THE EFFECT di Lucy Prebble

venerdì 13 aprile ore 21 | teatro
Pierfrancesco Pisani | Progetto Goldstein | CapoTrave | Kilowatt Festival
THE EFFECT
di Lucy Prebble
regia Silvio Peroni
con Giuseppe Tantillo, Alessandro Federico, Sara Putignano, Alessia Giangiuliani
scene Katia Titolo
luci Omar Scala
video Luca Ercoli
aiuto regia Caudio Basilico
produzione Pierfrancesco Pisani, Progetto Goldstein, CapoTrave, Kilowatt Festival

PRIMA ROMANA

The Effect si occupa di senso di colpa, dei misteri del cuore e del cervello umano, di “ciò che ci rende quello che siamo” e lo fa in una forma ingannevolmente semplice e sempre divertente.

Vincitore in Gran Bretagna del Critics’ Circle Award 2013, il testo di Lucy Prebble, autrice anglosassone pluripremiata, ripropone in maniera diversa e originale, il dilemma esistenziale posto da Shakespeare in Amleto e da Oliver Sacks ne L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello: cos’è che ci rende noi stessi? The Effect si occupa di senso di colpa, dei misteri del cuore e del cervello umano, di “ciò che ci rende quello che siamo” e lo fa in una forma ingannevolmente semplice e sempre divertente. Uno spettacolo a quattro personaggi che parla di amore, di depressione e dei limiti della neuroscienza; un testo impegnativo, divertente e straziante che fa emergere reazioni e interrogativi durante la sperimentazione clinica di un nuovo antidepressivo. In un’elegante clinica dove si fanno esperimenti farmaceutici su volontari a pagamento, Connie e Tristan sono due cavie da laboratorio sotto la supervisione della dottoressa Lorna James la quale – a differenza del soave Toby, il direttore dell’esperimento e suo ex amante – non crede che la depressione sia uno squilibrio chimico del cervello e che possa essere curata con i farmaci. Forse Lorna pensa che le persone depresse abbiano solo una visione più profonda del mondo, di se stessi e della vita? Con l’avanzare del racconto le due cavie umane assumono dosaggi farmaceutici sempre più elevati, ma sfuggendo al controllo dei medici si innamorano. Quello di cui non sono certi, però, è se questa loro passione sia frutto dell’istinto o sia invece frutto degli effetti della dopamina. «Come posso capire la differenza tra il chi sono e l’effetto collaterale», dichiara Tristan quando Connie si preoccupa che la loro passione potrebbe essere, unicamente, il risultato dell’assunzione dei farmaci. Ma, naturalmente, tutto l’amore è una droga; come possiamo fidarci veramente dei nostri sentimenti?

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