collegamento televisivo. In questo senso Cosentino crea una partecipazione meta-identitaria fra un paese che esiste e che partecipa alla festa e un paese che non esiste ma che è la rappresentazione televisiva di quello stesso luogo reale in cui l’evento si svolge. Per la realizzazione di questo evento Cosentino ha collaborato con altri artisti visivi, teatranti e musicisti tra cui Gian Maria Tosatti e Gaspare Balsamo.

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Orfeo ed Euridice

19-ORFEO-E-EURIDICEdomenica 19 marzo ore 18 | teatro
Eco di Fondo | Teatro Presente presenta
ORFEO ED EURIDICE
testo e regia César Brie
con Giacomo Ferraù e Giulia Viana
costumi Anna Cavaliere
musiche Pietro Traldi
disegno luci Sergio Taddei
tecnico Giuliano Almerighi
produzione Teatro Presente / Eco di fondo

A fine spettacolo incontro/dibattito sul tema del fine vita
a cura di Mina Welby co-presidente Associazione Luca Coscioni

Orfeo con la sola forza del suo canto prova a strappare la sposa Euridice dal regno dei morti. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l’accanimento terapeutico e l’eutanasia.

Senza offrire risposte, lo spettacolo interroga lo spettatore sulla forza e la grandezza del sentimento d’amore.
César Brie

E se lei ritornasse?
E se lei si svegliasse un giorno?
E se un mattino aprisse gli occhi?
E’ il tuo canto che la tiene in vita?
Lasciarla andare significa ucciderla?
O è lasciar andare la tua di speranza?
Lasciarla andare significa ucciderla?
O è il canto di amore più straziante?
Il gesto più puro, l’amore che si afferma nella perdita?
Orfeo è rauco. Euridice è sorda.

Orfeo con la sola forza del suo canto prova a strappare la sposa Euridice dal regno dei morti. La forza e la poesia del mito si intrecciano in questo lavoro con due temi controversi: l’accanimento terapeutico e l’eutanasia.

Eco di fondo nasce a Milano nel 2009 da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, attori diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007. Nel 2008 migliorano le loro competenze artistiche e organizzative attraverso il progetto Fetus di Aia Taumastica. Tra i loro primi spettacoli insieme: Te Remoto e Il più bel giorno della mia vita. Collaborano per la ripresa del monologo Le rotaie della memoria, vincitore Premio A.N.P.I. Cultura 2008 Ovest Ticino. Nel 2010 la compagnia vince il bando Schegge / Cerchio di Gesso con lo spettacolo Bestie (debutterà nel 2012 con il titolo I Candidi) e il bando Presenze.2 / Teatro Filodrammatici di Milano. Giacomo Ferraù si aggiudica il Primo premio nazionale e internazionale di regia Fantasio Piccoli 2010 con una versione di Sogno di una notte di mezza estate. Lo spettacolo, nella sua forma integrale, debutta nel 2014 con il titolo Sogni. Nel 2012 la compagnia allarga la sua attenzione al teatro ragazzi con lo spettacolo Nato ieri, Finalista Premio Scenario infanzia 2012, che debutta al Festival Segnali 2013. Prosegue questa attività con O.Z. storia di un’emigrazione, spettacolo sostenuto nell’ambito del progetto Next, laboratorio delle idee – 2014, patrocinato da Amnesty International Italia e EveryOne Group, che debutta al Festival Segnali 2015. Nel 2014 nasce Orfeo ed Euridice, scritto e diretto da César Brie, in scena Giacomo Ferraù e Giulia Viana, produzione Teatro Presente/Eco di fondo, premio selezione Inbox 2014. Nel 2014 la compagnia vince il “Premio Pradella” indetto dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano per “La sensibilità di confrontarsi con il contemporaneo e di svolgere una continuativa ricerca su temi etico sociali”. Nel 2015 vengono selezionati nuovamente da Next, laboratorio delle idee – 2015 con lo spettacolo La Sirenetta (in co-produzione con Campo Teatrale), regia Giacomo Ferraù, con la collaborazione registica di Arturo Cirillo, riscuotendo uno dei migliori punteggi tra le giovani compagnie. La Sirenetta è patrocinato da Amnesty International Italiae EveryOne Group. Con lo spettacolo La Sirenetta, nel 2016 vengono selezionati per la terza volta da Next, laboratorio delle idee – 2016/17 nella nuova sezione dedicata alla distribuzione delle giovani compagnie, quindi saranno ospitati da: Piccolo Teatro di Milano, Teatro di Roma, e dai Circuiti del Teatro Pubblico Pugliese e di Piemonte dal Vivo.

http://www.ecodifondo.it/
https://www.facebook.com/Eco-di-Fondo-184459754938284/?ref=hl

Attori & Company in Xanax

10-XANAXvenerdì 10 e sabato 11 marzo ore 21
domenica 12 ore 18 | teatro – proposte dal territorio
Mario Antinolfi | Attori & Company presenta
XANAX
di Angelo Longoni
regia Marco Cavallaro
con Fulvia Lorenzetti e Mario Antinolfi
scenografia Mina Perniola
foto Valerio Faccini
ufficio Stampa Daria Delfino
direzione artistica e produzione Mario Antinolfi

Una commedia agrodolce divertente e ricca di spunti di riflessione. In scena due personaggi attualissimi, esistenziali con le loro solitudini, angosce e le speranze per un futuro migliore.

Laura e Daniele lavorano in una casa editrice. Si conoscono di vista, più che altro per la mensa comune. Due professionisti discreti, discretamente frustrati. Un venerdì sera, entrambi s’attardano in ufficio e si ritrovano insieme in ascensore. Che si blocca. Consci ben presto che fino a lunedì mattina nessuno li verrà a cercare, i due si ritrovano a convivere in quattro metri quadrati. I telefonini? Non c’è campo. I parenti? Serpenti: nessuno si premura di cercarli. Insomma, sopravvivere semplice non è, complici il caldo, le ansie, la fame, la sete, i bisogni corporali. L’ascensore bloccato poi, è qui un pretesto per la condivisione dell’emergenza: tra Laura e Daniele s’instaura una situazione esasperata, in cui cadono le difese, in cui si annullano i reciproci mondi. Nell’ansia, i due si avvicinano, si confidano, si lasciano andare. Si consolano e si disperano, si aiutano e si detestano. Laura e Daniele, che condividono gli stessi rapporti familiari in crisi, ma anche gli stessi farmaci per trovare sollievo dai mali del secolo…. Stress, ansia e/o panico (da qui il titolo “Xanax”). Laura e Daniele, che trovano il Prozac “euforizzante”, che battagliano sull’ultima compressa di Maalox, che reagiscono all’ansia dell’ascensore allo stesso modo, seppur in tempi diversi. Laura e Daniele, uniti da un mal comune, diversi solo nel dosaggio.

“Xanax”, atto unico di Angelo Longoni, è un divertente testo drammaturgico che vede scontrarsi e intrecciarsi le solitudini, le angosce esistenziali e le timorose speranze per un futuro migliore di due personaggi assolutamente attuali, nei quali gli spettatori non faranno certo fatica ad immedesimarsi con naturalezza.

Daniele (Mario Antinolfi ) è un giornalista apparentemente sicuro di sé, ammirato e dinamico, in procinto di dare alle stampe il suo primo libro che racchiuderà le più interessanti interviste da lui sinora realizzate; al di là della patina superficiale di professionista realizzato e lanciato verso una luminosa carriera, si nasconde però un bruciante coacervo di insoddisfazioni: il giornalismo scandalistico di cui si occupa suscita ormai in lui totale repulsione e la sua vita familiare sta precipitando inesorabilmente allo scatafascio tra l’appannarsi del sentimento che lo lega a sua moglie e il dolore per la torbida relazione sessuale che quest’ultima porta avanti da oltre un anno proprio con Magliani, il suo acerrimo nemico di sempre anche in campo lavorativo, colui per il quale le case editrici si azzuffano nel tentativo di pubblicare un romanzo dopo l’altro, immancabilmente accolto da un successo trionfale.

Laura (Fulvia Lorenzetti) è invece una seducente e devota mogliettina, nonché impeccabile madre di famiglia, alle prese con il pressante impegno richiesto dall’ufficio stampa in cui lavora e con le innumerevoli responsabilità della vita familiare. Anche nel suo caso le apparenze, da lei scrupolosamente e caparbiamente preservate, descriverebbero un affresco esistenziale idillico, ma la realtà è sostanzialmente antitetica: l’amore per il compagno – gentile e premuroso, la tipica persona a cui mai nella vita si vorrebbe recare il benché minimo dispiacere – è nel suo cuore svanito da tempo e i legami affettivi si stanno tramutando inesorabilmente in cordoni asfissianti che la soffocano, portandola per nottate intere a fissare il soffitto incapace tanto di accogliere il sonno quanto di prendere una difficile ma inevitabile decisione che le consenta di sottrarsi a questa gabbia senza prospettive. Cosa accomuna questi due personaggi? Il lavorare nello stesso edificio, frequentemente fino a tarda sera. E una dipendenza, unica ancora di salvezza e rifugio dalle loro tribolazioni, quella da medicinali di ogni sorta che possano alleviare sintomi che non sono altro se non l’immediato riflesso delle infinite nevrosi che affollano la loro psiche: Xanax per placare le soverchianti crisi di panico, Prozac per conferire positività ed energia alle giornate, Malox per lenire il dolore che attanaglia alla bocca dello stomaco. Un venerdì sera, trattenutisi fino a tardi in ufficio, si incontrano estenuati nell’ascensore e da questo istante ha inizio un’avventura imprevista: l’ascensore rimane bloccato e del tutto vani si riveleranno i tentativi di attirare l’attenzione del guardiano del palazzo, l’unico rimasto al suo interno che potrebbe soccorrerli; la loro attesa si protrarrà per l’intero week-end, tra attimi di terrore incontrollato, le difficoltà “tecniche” della convivenza forzata di due pseudo-sconosciuti in pochi metri quadrati, la possibilità di confrontare le loro travagliate esperienze esistenziali e magari la scoperta l’uno nell’altro di una comprensione ed un sostegno preziosi ed irrinunciabili.
Il testo drammaturgico di Angelo Longoni, a dieci anni dalla sua composizione, conserva intatta la propria attualità e l’originalità dell’interazione dialogica tra i due personaggi, che consente di indagare sin nei meandri più reconditi della loro intricata psicologia. Una commedia agrodolce divertente e ricca di spunti di riflessione.

Fulvia Lorenzetti
Teatro
“Pseodolus” di Plauto; regia Walter Manfrè, “Crimini del Cuore” di B.Henley; regia Marco Mattolini, “Il matrimonio può attendere” di D.Ruiz; regia Nicola Pistoia, “Mai più fedele” (Lunarte Festival); regia Pino Carbone e Luigi Morra; “L’apparenza inganna” di Francis Veber; regia Tullio Solenghi; “Roma buciarda” di M.Scaletta e A.Fornari; regia Giovanni De Feudis; “Italiani si nasce e noi lo nacquimo” di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli; regia Marcello Cotugno; “Roma se nasce” di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime; regia Marco Mattolini; “Risorgimento” di Roberto Lerici; regia Carlo Emilio Lerici; ”Se mi lasci non vale” di D.Ruiz; regia Ruiz-Nunzi; “Casina” di Plauto; regia Silvio Giordani; “Ivano” di Pablo e Pedro; regia Antonio Giuliani; “Parola di donna” di Gianluca Ansanelli; regia Marco Simeoli; “Le spose di federico II” di Pippo Franco e Maria G. Pagnotta; regia Pippo Franco; “Pinocchio” regia Pino Cormani; “Tutto il sesso in 90 minuti” regia I Picari; “La tempesta” di W. Shakespeare; regia Walter Manfrè; “Come un cane sulla tuscolana” da P.P. Pasolini; regia Claudio Boccaccini; “Don Giovanni” di Moliere; regia Lando Buzzanca; “Il ritratto di Dorian Gray-il musical” di O.Wilde; regia Tato Russo; “Donne di ripicche” di A. Quadrelli; regia Marcello Conte; “Ground & Ground” di M.Conte; regia Marcello Conte; “Gli Uccelli” di Aristofane; regia Maurizio Annesi; “Elekttrike” di Giuseppe Manfridi; regia Alberto Di Stasio; “Notre Dame de Paris” regia Pino Cormani; “Il mercante di Venezia” di W. Shakespeare; regia Giorgio Albertazzi; “Salomè e il suo profeta” di Mario Moretti; regia Mario Moretti; “Il grande atlante del successo” di e con Gianni Ippoliti; “Marx: ci ritorni in mente bello come sei” regia di Antonio Venturi(Festival di Todi);“Prove per un recital” regia Gigi Proietti; “Il colpo della strega” regia Fabio Crisafi; “La partitella” di Giuseppe Manfridi; regia Piero Maccarinelli; “Rocce contro il vento” di Lino Pannofino (In collaborazione con A.N.L.A.I.D.S.); “Miles Gloriosus” di Plauto; regia Salvatore Di Mattia; “Per amore e per diletto” di Ettore Petrolini; regia Gigi Proietti; “L’angelo della signora” regia Marco Maltauro; “A me gli occhi bis” di e con Gigi Proietti; “La partitella” di Giuseppe Manfridi; regia Ennio Coltorti;“L’opera del mendicante” di J. Gay; regia Gigi Proietti; “Leggero Leggero” di e con Gigi Proietti; “Festival delle Ville Tuscolane” diretto da Pamela Villoresi; “Lauda Evangelorum” regia Virgilio Zernitz; “A.A.A. Musical Offresi” commedia musicale; regia Marignoli Barecchia
Cinema
“EX” regia di Fausto Brizzi; “Il Pentito” cortometraggio di Marcello Conte; “Give me the case” Cortometraggio di Andrea Maccarini; “Maddalena” Cortometraggio (Sky cinema) regia di Stefano Salvatori; “C’era un cinese in coma” regia di Carlo Verdone; “Gli angeli di borsellino-scorta QS21” regia di Rocco Cesareo; “Il segreto del giaguaro” regia di Antonello Fassari; “Rosso di sera” Cortometraggio di Claudio Carafoli; “Giorni Dispari” regia di Dominique Tambasco;“La prima volta” regia di Massimo Martella; “La vita per un’altra volta” regia di Domenico Astuti; “Padrona del suo destino” regia di Marshall Herskovitz; “Bestie” Cortometraggio di Fabio Segatori; “Ulcera” Cortometraggio di Mario De Candia; “Ciak si gira” (Cinecittà);“Le donne non vogliono più” regia di Pino Quartullo
Televisione
“Una pallottola nel cuore” regia di Luca Manfredi; “L’ultimo Papa Re” regia di Luca Manfredi; “Moana” regia di Alfredo Peyretti; “Trotsky e Duccio” regia di Marcello Conte; “Don Giovanni” di Moliere regia di Giovanni Ribet. Per “ Palcoscenico” (RAI 2);“Matilde” regia di Luca Manfredi; “La Squadra 3” regia di Alfredo Peyretti; “Distretto di Polizia 2” regia di Antonello Grimaldi; “Un Medico in Famiglia” regia di Anna Di Francisca; “Le ragioni del cuore” regia di Luca Manfredi; “Hotel Otello” regia di Scucchi e Biagini; “Sarabanda” regia di Giuliana Baroncelli; “Macao” regia gi G. Boncompagni; “Tutti gli uomini sono uguali” regia di Alessandro Capone; “L’avvocato Porta” regia Franco Giraldi; “La Partitella” regia di Piero Maccarinelli. Per “Palcoscenico” (RAI 2) “Oscar della Radio” – RAI 1

Mario Antinolfi
Regista, attore e direttore artistico della compagnia teatrale “Attori & Company”; organizzatore e produttore di spettacoli teatrali, manifestazioni e rassegne teatrali. Con la sua compagna allestisce, produce ed interpreta, tra gli altri, i seguenti spettacoli: “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, Regia ed interpretazione di Mario Antinolfi,; “Andy e Norman” di Neil Simon, Regia di Marco Cavallaro; “Il mistero del calzino bucato” di Marzo Zadra; “Mia famiglia” di Eduardo De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Daddy blues” di Bruno Chaphelle e Martyne Visciano, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “La parola ai giurati ” di Reginald Rose, Regia di Claudio Boccaccini; “Toccata e fuga” di D. Benfield, Regia di Massimo Cardinali; “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “La fortuna con la effe maiuscola” di E. De Filippo, A. Curcio, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Non e’ vero ma ci credo” di P. De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Napoli Milionaria” di E. De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Non sparate sul postino” di D. Benfield, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Premiata Pasticceria Bellavista” di Vincenzo Salemme, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Sabato, domenica e lunedi” di E. De Filippo, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi “Niente sesso siamo inglesi” di Marriot e Foot, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Rumors” di N. Simon, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Miseria e Nobilta’” di E. Scarpetta, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “’O Scarfalietto” di E. Scarpetta, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Le Voci di dentro” di E. De Filippo, Regia di Claudio Morici; “Niente sesso siamo inglesi” di Marriott e Foot, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Uomo e Galantuomo” di E. De Filippo interpretazione e Regia di Mario Antinolfi; “Spirito allegro” di N. Coward, Regia di D. Zapelloni; “Le Pillole d’Ercole” di C.M. Hennequin, Regia di Sergio Doria; “Hotel del libero scambio” di G. Feydeau, Regia di Sergio Doria; “Miseria e Nobiltà” di E. Scarpetta, Regia di A. Dell’Aquila; “Tre pecore viziose” di E. Scarpetta, Regia di G. Pontillo; “La dama di Chez Maxim” di G. Feydeau, Regia di G. Pontillo; “ La Vera Storia di Faust e Margherita” , di Castellacci e Baragli, adattamento del “ Fast” di Goethe, interpretazione e Regia di Mario Antinolfi, “Nu’ Ministro in mezzo ai guai” di E. Scarpetta, Regia di G. Pontillo; “ Il Vicolo” di Raffaele Viviani, Regia di Mario Antinolfi;”Toledo ‘e notte” di Raffaele Viviani, Regia di Mario Antinolfi. Parallelamente all’attività teatrale è anche organizzatore di eventi, manifestazioni e rassegne tra cui le tre edizioni “Ostia in scena”, svoltesi tra il 2002 e il 2004 al Teatro Nino Manfredi di Ostia.

Marco Cavallaro. Diplomato all’Accademia d’arte Drammatica “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile di Catania, nel 2008 è Vincitore nazionale del “Premio Charlot” come miglior spettacolo comico esordiente dell’anno per “Pericolo di coppia”, mentre nel 2010 si aggiudica il premio come Miglior Testo al Festival “4° Oscar del comico”. Tra le sue più recenti esperienze teatrali: “Una Splendida Vacanza” di Ester Cantoni, regia Ester Cantoni; “Sesso contro amore di Marco Cavallaro, regia Marco Cavallaro; “That’s amore” di Marco Cavallaro; “L’occasione” di Marco Cavallaro; “Orecchiette & cime di rapa!” di e regia Nico Maretti; “Clandestini” di Gianni Clementi, regia Vanessa Gasbarri; “L’isola degli schiavi” di Pierre Marivaux, regia Ester Cantoni; “La parola ai giurati” di Reginald Rose, regia Claudio Boccaccini; “Vacanze rumene” di Cavallaro-Gaetani-Generosi, regia Marco Cavallaro; “Il rompiballe” di Francis Veber, regia Claudio Boccaccini; “Love” di Marco Cavallaro, regia Alberto Santos; “Il giro de mondo in 80 giorni Musical” di Verde/Paulicelli, regia Gianluca Ramazzotti. Partecipa inoltre alla fiction televisiva “Il commissario Montalbano” e alla sitcom “Piloti” ed al cinema recita in “Un marito per due” per la regia di Claudio Insegno.

http://www.attoriecompany.it/

Antonella Questa in “Svergognata”

25-svergognatasabato 25 febbraio ore 21 | teatro
LAQ-Prod | Pupi e Fresedde | Teatro di Rifredi
SVERGOGNATA
di e con Antonella Questa
regia Francesco Brandi
coreografie Magali B. (Cie Madeleine&Alfred)
disegno luci Erika Borella
organizzazione generale Serena Sarbia
una produzione LaQ-Prod
in collaborazione con Teatro Comunale di Fontanellato (PR) e Associazione Culturale Progetti&Teatro

Una pièce che parte dalla necessità di raccontare quanto la schiavitù dell’immagine e la desiderabilità sociale, oggi, ci distraggano dalle vere potenzialità sopite in ognuno di noi.

Cosa succede quando mostriamo quel che siamo veramente o pensiamo? È possibile vivere senza fare troppo caso agli “sguardi” altrui, a farsi bastare il proprio? E se sì, come? Questi gli interrogativi sui quali intende far riflettere lo spettacolo Svergognata, una pièce che parte dalla necessità di raccontare quanto la schiavitù dell’immagine e la desiderabilità sociale, oggi, ci distraggano dalle vere potenzialità sopite in ognuno di noi.
Con ritmo incalzante Antonella Questa dà voce e corpo ad otto personaggi, usando il linguaggio comico per parlare di argomenti delicati quali ipocrisia, sesso e corpo femminile, che spesso proprio le donne conoscono molto poco. Protagonista è Chicca, una donna per bene con una bella casa, un marito, due figli… una vita perfetta! Fino a quando una mattina scopre dal cellulare del marito messaggi e foto osé scambiati con decine di “svergognate”… L’immagine della famiglia perfetta crolla in un instante. Come riprendere allora il controllo della situazione? Cosa fare per recuperare il matrimonio? Salvare il matrimonio o passare per una poverina incapace di tenersi un marito? Mantenere l’ottima immagine costruita nel tempo o trasformarsi anche lei in una svergognata? Tra i consigli delle amiche e i giudizi della madre, Chicca è pronta a tutto pur di riconquistare lo sguardo del marito su di sé. Un incontro inaspettato riuscirà invece a farle aprire gli occhi, portandola a conquistare un nuovo sguardo su sé stessa.

Antonella Questa
Ho iniziato a far teatro per gioco a 13 anni e da allora non mi sono più fermata. Curiosa, instancabile, sempre aperta a nuovi stimoli, dopo anni tra teatro di prosa, ricerca e cabaret, passando per la TV con Serena Dandini, ho deciso di creare nel 2005 la mia propria compagnia: LaQ-Prod. Avevo bisogno di portare in scena le storie che mi appassionano, con temi a volte scomodi, usando il linguaggio comico che mi contraddistingue da sempre e sperimentando anche un nuovo uso del mio corpo in scena. Nella mia ricerca è stato fondamentale l’incontro con la coreografa francese Magali Bouze (Cie Madeleine&Alfred – Parigi) che dal 2011 mi affianca nella creazione degli spettacoli. Lavoro con lei fin dalle prime intuizioni, improvvisiamo gesti, movimenti coreografici e così strutturo via via i miei personaggi che attraverso il mio corpo mi aiutano poi a scrivere la storia. Per me in scena il corpo, il gesto, possono sostituirsi alla parola e così facendo amplificarla.

https://youtu.be/2Ynn563VMT4
http://www.pupiefresedde.it/it/produzioni/produzione/svergognata/

Al palo della morte

24-margine-operativovenerdì 24 febbraio ore 21 | teatro
Territorio Narrante presenta
Margine Operativo
AL PALO DELLA MORTE
ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani
drammaturgia e regia Pako Graziani
con Tiziano Panici e Aleksandros Memetaj
sound designer Dario Salvagnini
light designer Valerio Maggi
produzione Margine Operativo
in collaborazione con Kollatino Underground, Argot Studio, Attraversamenti Multipli
liberamente tratto dal libro “Al Palo della morte – storia di un omicidio in una periferia meticcia” di Giuliano Santoro (ed. Alegre 2016)
ingresso gratuito

Da un caso di cronaca si allarga un vortice che trascina nello spettacolo migranti, giovani precari, un’opinione pubblica ossessionata dal “diverso”, ma anche formidabili esperienze di meticciato e di solidarietà.

Lo spettacolo, liberamente tratto dal libro di Giuliano Santoro, racconta una storia successa nel quartiere multietnico di Tor Pignattara a Roma. È qui che nel 2014 viene ucciso Shahzad, un pakistano di 28 anni. Lo ammazza a calci e pugni un minorenne romano. Pochi giorni dopo viene arrestato il padre del ragazzo: è accusato di concorso e istigazione all’omicidio. In scena due giovani attori raccontano la storia di Shahzad intrecciandola con altre storie, dando corpo alle tante voci che il libro contiene. Lo spettacolo riallaccia i fili che collegano l’uccisione di Shahzad al suo contesto e alle radici del rapporto fra la città di Roma e i migranti. L’uccisione di Shahzad è lo spunto per raccontare i fili di una tela complessa in cui Roma diventa lo specchio delle contraddizioni del nostro tempo. Da un caso di cronaca si allarga un vortice che trascina nello spettacolo migranti, giovani precari, un’opinione pubblica ossessionata dal “diverso”, ma anche formidabili esperienze di meticciato e di solidarietà.

Margine Operativo è un progetto artistico multidisciplinare. I suoi campi d’azione sono: il teatro, le arti performative, il video. Fin dall’inizio del suo percorso ha avuto una natura poliforme e meticcia che lo ha portato ad agire su più fronti della creazione artistica contemporanea: dalla produzione di spettacoli teatrali e di formati performativi in bilico tra diversi codici artistici, alla ricerca sul linguaggio video che spazia dalla realizzazione di documentari ai format televisivi, dai remix di film ai live set visuali. Nel suo DNA porta iscritta la convinzione che l’arte è un dispositivo che può creare cambiamenti e la propensione alla creazione di connessioni con altri progetti / gruppi e con gli spazi dell’attivismo culturale. Queste caratteristiche hanno delineato un’altra zona di azione di Margine Operativo: l’ideazione e l’organizzazione di Attraversamenti Multipli, festival multidisciplinare attivo dal 2001, che si interroga sulle relazioni e interferenze tra i linguaggi artistici contemporanei. Nei suoi spettacoli e performance incalza le emergenze del presente affrontando la complessità del reale attraverso la molteplicità del contemporaneo.

Tiziano Panici, giovane regista e interprete, nato a Roma nel 1985 perseguire la sua formazione attraverso l’esperienza diretta sul campo, indagando nuovi percorsi e linguaggi di scena innovativi. Dal 2010 è responsabile della direzione artistica del Teatro Argot Studio di Roma e regista residente per la compagnia Argot Produzioni.

Aleksandros Memetaj nasce nel 1991 a Valona (Albania). A soli 6 mesi viene portato in Italia, in provincia di Venezia. Dal 2011 al 2014 frequenta l’Accademia di recitazione “Fondamenta”. In questo periodo cresce anche il suo interesse per la scrittura. Non appena esce dall’Accademia sono due gli incontri che gli permettono lo slancio nel mondo dello spettacolo: l’ingresso nella compagnia Nogu Teatro di Roma, dove lavora ormai da quasi un anno, sotto la direzione di Cristiano Vaccaro e il sodalizio con Giampiero Rappa, conosciuto durante l’ultimo anno di accademia, con il quale cura il progetto “Albania casa mia”, come autore e attore, affidandogli la regia.


http://www.margineoperativo.net/

Paolo Nani in “La lettera”

18-feb-nanisabato 18 febbraio ore 21 e domenica 19 ore 18 | teatro
Paolo Nani in
LA LETTERA
ideazione Nullo Facchini e Paolo Nani
regia Nullo Facchini

Uno spettacolo con all’attivo più di 1.200 repliche in tutto il mondo. Un meccanismo perfetto che tiene avvinto il pubblico grazie alle sorprendenti trasformazioni di Paolo Nani. Solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro-storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una ‘persona’ diversa.

Dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo, l’hanno visto in Groenlandia e in Cile, in Turchia e in Cina, in Norvegia e in Giappone, Oltre 1.200 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista. Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro-storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? La risposta sta nell’incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico. Il tema de La Lettera è molto semplice: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, essendo chissacchè, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia de La Lettera si ripete 15 volte in altrettante varianti come: All’indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, ecc.ecc. La Lettera è uno studio sullo stile, sulla sorpresa e sul ritmo, portati all’estremo della precisione ed efficacia comica, nella costante evoluzione dello spettacolo che si replica dal febbraio ’92. Il tema de La Lettera è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau “Esercizi di Stile”, scritto nel 1947, dove una breve storia è ripetuta 99 volte volte in altrettanti stili letterari.

Premio United Slapstick – The Eurpean Comedy Award, Frankfurt a.m.
Premio Roner SurPris 2005 – Bolzano, Italy.
Sold-Out ad Avignon Festival Off, 2013 e 2015
Premio del Pubblico, Mostra Internacional de Teatro de Santo André 2016, Portogallo

Paolo Nani (Ferrara, 8 novembre 1956) è un attore teatrale e regista teatrale italiano. Risiede e lavora a Vordingborg (in Danimarca) dal 1990. Originario di Ferrara, nel 1978 entra in contatto con la compagnia teatrale di origine argentina Teatro Nucleo, diretta da Cora Herrendorf e Horacio Czertok. Lavorerà con la compagnia fino al 1990, esibendosi in tutta Europa. Nell’autunno dello stesso anno si stabilisce in Danimarca. Incomincia una collaborazione con il Teatret Cantabile 2 diretto da Nullo Facchini, lavorando in “Stumfugle” (Primo Premio al Festival Impulse ´92, Germania), poi in “Helvede”, ispirato a Dante (premiato nel ’93 dall’Associazione Critici Danesi). Risale al 1992 lo spettacolo La lettera, che riscuoterà grande successo in tutto il mondo e riceverà numerosi premi. Nel 1995 Paolo Nani fonda la propria compagnia che denominerà Paolo Nani Teater. Come attore, prende parte a cinque edizioni del Köln Comedy Festival e a tre edizioni del London International Mime Festival. Paolo Nani continua tuttora a presentare La Lettera in tutto il mondo, e le repliche hanno superato il numero 1200. Lo spettacolo è stato rappresentato in: Austria, Belgio, Brasile, Cina, Cile, Colombia, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Groenlandia, Inghilterra, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Scozia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria. Nel 2004 L’arte di morire è nominato per il Premio Årets Reumert. Paolo Nani è molto impegnato nella pedagogia teatrale. Ha tenuto e tiene corsi e workshop in Italia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Norvegia, Colombia.

http://www.paolonani.com/

Romeo e Giulietta

11-feb-romeo-e-giuliettasabato 11 febbraio ore 21 e domenica 12 ore 18 | teatro
Teatrino Giullare
ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
interpretato e diretto da Teatrino Giullare
traduzione di Silvia Bigliazzi
una produzione Teatrino Giullare
commissionata e coprodotta dall‘Università degli Studi di Verona
e realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna
si ringraziano Ater, circuito regionale multidisciplinare e il Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno

Un racconto di attese, di solitudini, di fiori e di desideri che nell’arco di pochi giorni fanno nascere e morire la storia d’amore più famosa di tutti i tempi. Un allestimento basato sul testo del Primo In-Quarto (Q1) pubblicato a Londra nel 1597 per la prima volta tradotta in lingua italiana e portata in scena da Teatrino Giullare.

In occasione del quarto centenario della morte di William Shakespeare, Teatrino Giullare produce, in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona e per la prima volta in Italia, un allestimento di “Romeo e Giulietta” basato sul testo del Primo In-Quarto (Q1) pubblicato a Londra nel 1597. Esistono infatti sostanzialmente due versioni di Romeo e Giulietta: quella che i filologi chiamano Q2 ovvero la versione comunemente conosciuta, stampata e messa in scena; e una versione antecedente denominata Q1, normalmente trascurata, ma che, secondo recenti studi, è presumibilmente quella che andò in scena ai tempi di Shakespeare, allestita dalla sua stessa compagnia. Rivive così, nella sua forma originale più breve e diretta, la storia d’amore più famosa e sofferta di tutti i tempi, nella particolare chiave di lettura della compagnia bolognese, che in forza di un’esuberanza espressiva fuori dal comune mette in luce la fitta trama di contrasti che innerva il testo shakespeariano. Nel continuo oscillare fra realtà e finzione si definisce il ritmo incalzante e dolceamaro della narrazione scenica che permette di giocare con la luce e con il buio, con la luna e con il sole che nelle ultime battute del dramma si dice che “non mostrerà più il suo volto sulla terra in segno di dolore».

Fondato e diretto dagli attori e registi Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, Teatrino Giullare ha come costante della propria ricerca teatrale l’idea di attore artificiale, di esplorazione dell’espressività tramite il limite fisico ed una originalità che l’ha portato a realizzare allestimenti teatrali, mostre e laboratori in tutta Europa ed in molti altri paesi del mondo (Canada, Argentina, Uruguay, Colombia, Venezuela, Guatemala, Etiopia, Kenia, Russia, Turchia, Pakistan, India, Iran, Israele, Marocco, Egitto…) La Compagnia debutta al Corso di Drammaturgia di Giuliano Scabia al Dams, Università di Bologna, con Alcesti di Euripide, seguono lavori su Aristofane , Plauto, la Commedia dell’Arte, Shakespeare e scritture originali Re di bastoni Re di denari , Fortebraccio contro il cielo. Dal 2005 la compagnia ha prodotto gli allestimenti di Finale di Partita di Samuel Beckett, Alla Meta di Thomas Bernhard, Lotta di Negro E Cani di Bernard-Marie Koltès, La Stanza di Harold Pinter, Canti del Guardare Lontano di Giuliano Scabia, Le Amanti da Elfriede Jelinek. L’indirizzo è l’indagine di alcuni testi chiave del Novecento e della contemporaneità tramite una visione inedita che sperimenti l’uso di artifici e filtri per indagare il lavoro dell’attore e ricercare ed esaltare la natura più intima dei testi. Nel 2009 ha allestito la prima rappresentazione italiana di Coco, testo inedito di B.M. Koltès dedicato a Coco Chanel. Il lavoro è proseguito con la creazione di una nuova produzione con testo originale Coco. L’ultimo sogno (2011).Teatrino Giullare ha svolto numerosi seminari e workshops teatrali, tra gli altri al DAMS, Università di Bologna, al Museo Argentino del Titere di Buenos Aires (Argentina), alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Smirne (Turchia), alla Darpana Academy of Performing Arts di Ahmedabad (India), al Museo delle Arti Applicate di Belgrado (Serbia), al Museo Moubarak de Il Cairo (Egitto), al Teatro Nazionale di Tirana (Albania), al Centro di Educazione Culturale di Varsavia (Polonia) . Ha pubblicato, presso la casa editrice Titivillus, il volume Giocando Finale di Partita, visioni sull’allestimento da scacchiera del dramma di Samuel Beckett, presentazione di Giuliano Scabia (2006). Tra i vari riconoscimenti ricevuti il Premio per la Migliore Attrice al World Art Festival di Praga (2003), il Premio Nazionale della Critica (2006), il Premio Speciale Ubu 2006, il Premio della Giuria e Premio Brave New World per la regia al 47^ Festival Internazionale di Teatro MESS di Sarajevo (2007), il Premio Hystrio Altre Muse (2011).

http://www.teatrinogiullare.it/