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Balletto di Siena “The great Pas de deux”

02-aprile-balletto-di-sienadomenica 2 aprile ore 18 | danza
Balletto di Siena presenta
THE GREAT PAS DE DEUX
riallestimento coreografico Marco Batti
musiche di P.I. Tchaikovsky, A. Adam, D.Auber, L.Minkus, R.Drigo, C.Pugni
costumi Jasha Atelier

I grandi passi a due estratti da Don Quixote e La Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci, Il Corsaro e altri balletti del Repertorio classico. Quadri di puro balletto, da secoli indelebili nella memoria del pubblico.

Il Balletto di Siena nasce con l’obiettivo di permettere a giovani danzatori di collaborare direttamente con professionisti già affermati del mondo coreutico. Tale progetto nasce dalla consapevolezza della presenza di un gap, un vuoto, tra la formazione vera e propria e l’inserimento all’interno del mondo del lavoro. La singolarità di questo nuovo progetto sta nel proposito di inserire giovani danzatori di età compresa tra i 18 e 25 anni in una compagnia stabile in cui hanno la possibilità di lavorare con professionisti affermati nel settore e coreografi di fama internazionale.

Già danzatore per Eglevsky Ballet di New York e Motus Danza, fondatore e Direttore Artistico del Balletto di Siena e del Centro di Formazione Professionale delle Arti coreutiche a.s.d. Ateneo della Danza, il M° Marco Batti, inizia la propria formazione in Italia consolidandola in seguito all’estero presso l’Accademia Vaganova di S. Pietroburgo e presso la Jacqueline Kennedy Onassis School (scuola dell’American Ballet Theatre). Negli anni si avvale di importanti riconoscimenti sia nell’ambito coreografico che in quello didattico e nel 2013 viene nominato ABT® Affiliate Teacher, Primary trough Level Seventh & Partnering dell’ABT NTC©. Nel 2010 Coreografa e interpreta con Silvia Grassellini, “Solo per Due”, selezionato e premiatodurante la Biennale di Venezia. Nel 2012 viene nominato Miglior Coreografo durante il Concorso Internazionale Expression; il 23 Gennaio 2015 viene nominato Coreografo dell’anno durante il Galà DanzaTalenti a Genova

http://www.ballettodisiena.it/

Cosentino/Castello in “Trattato di Economia”

25-TRATTATO-CI-ECONOMIAsabato 25 marzo ore 21 | teatro – danza
Roberto Castello e Andrea Cosentino presentano
TRATTATO DI ECONOMIA
coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza
progetto, drammaturgia, regia Roberto Castello e Andrea Cosentino
interpreti Roberto Castello, Andrea Cosentino
assistente Alessandra Moretti
direzione tecnica Luca Telleschi
videopartecipazione straordinaria Attilio Scarpellini
realizzazione oggetti di scena Paolo Morelli
produzione ALDES – in collaborazione con Sardegna Teatro
con il sostegno di MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
un ringraziamento a Giorgio Angelo Lazzarini

Un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà.

Trattato di Economia è l’incontro fra due artisti diversi per generazione, ambito, formazione e percorso artistico, che per caso un giorno hanno scoperto di covare lo stesso desiderio: realizzare uno spettacolo sulla scienza che vuole liberare l’umanità dalla schiavitù del bisogno. Dopo oltre un anno di letture, incontri, dubbi, entusiasmi e crisi il progetto prende una forma nella quale economia, arte e morale si aggrovigliano con esiti paradossali. Il risultato è un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà. Porsi ai margini del contratto per renderne palesi i paradossi inventando situazioni limite e domande inappropriate è il modo per riprendere possesso, almeno simbolicamente, di ciò che non si capisce e non si controlla annientandolo con una risata liberatoria.

ALDES è un’associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione. I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere. Gli autori ALDES sono: il suo fondatore e direttore artistico Roberto Castello (Premio UBU speciale nel 1985 per ‘Il Cortile’ e nel 2003 UBU miglior spettacolo della stagione sez. teatro-danza con ‘Il migliore dei mondi possibili’), Stefano Questorio danzatore storico dal 1998 e coreografo (Premio Otello Sarzi – Nuove realtà del teatro 2007 e Premio miglior interprete, rassegna Loro del Reno 2007), Irene Russolillo (Premio Equilibrio 2014 e Premio MasDanza19 come miglior interprete, premio Outlet 2014, candidata 2014 al Premio Virginia Reiter) danzatrice/interprete in ALDES dal 2010, Caterina Basso e Giselda Ranieri, ambedue in ALDES in vesti di danzatrici dal 2007 e 2010 (la Basso co-autrice di alcuni progetti con A. Senatore) e con Aline Nari già interprete in ALDES in anni passati, che insieme a Davide Frangioni da anni curano progetti in cui fondono ricerca artistica e desiderio di incontrare pubblici e contesti diversi; dal 2016 collaboreranno inoltre: la danzatrice/coreografa Francesca Zaccaria (le sue ultime coreografie sono state presentate in Francia e in Germania), già interprete per R. Castello, e l’artista/performer Giacomo Verde, con il quale ALDES collabora dal ’98 su vari progetti. Alcune manifestazioni ed eventi curati: Strade Contemporanee (’97/’99), Rizoma (2005/2007), Tempi di Reazione – happenings multidisciplinari di improvvisazione (2008/2009/2010), Maratona Viola (2009), Reporters (2009), Maratona Cahen (2010), le stagioni del progetto SPAM! (2008>2014 www.spamweb.it/it/programmazioni), Ring festival (2014 www.ringfestival.it), Scena e doppia scena – STUDIO AZZURRO e il teatro (2014). A partire dal 2008 ALDES cura il progetto SPAM! rete per le arti contemporanee nella provincia di Lucca, realizzato nell’ambito del ‘Patto Riassetto Sistema Teatrale della Toscana’ e dal 2013 è ufficialmente Residenza Coreografica nel quadro della legge toscana per la cultura. ALDES è sostenuta da Mibact – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo.

Roberto Castello
È probabilmente da ritenersi il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia. Studia danza a Torino e a New York. Nei primi anni ’80 danza a Venezia nel “Teatro e danza La Fenice di Carolyn Carlson”. La sua attività di coreografo inizia nel 1983. Nel 1984, è tra i fondatori di Sosta Palmizi, compagnia per la quale co-coreografa e danza ne “Il Cortile” (1985) – segnalazione speciale al Premio Ubu, e in tutte le produzioni collettive successive. Intraprende una carriera da solista nel 91 con “Enciclopedia” e firmando diverse coreografie per la Compagnia di Balletto del Teatro Regio di Torino. Nel 1993 fonda Aldes con cui conduce sperimentazioni tra danza, arti visive e nuove tecnologie e realizza numerose produzioni teatrali e non, tra cui il provocatorio “Siamo qui solo per i soldi” (1994-‘95), “Biosculture” (1998), installazione multimediale modulare per spazi espositivi,” Il fuoco, l’acqua, l’ombra” (1998), spettacolo-installazione in collaborazione con Studio Azzurro, “Le avventure del Signor Quixana” (1999/2000 – Premio Danza & Danza) in collaborazione con Paolo Atzori, oltre a diverse coproduzioni internazionali. Nel 2002 inizia il progetto pluriennale in dieci parti “Il migliore dei mondi possibili” (Premio UBU 2003, miglior spettacolo sezione teatro-danza), giunto attualmente al suo nono capitolo. Nell’ottobre 2011 crea Carne Trita – concerto per voce e danza, che debutta al Teatro Cà Foscari di Venezia. Nel 2010 cura le coreografie per “Vieni via con me” di Rai 3, di con Fazio e Saviano. Nel 2013 partecipa, con i danzatori di ALDES e in qualità di coreografo, alla realizzazione di due film-installazioni a firma di Peter Greenaway, “The Towers” a Lucca e “The Dance of Death” a Basilea. Nel 2014 cura, oltre alle stagioni di SPAM!, la prima edizione di Ring festival, il primo festival nella città di Lucca sulle arti performative / danza / arte, con uno sguardo europeo sulla danza (agosto ’14 – www.ringfestival.it). Nel 2015 è invitato a curare le coreografie per il festival La Notte della Taranta (Salento), debutta in collaborazione con la compagnia con “In girum imus nocte (et consumimur igni)”, radicale lavoro coreografico sull’inesauribile insorgere dei desideri, debutta con “Trattato di economia”, coreocabaret sulla dimensione economica dell’esistenza, in duo con l’attore Andrea Cosentino ed è chiamato come coreografo ospite dall’accademia Zukt di Francoforte. E’ promotore e curatore di varie manifestazioni (Strade Contemporanee – ’97/’99, Rizoma – ’05/’07, Tempi di Reazione – happenings multidisciplinari di improvvisazione, rassegne di videoarte e incontri letterari, Reporters – 2008/2009/2010…), cura la direzione artistica del festival Short Formats (2009) al Teatro Dell’Arte e alla Triennale di Milano e, nel 2008, dà vita a SPAM! rete per le arti contemporanee, centro di produzione coreografica con sede in Toscana che organizza residenze artistiche, workshop, stagioni multidisciplinari e attività didattiche. (http://www.spamweb.it/it/programmazioni). Interessato da sempre al valore educativo dell’arte, si è sempre impegnato attraverso laboratori e seminari, a divulgare e a fare conoscere la pratica coreutica contemporanea, fino ad attivare, dal 2005, il Corso di coreografia digitale presso l’Accademia di Belle Arti Brera 2 di Milano, dove è stato docente fino al 2015.

Andrea Cosentino
Da giovanissimo frequenta una scuola di prosa, ma si indirizza ben presto verso il teatro di ricerca, frequentando – tra gli altri – anche un laboratorio con Dario Fo presso la Libera Università di Alcatraz di Gubbio. Sempre durante l’apprendistato, si trasferisce a Parigi, dove segue l’insegnamento di “teatro gestuale” di Philippe Gaulier della scuola mimica e clownesca di Jacques Lecoq: si tratta di un insegnamento fondamentale per i suoi futuri lavori, in cui il racconto (l’esposizione verbale di una storia) si accompagna infatti a una certa espressività pantomimica. È autore e attore di vari spettacoli a-solo tra cui si ricorda La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce’ (1998), Antò le Momò (2000), L’Asino albino (2004) e Angelica (2005). Questi ultimi due spettacoli sono stati recentemente pubblicati a stampa da Editoria&Spettacolo. Nel corso della sua carriera ha anche lavorato – in veste di attore – con diverse compagnie: il Drammateatro, il Lanciavicchio, Ruotalibera di Roma e le Compagnie dei registi Massimiliano Civica, Luca Ricci (CapoTrave) e Roberto Castello (Aldes). Si è laureato all’università di Roma con una tesi sui “maggi” e sulle improvvisazioni in ottava rima della campagna toscana, poi confluita nel volume La scena dell’osceno, Odradek edizioni, 1998. Nell’estate 2007 ha presentato Antò le Momò. Avanspettacolo della crudeltà: una pièce, secondo la poetica dell’autore-attore, fondata su di un bailamme caotico tra comico e tragico, con parodie di Artaud e di vecchie contadine, delle fiction televisive e della cretineria contemporanea (la strage di Erba). Nei suoi monologhi il comico ed il tragico si fondono, con l’intento di scandagliare le verità più amare ed inconfessabili della società e della vita umana. Mette in scena un campionario parodico di stereotipi sociali dell’”Italietta” contemporanea, ma la sua satira non si limita alla facile caricatura, arricchendosi secondo alcuni di intenti metafisici, filosofici ed esistenziali tanto che alcuni dei personaggi che evoca finiscono per acquisire una dimensione poetica inaspettata ed inconsapevole. Si è soliti ascrivere la sua produzione al teatro di narrazione: Cosentino apparterrebbe dunque alla cosiddetta “seconda generazione” della narrazione, insieme con Ascanio Celestini, Giulio Cavalli, Davide Enia, Mario Perrotta. Tuttavia Cosentino arricchisce e fonde il narrare scenico con una performatività derivata dal cabaret televisivo (non a caso ha anche partecipato alla trasmissione TV di Italia 1 Ciro presenta Visitor). In questo, il suo lavoro sembra piuttosto accostarsi a quella “non-scuola romana” cui alcuni hanno ascritto anche Daniele Timpano ed autori-attori eclettici come il pugliese Oscar De Summa. Negli ultimi anni ha iniziato un lavoro sperimentale di ricerca sul rapporto fra televisione e cultura popolare attraverso il format Telemomò. Tale ipotesi di fake televisivo è l’elemento costitutivo dell’ultima fase del percorso artistico di Cosentino, iniziata con Antò le momò e giunta a piena maturità con La festa del Paparacchio. Quest’ultima ha costituito una interessante innovazione di linguaggio andandosi a costruire come una festa popolare a tutti gli effetti, portata in diversi paesi e piccoli comuni italiani e realizzata seguendo gli schemi dei collegamenti televisivi che quotidianamente vanno a riscoprire gli aspetti folclorici della “provincia italiana”. La particolarità della Festa del Paparacchio è tuttavia il fatto che le tradizioni esposte di fronte agli stessi paesani siano tutte smaccatamente fasulle e prodotte in un’ottica di uso e consumo di un ipotetico collegamento televisivo. In questo senso Cosentino crea una partecipazione meta-identitaria fra un paese che esiste e che partecipa alla festa e un paese che non esiste ma che è la rappresentazione televisiva di quello stesso luogo reale in cui l’evento si svolge. Per la realizzazione di questo evento Cosentino ha collaborato con altri artisti visivi, teatranti e musicisti tra cui Gian Maria Tosatti e Gaspare Balsamo.

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Silvia Gribaudi “R.OSA_Studio 10 esercizi per nuovi virtuosismi”

26-rosadomenica 26 febbraio ore 18 | danza
Silvia Gribaudi Performing Art | La Corte Ospitale
R.OSA_Studio
10 esercizi per nuovi virtuosismi
ideazione, regia, drammaturgia e coreografia Silvia Gribaudi
in scena Claudia Marsicano
luci Leonardo Benetollo
osservazione processi creativi Giulia Galvan, Matteo Maffesanti e Francesca Albanese
produzione Silvia Gribaudi Performing art e La Corte Ospitale – Rubiera
in collaborazione con IL Granaio Arcene – Qui e Ora Residenza Teatrale – Milano, AMAT – Ass. Marchigiana attività teatrali, Armunia – Castiglioncello, Associazione Culturale Zebra, Teatro delle Moire / Danae Festival – Milano, CSC Garage Nardini – Bassano del Grappa

Uno spettacolo in cui la performer è una “one woman show” che sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta di 10 esercizi di virtuosismo.

R.OSA è una performance che si inserisce nel filone poetico di Silvia Gribaudi, coreografa che con ironia dissacrante porta in scena l’espressione del corpo, della donna e del ruolo sociale che esso occupa con un linguaggio “informale” nella relazionale con il pubblico.
R.OSA si ispira alle immagini di Botero, al mondo anni ‘80 di Jane Fonda, al concetto di successo e prestazione.
R.OSA è uno spettacolo in cui la performer è una “one woman show” che sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta di 10 esercizi di virtuosismo.
R.OSA è un ‘esperienza in cui lo spettatore è chiamato ad essere protagonista volontario o involontario dell’azione artistica in scena.
R.OSA fa pensare a come guardiamo e a cosa ci aspettiamo dagli altri sulla base dei nostri giudizi.
Lo spettacolo mette al centro una sfida, quella di superare continuamente il proprio limite.
R.OSA è in atto una rivoluzione del corpo, che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità.

debutto 24 marzo 2017 presso il Teatro Annibal Caro Civitanova Marche – AMAT Ass. Marchigiana attività teatrali

Silvia Gribaudi. Coreografa e Performer
Vincitrice premio pubblico e giuria GD’A Veneto 2009, selezionata nel 2010 in Aerowaves Dance Across Europe, finalista premio Equilibrio nel 2013 è ospite in numerosi festival nazionali ed internazionali tra cui nel 2009 alla Biennale di Venezia Ground 0 e nel 2012 alll’ Edinburgh Fringe Festival. Dal 2012 collabora con il coreografo israeliano Sharon Fridman e inizia progetti di Art in Action sui diritti umani con l’artista visiva Anna Piratti. Segue progetti coreografici di ricerca prodotti da: Il Cassero Bologna, Operaestate Festival Veneto,The Place (UK), Dansateliers (NL), Dansescenen (DK), Pasoa 2-Certamen Coreogràfico de Madrid (ES), Dance Week Festival (HR), Circuit Est Montreal, The Dance Center Vancouver, Nederlanse Dansdagen Maastricht, Dance House Lemesos Cipro. Docente fino al 2010 presso Accademia Teatrale Veneta, conduce numerosi workshop in Italia e all’Estero. Collabora con importanti attori,registi, scrittori e coreografi italiani, tra i quali, Mirko Artuso, Roberta Torre, Luciano Padovani, Vasco Mirandola, Giuliana Musso, Tiziano Scarpa e Roberto Castello (nella trasmissione televisiva Vieni via con me di Roberto Saviano e Fabio Fazio, RaiTre). Nel 2014 partecipa al progetto europeo Performing Gender su tema differenze di genere da cui nasce: “The film contains nudity” di e con Silvia Gribaudi editing video Matteo Maffesanti – Registrato presso Reina Sofía Museum – Madrid – Parte della collezione video MAMbo – museo di arte moderna Bologna. Crea progetti su invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza: dal 2011 conduce laboratori e performance site-specific con Donne Over 60 e la Performance What age are you acting? Le età relative, prodotto dal progetto europeo ACT YOUR AGE e selezionato alla Piattaforma della danza italiana NID 2014. Vince con la coreografa canadese Tara Cheyenne il Chrystal Dance Prize 2014 con un sostegno per la nuova produzione “Empty.swimming.pool” a Vittoria – Canada 2015. Nel 2016 è regista dello spettacolo My place prodotto dalla compagnia Qui e Ora residenza teatrale sviluppa progetti artistici di inclusione sociale e incontro tra arte e pubblico. Nel 2016 crea lo spettacolo R.OSA sul virtuosismo. È coreografa ed artista finalista in CollaborAction XL rete anticorpi e selezionata in ResiDance 2017 – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche – azione di rete del network AnticorpiXL.

www.silviagribaudi.com

Teatro delle Briciole/Collettivo Cinetico “Sherlock Holmes”

18-dic-collettivo-cinetico-1domenica 18 dicembre ore 18
lunedì 19 e martedì 20 ore 10 | teatro ragazzi – danza
Teatro delle Briciole
SHERLOCK HOLMES
concept Francesca Pennini
regia e drammaturgia Angelo Pedroni e Francesca Pennini / CollettivO CineticO
coreografie e partiture fisiche Francesca Pennini in collaborazione con gli interpreti
in scena Giulio Santolini, Daniele Bonaiuti,Roberto De Sarno
assistenza organizzativa Carmine Parise
costumi Titta Caggiati
luci e tecnica Emiliano Curà
realizzazione scene Paolo Romanini
produzione Teatro delle Briciole
nell’ambito del cantiere Nuovi Sguardi per un Pubblico Giovane
dagli 8 ai 13 anni

In scena un anomalo terzetto di investigatori contemporanei, animati da una inesauribile voglia di andare oltre il volto immediato e ingannevole della realtà per analizzare i dettagli e ipotizzare possibili soluzioni.

Scrive Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, che “il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare”. L’idea che guida le parole e le azioni di questo spettacolo è la volontà assoluta, liberissima, giocosa, di rovesciare quella verità e osservare con divertita ostinazione il mondo. Sherlock Holmes, il suo celebre metodo fondato sul binomio osservazione e deduzione, si reincarna sulla scena in un anomalo terzetto di investigatori contemporanei, animati da una inesauribile voglia di andare oltre il volto immediato e ingannevole della realtà, di analizzare i dettagli e ipotizzare possibili soluzioni. Nella sua sorprendente somiglianza con i meccanismi profondi della curiosità infantile, l’applicazione rigorosa e nello stesso tempo umoristica del metodo deduttivo è lo strumento di un viaggio di scoperta e investigazione di quel pezzo di mondo, di quel vero e proprio microcosmo, che è il teatro. Un viaggio che diventa esplorazione della relazione ambigua tra realtà e finzione, verità e apparenza, artificio tecnico e autenticità di emozione. Quella che si viene compiendo sulla scena, ‘teatro del crimine’ in una inedita accezione, è dunque una vera e propria anatomia in presa diretta, uno sguardo telescopico che si irradia sull’intero spettro del visibile e del sensibile. L’analisi clinica e interattiva di un campione del pubblico (lo spettatore non è forse parte integrante dell’accadimento teatrale?), convive allora con lo smontaggio e il rimontaggio della creazione artistica, innescando una riflessione sull’arte performativa e la sua relazione con la vita. La pluralità delle ipotesi ricostruttive dei movimenti coreografici di uno spettacolo, a partire dagli indizi lasciati sulla ‘scena del delitto’, si traduce in un vertiginoso atlante concentrato della danza, dal minimal alla contact improvisation, dalla metal al musical, perché il linguaggio del corpo ha estensione infinita, come infinito e aperto è il catalogo delle ipotesi sul mondo, se si parte dalla sua osservazione analitica. Tecnica e immaginazione si sorreggono a vicenda. Il teatro è metafora della immaginazione umana e della vita stessa, universo espressivo totale e complesso, di cui non si tralascia nulla, neanche il versante spaziale-costruttivo, così ricco di aspetti carichi di potenzialità, quando si possieda un occhio ricco di acume investigativo. Così, l’occhio di una telecamera, moderno erede della lente di Sherlock Holmes, nella sua assoluta libertà di indagine scruta, analizza, rielabora tutti i recessi dello spazio-mondo: persone e oggetti, spettatori e proiettori, costumi e note di regia, e non si preoccupa di superare le pareti del teatro per puntare sulla vita là fuori che continua a scorrere, o di farsi strada dietro le quinte. Perché “le cose ovvie di cui è pieno il mondo”, se osservate, guardate, scrutate, possono dirci qualcosa di nuovo, rivelare un volto segreto.
CollettivO CineticO nasce nel 2007 ed é diretta della coreografa Francesca Pennini in collaborazione con oltre 50 artisti provenienti da discipline diverse. La ricerca del collettivo indaga la natura dell’evento performativo e ne discute i meccanismi con formati al contempo ludici e rigorosi che ibridano coreografia, teatro e arti visive. CollettivO CineticO è compagnia residente stabile presso il Teatro Comunale di Ferrara e all’oggi ha prodotto 34 creazioni ricevendo numerosi premi tra cui: Jurislav Korenić Award Best Young Theatre Director; Premio Rete Critica 2014 come miglior artista 2014; Premio Danza & Danza 2015 a miglior coreografa e interprete, nomination premi UBU miglior performer under 35; Premio Hystrio Iceberg 2016; Premio MESS al BE Festival di Birmingham 2016.

Nel 2015 il Teatro delle Briciole è stato riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo come Centro di Produzione. È una decisione che avalla anche simbolicamente una progressiva trasformazione dell’identità del Teatro delle Briciole, che negli ultimi anni si è venuta esprimendo in percorsi sempre più nuovi e diversificati di collaborazione e relazione con gli artisti, con gli spettatori, con il territorio. Produzioni realizzate a Parma che girano in Italia e all’estero, convivono con creazioni che nascono per un’iniziativa specifica, come un festival o un progetto speciale, o che si rivolgono alla comunità. La relazione con la città si esprime attraverso la realizzazione di iniziative strutturate e continuative nello spazio storico del Teatro al Parco, dalle stagioni teatrali alle proposte formative rivolte a tutti i pubblici, e attraverso l’ideazione di progetti speciali come S-Chiusi, l’itinerario con cui il teatro ha riportato la vita negli spazi abbandonati dalle attività commerciali del centro storico. Le scelte strategiche degli ultimi anni si sono caratterizzate significativamente per la volontà di avviare collaborazioni con artisti di spicco provenienti da esperienze e percorsi diversi e per la propensione contestuale a favorire e coltivare l’emersione di nuove individualità artistiche. Seguendo questa linea di sviluppo il Teatro delle Briciole ha promosso un deciso rinnovamento nel linguaggio e nei contenuti delle produzioni di teatro per le giovani generazioni. È nata così l’esperienza dei cantieri, veri e propri contesti’ produttivi, mobili ma unitari nell’accogliere più progetti spettacolari dentro una parola chiave unificante. È il caso del cantiere “Nuovi sguardi per un pubblico giovane”, costruito attorno all’idea dell’affidamento progettuale ad artisti e gruppi del teatro di ricerca con la finalità di un confronto tra teatro ragazzi e nuovo teatro. Ed è il caso del cantiere “Custodi nuovi talenti”, ideato con lo scopo di sostenere giovani artisti cresciuti nella ‘officina’ del Teatro delle Briciole, per accelerare e favorire la nascita di nuove produzioni rivolte al pubblico giovane, da loro ideate e dirette per la prima volta.

http://www.facebook.com/pages/CollettivO-CineticO/117438244939501
http://vimeo.com/collettivocinetico
https://instagram.com/cinetica/
https://twitter.com/CineticO_it
https://www.flickr.com/photos/100531289@N05/albums
http://www.bricioleproduzioni.com/
http://www.solaresdellearti.it/index.php?ling=1&pg=sezione&tipo=2

MOVEMENT & RHYTHM SHOW

04-dic-movement-and-rythmdomenica 4 dicembre ore 18 e lunedì 5 ore 10 | musica – danza
Early Ears
MOVEMENT & RHYTHM SHOW
con Jep Meléndez, Cinzia Merlin, Tupac Mantilla, Ruben Sanchez
art director Jep Meléndez
prima nazionale

Musica, danza, movimento e body percussion si fondono. Dallo strumento al corpo, dal corpo allo strumento. La musica si trasforma, si fonde, si sente, si vede e dialoga. Un dialogo tra musica, movimento, danza e strumento. Uno spettacolo in cui ritmo, corpo e il fluire dei movimenti si fondono e si confondono. Il ritmo nella danza, il corpo che diventa espressione musicale non solo uditiva, ma anche visiva.

Mr. Meléndez, in an intricate solo, juggles a polyrhythmic orchestra within his limbs.” The New York Times

Il ritmo, il corpo e il fluire dei movimenti che si fondono creando musica visibile, il ritmo nella danza, il corpo che ne diventa espressione musicale non solo uditiva, ma anche visiva. Il progetto di Meléndez diffonde a livello internazionale la sua unica e personale ricerca espressiva della body percussion attraverso il movimento e la danza.
Scoprire i timbri, i suoni e i ritmi che il corpo può produrre nasce dall’esigenza di esprimere concretamente le proprie emozioni: cercare e liberare la forza ritmica del corpo fino a renderlo un mezzo di comunicazione artistica è un’esigenza espressiva dell’essere umano.

Early Ears si occupa di sviluppo artistico e didattico della musica , attraverso un progetto che mira a creare connessioni e contaminazioni tra differenti forme espressive musicali. Organizza regolarmente workshop, progetti, incontri ed eventi aperti a musicisti, danzatori, percussionisti, artisti, appassionati e curiosi che vogliano provare l’emozione di ‘suonare’ il proprio corpo. Negli ultimi anni ha sviluppato molteplici percorsi musicali, attraverso l’organizzazione di eventi, workshop e performance attraverso la Body Percussion e la Body Music, dando vita a collaborazioni con importanti artisti del panorama internazionale.

Jep Meléndez – Tap & Sand Dancer e Body Percussionist.
Meléndez si è formato come ballerino di tip tap a Barcellona e New York, approfondendo la sua formazione complementare in jazz , danza classica e percussioni afro-cubano. Per 25 anni, Meléndez ha studiato e approfondito le differenti influenze ritmiche sviluppando un proprio stile e una visione personale della body percussion rendendolo unico. Meléndez è fondatore di varie compagnie, come A Mano Limpia, Terekitetap, Barcelona Rhythm Tap, Trash, Kosha e altri. Più di recente, ha co-diretto la prima mondiale di “Body Music” a Tenerife in collaborazione con Keith Terry dell’IBMF – International Body Music Festival. Il “”Body Music” Show è un concerto itinerante di artisti tradizionali e contemporanei della body music provenienti da tutto il mondo. Meléndez è direttore artistico e ballerino di Cambuyon, spettacolo che mescola percussioni, danza e voce in diversi stili, in anteprima al 4 ° Festival Internazionale di Musica Corpo nel 2011, ha continuato la premier a Tenerife, al Fringe di Edimburgo Festival del 2013, e ha debuttato in Off-Broadway a New York con straordinario successo nel 2014, ricevendo anche una nomination ai The Bessies dello stesso anno. Nel 2016 è a Barcellona, Madrid e Tenerife. e nel settembre 2016 ha debuttato in Italia al Festival di Todi. Nel luglio 2016 ha debuttato come direttore artistico e protagonista con Cristina Perez in “Fighters” al Temudas Fest 2016 di Las Palmas.

Cinzia Merlin – pianista
Nasce a Verona. Si diploma brillantemente presso il Conservatorio F.E.Dall’Abaco della città sotto la guida del M°Ida Tizzani e vince il primo premio “Accademia Filarmonica” come migliore diplomata dell’anno. Dopo aver seguito le Masterclass di Alto perfezionamento con il M°Peter Lang e con il M°M.Rudy, si perfeziona a Roma con Lya De Barberiis .
Vince il primo premio al X Concorso Pianistico Nazionale “Giulio Rospigliosi” di Pistoia e si classifica tra i primi posti in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali, l’VIII Concorso Internazionale di Esecuzione Strumentale “Città di S.Bartolomeo al Mare”, l’VIII Concorso Internazionale Pianistico “Giovani Pianisti di Roma”,il VI Concorso Internazionale di Racconigi, l’11 Concorso pianistico nazionale “Città di Grosseto”il I Concorso Internazionale “Città di San Gemini”.
Tiene concerti sia come solista che in formazioni cameristiche in diversi teatri e sale concertistiche, tra cui la Sala Maffeiana, Palazzo Verità-Poeta fil Teatro Nuovo di Verona, il Conservatorio di Trento, Salone “De Cemma” di Brescia, Palazzo Chiericati di Vicenza e si esibisce in concerto per la Società del Quartetto a Busto Arsizio, per la fondazione “Alliance Francaise” e per Steinway & Song. Dopo essersi laureata in Storia della Musica presso l’Università La Sapienza di Roma, nel 2008 collabora con la stessa università e con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al progetto Musica Riscoperta, sul repertorio strumentale romano inedito di fine Ottocento, esibendosi in Prima Assoluta presso il MUSA (Museo degli Strumenti Musicali, Auditorium-Parco della Musica), presso l’Istituto Storico-Germanico di Roma e presso l’Istituto Franz Liszt di Bologna. Si è esibita in concerto a Villa D’Este (Tivoli) in occasione del Convegno Internazionale di Studi dedicato a F. Liszt. Negli ultimi anni ha approfondito anche lo studio e la pratica della body music con cui svolge regolarmente attività didattiche e artistiche.

Tupac Mantilla – Percussionist and Body Performer
Percussionista colombiano, è considerato come uno dei più versatili e creativi artisti emergenti della sua generazione. Il suo lavoro come interprete, educatore, musicoperapeuta e produttore ha ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo e comprende apparizioni e collaborazioni in importanti festival, istituzioni, manifestazioni e teatri (Carnegie Hall, Lincoln Center, Harvard University, Stanford University, New England Conservatory, Kennedy Center, Berklee College of Music, Barbican di Londra, Tanglewood, The Montreal, Mare del Nord, Perugia, Montreux, Gent, Nizza, Newport Jazz Festival).
Ha suonato con il Julian Lage Trio e come percussionista ha ricevuto un Master of Music Honour Deegree presso il Conservatorio New England (Boston, USA) e nel 2002 ha vinto il primo premio di Soloist Competition classica della Filarmonica di Bogotà. Ha collaborato e suonato con artisti tra cui Bobby McFerrin, Bill Cosby, Zakir Hussain, Savion Glover, Danilo Perez, Reinhard Flatischler, Kenny Werner, John Patitucci, Tisziji Muñoz, Bob Moses, Steve Smith, John Medeski, Michael Cain, Cecil McBee, Jamey Haddad, Anders Koppel, Deepak Ram, Medeski Martin and Wood, Lisa Fischer, Selene Muñoz, Ulita Knaus, Opus 4, Sofia Rei, Edmar Castañeda, Juanito Pascual, Tia Fuller, Julian Lage e del Bogotà Filarmonica. È fondatore, CEO e direttore artistico del Global Percussion Network Percuaction, con cui conduce numerosi progetti ed iniziative educative e sociali in tutto il mondo. È anche direttore artistico di Tekeyé, gruppo sperimentale di percussioni colombiano.

Rubén Sánchez -Tap Dancer
È nato Lleida. Comincia a studiare dall’età di 6 anni danza, spaziando dalla danza classica alla danza contemporanea, dal jazz al ballo da sala. Si appassiona al Tap studiando con Guillem Alonso, Jason Samuels Smith, Max Pollack, Josh Hillbermann, Dereck Grant, Ted Levi, Leela Petronio, Sharon Lavi e Barbara Duffy. Dal 2001 al 2007 entra a far parte come solista, della Camut Band, Nel 2002 viene coinvolto in nuova creazione di Tapeplas Dance “Boombach” diretto da Sharon Lavi. Nel Luglio 2003 e 2006 viene invitato al festival di New York Tap con Sharon Lavi . Nel 2003 in collaborazione con Guillem Alonso e Jep Meléndez si esibisce in “Il Holtrony’s” presso il Dazzle Center di Middelburg (Paesi Bassi). Dall’aprile 2007 è docente e ballerino di Tap nei festival più importanti. Nel marzo 2011 inizia a lavorare in Francia per la Contemporary Dance Company di Rachid Ourandame nello show “Sfumato” come ballerino di tap solista, girando in tournée in tutto il mondo. Nel 2011 crea lo spettacolo “Swing e Gin” a Barcellona assieme al ballerino di tip tap Ludovico Hombravella.Nello stesso anno collabora con Jep Meléndez, Clara Pons e Berta Pons in Cambuyon.

Marina Giovannini “Duetto Nero”

18-duetto-nerovenerdì 18 novembre ore 21 | danza
Cab 008 presenta
DUETTO NERO
coreografia Marina Giovannini
danza Vanessa Geniali, Marina Giovannini
produzione Cab 008
con il sostegno di Regione Toscana e MIBACT
residenze creative Cango_Cantieri Goldonetta
durata: 25 minuti

Il nero come sintesi universale, come simbolo di potenza misteriosa, generatrice e complessa, che racchiude l’intelligenza della costruzione, che anticipa la fase della nascita. 
Luogo degli inizi, luogo di attesa, lo immagino come una grotta che trattiene potenza e germinazione. Qui lo scorrere del tempo è sospeso, occupa uno spazio parallelo a quello del reale. Qui i nostri corpi riorganizzano un’idea di origine e vicinanza, di tensione l’uno verso l’altro e verso il primo istante. Il nero è una magnetica distanza temporale, come le prospettive di età diverse: un intervallo di 31 anni.

Col passare del tempo ho sentito sempre più spesso la necessità di limitare e mettere in crisi il mio movimento nello spazio, di stare sul bordo, sentire la vertigine dell’equilibrio. Trovare un posto e cercarne subito un altro, saggiare la gravità, la misura delle cose, la libertà nello spazio. Questo succede molto concretamente quando uso degli oggetti e delle forme geometriche semplici, quando riesco a confinare il corpo mettendolo in relazione con qualcosa di definito. Quando mi rapporto con persone che hanno esperienze diverse dalla mia, età e approcci diversi.
Credo che tutto ciò abbia a che fare con la ricerca di un’origine, col tentativo di riscoprire l’istinto o sentire l’istante del principio. Con la necessità di scrollarsi di dosso la consapevolezza e di mettere un’attenzione diversa al tempo e allo spazio, e forse avanzare “a ritroso”. Marina Giovannini

Marina Giovannini
Danzatrice, coreografa e insegnante. Interessata alle potenzialità espressive del corpo e all’ interazione con i diversi linguaggi dell’ arte, si dedica ad un personale percorso di ricerca collaborando con danzatori, coreografi, artisti. Di formazione classica, è stata danzatrice solista del Balletto di Toscana dove ha interpretato neoclassici e contemporanei della danza europea. In seguito si è interessata ai nuovi linguaggi della danza contemporanea italiana facendo una lunga esperienza nella Compagnia Virgilio Sieni, dove è stata protagonista, dal ’93 al 2006, di tutte le produzioni e di numerose collaborazioni alla coreografia. Avvalendosi di una lunga esperienza di rappresentazioni e performance in prestigiosi teatri, festival, musei, gallerie d’ arte, set cinematografici e spazi urbani, dal 2007 inizia un percorso di ricerca personale e si dedica a creazioni indipendenti, indirizzando la propria indagine coreografica sulla relazione tra la
potenza della tecnica e la bellezza del gesto naturale. Nella scena contemporanea internazionale prende parte a produzioni che spaziano in contesti artistici molto differenti e intensifica alcune collaborazioni con artisti italiani, in particolare con Letizia Renzini, con la quale sperimenta l’ interazione con i linguaggi multimediali.

www.cab008.com

Accademia Nazionale di danza “la Cina al Lido”

13-nov-cina-al-lido-1domenica 13 novembre ore 18 | danza
Accademia Nazionale di Danza | Progetto OstiANDanza
LA CINA AL LIDO
regia Enrica Palmieri
coreografie Serge Aimé Coulibaly, Stian Danielsen, Lu Zhen, Churui Jiang e studenti del biennio di coreografia
interpreti Yu Haoping, Tan Lun Yu, Xie Jingi, Li Shuangua, Zhang Si Qi, Sun Wei, Giusy Quattrone, Annarita Fadda, Alessandra Venuti, Silvia Legato, Delfina Stella, Silvia Bologna
musiche di Ali Farka Touré, Aka Moon e autori vari
INGRESSO GRATUITO

In scena danze tradizionali, studi coreografici originali e coreografie di artisti internazionali interpretati da danzatori cinesi perfezionatisi presso la Scuola di Coreografia dell’AND assieme a colleghi italiani, in un dialogo a conferma che l’identità è una costruzione continua che ha bisogno dell’altro per esistere.

“È inziato a novembre 2011 il Progetto Turandot nell’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Frutto di un accordo bilaterale tra il Governo italiano e la Cina, si tratta di un progetto che riguarda l’alta formazione artistica e che con il nome di Marco Polo interessa anche le Università. Un processo che vede studenti cinesi apprendere la lingua italiana insieme ai suoi diversi saperi. Gli artisti in scena sono i primi studenti oggi diplomati che hanno arricchito la loro formazione nelle accademie della Cina con una nuova esperienza maturata in quattro anni all’interno dell’Accademia Nazionale di Danza nella Scuola di Coreografia. Una rappresentazione che unisce brani di danza tradizionale cinese con elaborati e studi coreografici nati all’interno del percorso formativo in AND insieme a coreografie di autori internazionali (quali il burkinabé Serge Aimé Coulibaly e il norvegese Stian Danielsen). Danzeranno assieme ai colleghi italiani in un dialogo altamente positivo per entrambi a confermare che il concetto di identità è una costruzione continua che ha bisogno dell’altro per esistere mentre se ne assapora tutta la fatica, l’ansia ma anche la bellezza e la dolcezza di un intreccio con il rigore e l’amore che solo l’arte sa fare.”
Enrica Palmieri Coordinatore della scuola di Coreografia – Accademia Nazionale di Danza

Europa Vecchia Madre|laboratorio danza con le anziane

europa-vecchia-madreAss. Cult. Rosa Shocking, Ass. TdL (Teatro del Lido), Ass. Cult. Excursus Onlus, Meta Soc. Coop. Onlus/centro servizi viaTerni9

presentano

“Europa Vecchia Madre”
La guerra vista dalle bambine memorie intorno alla liberazione – spettacolo di danza
di Theodor Rawyler
con Vilma Galli, Verena Marzuoli, Renata Strozzi, Theodor Rawyler

10 novembre – ore 15,45
Centro Anziani Ronca, P.zza Gregorio Ronca 22 – Ostia Lido

17 novembre – ore 18,00
Centro Anziani Toscanelli, Lungomare Paolo Toscanelli 180 – Ostia Lido

1 dicembre – ore 17,00
Centro Anziani Casalbernocchi, Via Guido Biagi 24 – Casalbernocchi

L’idea di condividere l’esperienza sociale e artistica delle signore anziane del Centro Servizi viaTerni9 della cooperativa sociale Meta nasce dallo sguardo del coreografo e insegnante Theodor Rawyler che con queste signore ha ideato e svolto un laboratorio di danza di comunità che si è trasformato in un vero e proprio spettacolo di danza lo scorso 2015.
Lo spettacolo, già ospitato in due festival, al Cassinoff di Cassino (FR) e a Tendance, festival di danza contemporanea nella provincia di Latina e nella rassegna invernale di danza contemporanea organizzata da Rosa Shocking al Teatro in Scatola di Roma, viene ora ospitato nelle sale dei centri anziani di Ostia e Casalbernocchi.
Lo spettacolo parte dalla condivisione delle memorie della seconda guerra mondiale delle donne anziane (tutte over 80) Elda Alegiani, Maria Camarda, Vilma Galli, Verena Marzuoli, Elda Paci, Linda Petaccia, Marisa Pietrosanti, Italia Rosati, Renata Strozzi, Valeria Tani, Marisa Vagnoni ed esplora un vissuto che con saggezza viene restituito alla comunità, attraverso il recupero della memoria con uno studio elegante e raffinato sul movimento.

L’evento è preceduto da un momento di informazione sul laboratorio di danza svolto con le ospiti di viaTerni9, al fine di diffondere una pratica artistica che è strumento per la formazione della comunità, per lo sviluppo della socialità, che diventa solidarietà e ricetta per la gestione della solitudine che coinvolge questa fascia di cittadini.
Alla fine ci sarà una merenda per condividere memorie, impressioni, progetti e peccati di gola.

È un progetto eccellente che inizia a viaggiare nella città e per questo richiediamo attenzione e massima diffusione.

Informazioni e ufficio stampa
Rosa Shocking – Benedetta Boggio 3332062996 benedetta.bo@gmail.com

Compagnia Sara Cano “A palo seco” (Madrid)

22-sara-canosabato 22 ottobre ore 21 | danza
Sara Cano Compagnia di Danza
A PALO SECO
regia, coreografia e interpretazione Sara Cano
direttore di scena Teresa Nieto
light designer Gloria Montesinos (A.A.I.)
musiche originali Héctor González
ricerca musicale Aléix Tobías (Coetus)
arrangiamenti vocali Alberto Funes
disegno costumi Elisa Sanz
gestione costumi Mayka Chamorro e Dolores Duran
realizzazione costumi María Calderón
tecnico luci Gloria Montesinos
tecnico del suono Jorge Díaz “Roy”
grafica e fotografia marcosgpunto
produzione Sara Cano Compañía De Danza
assistente di produzione David Arrabal
distribuzione Elena Santonja
prima nazionale

Un assolo in cui la danza fluisce liberamente al di là di forme e convenzioni. Un lavoro personale e senza tempo in cui flamenco, danza contemporanea e butoh sono usati per immaginare un nuovo spazio creativo.

“Vai in profondità e dentro di te, nel più profondo dentro di te, nella tua anima.” Kazuo Onho

“Un artista non ha bisogno di imitare nessuno. Si mette semplicemente la mano sul cuore e lo studia. Non deve sentirsi incensato dalle lodi e neanche lasciarsi abbattere dalle critiche. L’artista può prevedere il futuro, percepire nuovi mondi, anche nel caos, e quando intravede da lontano una nuova strada, come fosse una luce minuscola, deve affrontare la paura del buio e dell’ignoto. L’artista deve sempre continuare nel suo cammino, anche se a volte inciampa e cade. Non deve preoccuparsi, deve adattarsi e procedere perché una caduta è utile anche per i più grandi maestri”. Giuseppe Verdi, La Voce del popolo.

A Palo Seco è il primo spettacolo individuale di Sara Cano in cui l’artista si esibisce come interprete e coreografa. Un percorso in cui ricerca e sperimentazione rifondano il suo modo di danzare, basato sulla dimensione viscerale della danza spagnola e quella più concettuale della danza contemporanea. A Palo Seco è l’inizio di un viaggio verso una evoluzione personale dell’artista, che guarda al futuro senza perdere la comprensione della tradizione, nella faticosa ricerca di originalità. Lo spettacolo è lo sviluppo dell’assolo vincitore del primo premio nell’ambito del XXIII Concorso di Danza spagnola e flamenca (Madrid – 2014), del premio per la migliore composizione musicale per la danza spagnola e del Suma Flamenco Award 2015.

Sara Cano
Direttrice artistica, coreografa, performer dalla formazione eclettica Sara Cano, è un’artista che spazia dalla danza contemporanea alla danza spagnola, dal folklore al flamenco. Diplomata coreografa e danzatrice contemporanea presso il Conservatorio Superiore di Danza Maria de Avila di Madrid. Come ballerina professionista ha fatto parte di compagnie prestigiose come Teresa Nieto Company, Fondazione Antonio Gades, Iberica Dance, Malucos dance, Cortés the Gypsy Company, oltre ad aver fatto parte del musical “Enamorados Anónimos” di Blanca Li e Javier Limón. Come coreografa il suo lavoro si incentra sulla ricerca di un linguaggio molto personale, per metà spagnolo e per metà contemporaneo.

www.saracano.es

https://saracano.es/proyectos/como-coreografa/a-palo-seco/

Accademia Nazionale di Danza “Omaggio a Sylvano Bussotti”

09-sylvano-0bussotti-anddomenica 9 ottobre ore 18 | danza
Accademia Nazionale di Danza | Progetto OstiANDanza
OMAGGIO A SYLVANO BUSSOTTI
coreografia Sandra Fuciarelli e allievi Scuola di Coreografia dell’AND
interpreti allievi dei corsi di Composizione (prof.ssa Fuciarelli – Scuola di Coreografia dell’AND)

Un omaggio a Sylvano Bussotti nelle coreografie di Sandra Fuciarelli e degli allievi della Scuola di Coreografia dell’Accademia Nazionale di Danza.

Coreografie in programma:
In Memoriam (Cathy Berberian) | Aussi Satie | Cinque Frammenti all’Italia (integrale)

Accademia Nazionale di Danza
L’Accademia Nazionale di Danza è un ente statale e rientra nell’insieme di Istituzioni che costituiscono la rete dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM) predisposta dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR). I suoi percorsi formativi rilasciano titoli equiparati ai corrispondenti corsi universitari. L’Accademia si struttura in quattro Scuole: Scuola di Danza Classica, Scuola di Danza Contemporanea, Scuola di Coreografia, Scuola di Didattica della Danza.

http://www.accademianazionaledanza.it/